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Benessere digitale e contrasto al cyberbullismo: un progetto formativo pensato per gli studenti

Benessere digitale e contrasto al cyberbullismo: un progetto formativo pensato per gli studenti
Elisa Iacazio, la dirigente scolastica del liceo Maiorana di Rho

“Bye Bully” è il progetto del Liceo Majorana di Rho contro il cyberbullismo: incontri con legali, esperti informatici e forze dell’ordine per gli studenti.

RHO (MILANO) – Al Liceo Statale “Ettore Majorana” prende forma un percorso strutturato di educazione al benessere digitale e al contrasto del cyberbullismo. Si chiama “Bye Bully” ed è il progetto che coinvolge gli studenti dell’istituto in un lavoro articolato su prevenzione e responsabilità nell’uso delle tecnologie. L’iniziativa punta anzitutto a informare sui rischi della rete e sulle modalità per prevenire situazioni potenzialmente pericolose. L’obiettivo è promuovere un approccio critico e rispettoso nell’utilizzo degli strumenti digitali, favorendo al tempo stesso la conoscenza reciproca tra gli studenti e la costruzione di un clima scolastico più armonioso. Altro scopo del progetto è identificare strategie per prevenire il cyberbullismo e sviluppare una gestione consapevole della propria presenza online.

Cyberbullismo a scuola: come funziona il progetto “Bye Bully”

Particolare attenzione è dedicata anche alla dimensione etica: comprendere le implicazioni delle proprie azioni in rete è un passaggio fondamentale per costruire relazioni sane. Il percorso si articola in due incontri per ciascuna classe prima del liceo. Il primo è tenuto da un legale, che illustra le implicazioni giuridiche a cui sono soggetti coloro che diffondono immagini, video o altri contenuti con finalità diffamatorie e/o offensive. Il secondo prevede l’intervento di un esperto informatico, che mostra agli studenti come difendersi da comportamenti scorretti in rete. Ampio spazio viene anche al tema di una presenza online più responsabile e attenta, in particolare nella condivisione di dati personali e familiari. Gli incontri, erogati dall’associazione Fare x Bene, si inseriscono nel quadro di un lavoro di prevenzione che l’istituto porta avanti da anni.

La dirigente scolastica: “La prevenzione è la chiave”

“È fondamentale – spiega la dirigente scolastica Elisa Iacazio – sensibilizzare i ragazzi fin dal primo e secondo anno su un tema che oggi è molto sentito. La prevenzione è la chiave: lavorare prima che si verifichino situazioni problematiche è l’unico modo efficace per evitarle”. Un’impostazione che, sottolinea, ha dato risultati concreti: “Sono in questo liceo da sette anni e casi strutturati di bullismo non ne abbiamo avuti, se non un episodio iniziale subito intercettato”.

Gli studenti non sono semplici ascoltatori: oltre ai momenti informativi, è previsto spazio per domande, confronto e restituzione. È previsto inoltre un incontro di due ore, su base volontaria, rivolto alle famiglie, per rafforzare l’alleanza educativa scuola-famiglia su un tema sempre più urgente. A fine percorso, un evento conclusivo – in presenza o online – presenta i lavori realizzati nei laboratori, in un momento di condivisione con le altre reti coinvolte nel bando Usr.

Forze dell’ordine e magistrati in aula: il contrasto al cyberbullismo oltre “Bye Bully”

Ma l’impegno del Liceo Majorana per contrastare il cyberbullismo non si esaurisce con “Bye Bully”. “Organizziamo anche incontri con le forze dell’ordine e con magistrati: spiegano ai ragazzi – sottolinea la dirigente – quali sono i rischi concreti, sia per i minorenni sia per i maggiorenni, quando si entra in dinamiche di bullismo o cyberbullismo. Non parliamo solo delle conseguenze legali, ma anche degli strumenti che hanno per difendersi. È importante che conoscano entrambe le dimensioni”.

Preside Iacazio, che riscontro avete avuto dai ragazzi che hanno partecipato al progetto in questi anni?

“La risposta è stata molto positiva. Dopo un primo momento magari più vivace, si appassionano ai temi trattati e partecipano attivamente. I feedback raccolti in passato sono stati così incoraggianti che si è deciso di riproporre il progetto anche quest’anno”.

Ma il lavoro sul cyberbullismo si inserisce in un contesto più ampio, segnato da profondi cambiamenti generazionali. Lei nota differenze tra questa generazione e quelle che l’hanno preceduta?

C’è stata un’accelerazione fortissima, soprattutto dal punto di vista tecnologico. I ragazzi si sentono molto forti perché padroneggiano gli strumenti digitali, ma allo stesso tempo sono più fragili e più sensibili”.

Secondo la dirigente, l’iperconnessione ha modificato anche la percezione dei conflitti: dinamiche che un tempo sarebbero rimaste circoscritte oggi possono amplificarsi attraverso i social, generando fraintendimenti e letture distorte della realtà. “È un’epoca di transizione e la scuola deve accompagnarli in questo percorso”, conclude. In un’epoca in cui i ragazzi sono più fragili dal punto di vista emotivo, bisogna si aiutarli a riconoscere ed evitare modalità comunicative violente, ma anche a distinguere tra normali dinamiche di confronto, anche acceso, e prevaricazione.