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Bce tiene i tassi fermi al 2%, discusso il tema dei cambi euro-dollaro

Bce tiene i tassi fermi al 2%, discusso il tema dei cambi euro-dollaro

Lagarde: prepariamo una lista di raccomandazioni per i leader Ue

Roma, 5 feb. (askanews) – Tassi di interesse fermi al 2% nell’area euro, come da attese. Secondo la Banca centrale europea “l’inflazione dovrebbe stabilizzarsi sull’obiettivo del 2% a medio termine”. Mentre “l’economia continua a mostrare buona capacità di tenuta in un difficile contesto mondiale”, recita il comunicato diffuso a seguito del Consiglio direttivo.

E nonostante le pressioni combinate che arrivano dai cambi valutari e dai dazi commerciali, l’istituzione non mostra correzioni di rotta per il futuro prossimo, posto che non si vincola ad alcun percorso predeterminato sui tassi. “Direi senz’altro che siamo in una buona posizione e che l’inflazione è in una buona posizione”, ha affermato la presidente, Christine Lagarde nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. “La nostra posizione è buona – ha spiegato – se siamo convinti che raggiungeremo il nostro obiettivo di inflazione del 2% sul medio termine”.

Lagarde ha però riferito che la questione dei cambi euro-dollaro oggi è stata oggetto di discussioni. “Quello che abbiamo osservato, collettivamente, è che il dollaro si è deprezzato in maniera rilevante sull’euro, ma non negli ultimi giorni, ma dal marzo del 2025. Il risultato di questa osservazione, è che abbiamo concluso che l’impatto degli apprezzamenti dei cambi è incorporato nelle nostre previsioni di base, ma ovviamente monitoriamo sempre molto attentamente” gli sviluppi.

Lagarde ha ribadito la posizione ufficiale dell’istituzione sul tema: “non abbiamo un obiettivo (sui cambi), ma riconosciamo al tempo stesso che sono importanti per le prospettive di crescita e di inflazione. Per questa ragione li teniamo sempre attentamente sotto controllo”.

La Bce, invece, sta preparando una sorta di “lista della spesa”, da recapitare ai leader europei per la riunione straordinaria sulla competitività della prossima settimana. “Abbiamo deciso, in vista della riunione del 12 febbraio, di dare la nostra checklist ai leader”, ha raccontato Lagarde. Si tratta dell’elenco sulle raccomandazioni, fornite in realtà da tempo, su temi come l’unione di risparmi e investimenti, l’euro digitale, il rafforzamento del mercato unico europeo, l’autonomia strategica europea, la semplificazione delle normative e il rafforzamento del quadro istituzionale.

“Invierò la lista a ognuno dei leader dell’Unione europea, alla presidente della Commissione europea e al presidente del consiglio Ue – ha detto Lagarde -. Questa è la nostra lista delle cose da fare, che riteniamo possano migliorare la crescita, migliorare la produttività e dispiegare il potenziale inespresso dei talenti europei”. Infine, ha augurato il benvenuto a Kevin Warsh, futuro presidente della Federal Reserve che ha detto di conoscere da molto tempo.

Sempre oggi la Banca d’Inghilterra ha confermato con un voto a maggioranza i tassi di interesse sulla sterlina al 3 75%. Secondo quanto riporta il comunicato dell’istituzione, il direttorio si è nuovamente spaccato: 5 componenti hanno votato per lo status quo mentre altri 4 avrebbero voluto tagliare i tassi al 3,50%.