Roma, 8 gen. (askanews) – “La ratifica dell’Atto di Ginevra rappresenta un passaggio di grande rilievo per il sistema delle Indicazioni Geografiche e per la tutela internazionale delle nostre eccellenze agroalimentari. Questo strumento rafforza in modo concreto la protezione delle DOP e delle IGP, estendendola anche a utilizzi impropri che, pur non riguardando prodotti direttamente comparabili, sfruttano indebitamente la reputazione e il valore dei nomi tutelati”. Così Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano Dop, commenta la ratifica dell’Atto di Ginevra dell’Accordo di Lisbona sulle Denominazioni di Origine e le Indicazioni Geografiche, adottato il 20 maggio 2015 per modernizzare il sistema di protezione gestito dall’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (WIPO).
Per Bertinelli si tratta di “un risultato particolarmente importante in una fase in cui, in alcuni accordi commerciali internazionali, si tenta di qualificare come nomi generici denominazioni che, al contrario, identificano prodotti legati in modo inscindibile a un territorio, a un sapere produttivo codificato e a un sistema di controlli rigoroso. Definire questi nomi come generici – ricorda – significa consentirne l’uso indiscriminato per prodotti che non hanno alcun legame con l’origine, creando confusione nei consumatori e un danno diretto per i produttori autentici”.
Per il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, l’Atto di Ginevra “offre invece una risposta chiara e multilaterale a queste derive, rafforzando la tutela dei nomi anche contro imitazioni, evocazioni e usi che ne diluiscono il valore. Per il Parmigiano Reggiano e per l’intero sistema delle Indicazioni Geografiche italiane, si tratta di uno strumento strategico per difendere l’identità dei prodotti, il lavoro delle filiere e la credibilità del modello europeo nei mercati internazionali”, conclude Bertinelli.

