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Bernini: tre bandi finanziati da MUR e Piano valorizzazione ricercatori

Bernini: tre bandi finanziati da MUR e Piano valorizzazione ricercatori

Bernini al Quirinale per la Giornata della ricerca italiana nel mondo

Roma, 22 apr. (askanews) – Il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, è stata ricevuta oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo. Nel corso dell’incontro, il Ministro Bernini, accompagnata da una delegazione dei presidenti degli Enti pubblici di ricerca (l’elenco in allegato), ha illustrato i principali interventi introdotti negli ultimi mesi per rafforzare il sistema italiano della ricerca e valorizzare il capitale umano, con particolare attenzione ai giovani ricercatori.

“Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella – ha dichiarato il Ministro Bernini – per l’attenzione costante e la sensibilità che ha sempre dedicato alla ricerca. La Giornata della ricerca italiana nel mondo è una straordinaria occasione per riconoscerne il valore strategico per il futuro del Paese e per valorizzare il contributo dei nostri ricercatori, in Italia e all’estero, nel rafforzare la capacità dell’Italia di innovare, competere e affermarsi nello scenario globale.

Quella di oggi è una celebrazione che acquista ancora più valore perché sostenuta da scelte concrete. L’incontro è stato anche l’occasione per fare il punto sul percorso avviato dal Ministero in questi mesi e per condividere con il Presidente della Repubblica le misure che stiamo portando avanti: interventi reali che, passo dopo passo, stanno delineando una direzione chiara. Una direzione in cui la ricerca torna al centro delle politiche pubbliche e si afferma come leva strategica per lo sviluppo e il futuro del Paese”.

I provvedimenti illustrati dal Ministro Bernini si muovono lungo due direttrici: da un lato il rafforzamento delle opportunità di finanziamento per sostenere la ricerca di base e applicata, dall’altro la stabilizzazione e la valorizzazione delle competenze scientifiche e professionali.

In questo quadro si inseriscono sia il Piano Triennale della Ricerca 2026-2028, sia il Piano straordinario di reclutamento per assumere 2.000 ricercatori post PNRR.

Il primo introduce per la prima volta un modello strutturato di programmazione basato su tempi certi per la pubblicazione dei bandi, un fondo unico e risorse stabili, superando la frammentazione degli interventi e rafforzando la capacità di pianificazione di università ed enti.

Tra le prime misure attuative del Piano rientrano i bandi, pubblicati nei giorni scorsi, PRIN 2026 e PRIN Hybrid. Il PRIN 2026, con una dotazione finanziaria di oltre 260 milioni di euro, rafforza il finanziamento della ricerca fondamentale, incentivando l’integrazione tra competenze e territori e promuovendo la mobilità scientifica.

Accanto a questo, il PRIN Hybrid introduce una nuova linea di finanziamento, con una dotazione di 59 milioni, centrata sulla multidisciplinarità. I progetti dovranno infatti far dialogare conoscenze scientifiche, tecnologiche, umanistiche, sociali e artistiche.

Entro il 30 aprile, è prevista anche la pubblicazione del Synergy Grant, nuovo strumento dedicato al finanziamento di progetti di ricerca ad alto contenuto innovativo con una dotazione di 50 milioni di euro.

A queste misure si affiancano interventi specifici per sostenere il capitale umano, con l’obiettivo di consolidare i risultati del PNRR ed evitare la dispersione delle competenze.

Tra questi rientra il piano straordinario di reclutamento, con la possibilità di assumere fino a 2.000 ricercatori nelle università e negli enti di ricerca, con uno stanziamento, stabilito dalla Legge di Bilancio 2026, di 60,7 milioni di euro annui a regime. Una quota rilevante riguarda i ricercatori formati nell’ambito dei progetti PNRR, che vengono così stabilizzati e integrati strutturalmente nel sistema.

Un ulteriore tassello è rappresentato dall’introduzione di un finanziamento premiale per gli enti pubblici di ricerca, pari a 40 milioni nel 2025 e destinato a salire a 60 milioni annui dal 2026. La distribuzione delle risorse è legata a criteri oggettivi: qualità della produzione scientifica, partecipazione alle infrastrutture di ricerca strategiche e capacità di utilizzo delle risorse PNRR. Sono inoltre già stati stanziati 300 milioni di euro, assegnati sulla base di un sistema di valutazione delle performance, per sostenere l’attività di ricerca nella fase post PNRR.