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Bilanci della Regione, la corsa alle parifiche. Ad oggi bloccati oltre due miliardi di avanzo

Bilanci della Regione, la corsa alle parifiche. Ad oggi bloccati oltre due miliardi di avanzo
Sede Presidenza della Regione siciliana – Palazzo d’Orleans

Palermo attende dalla Corte dei Conti il via libera agli esercizi dal 2020 al 2024. Schifani: possibile ok entro l’estate

PALERMO – La Regione siciliana ha cinque rendiconti annuali da parificare per mettere concretamente all’incasso il disavanzo di 2,15 miliardi di euro con cui si costituirebbe, alla fine dell’anno appena iniziato, una manovra finanziaria monstre. Tra la teoria e la pratica però ci sono sei mesi di tempo per risolvere, e positivamente, cinque anni di rendicontazione regionale, e tra queste due in particolare – quella del 2020 e quella del 2021 – il cui travaglio ha dato effetti da precedente giuridico in materia. Tra l’altro, all’epoca in cui la Regione già guidata da Renato Schifani ricorreva contro la mancata parifica del 2021, l’attuale assessore all’Economia era avvocato della Regione siciliana e l’attuale presidentessa della Sezione di controllo della Corte dei Conti era pubblico ministero nello stesso Tribunale.

Corte dei Conti e Regione: ruoli diversi, stessa sfida

Si ritrovano quindi Alessandro Dagnino e Maria Aronica, ma con ruoli diversi ed una diversa ma non meno ardua sfida. I due, sia chiaro, non sono contendenti. La sfida parrebbe infatti essere stata lanciata da entrambe le parti al tempo, per una corsa al recupero degli arretrati che libererebbe la Regione dalle ganasce così poste alle proprie risorse. Il presidente della Regione Renato Schifani, i primi di dicembre, aveva infatti espresso “vivo apprezzamento per le parole della neo presidente della Sezione di controllo della Corte dei Conti per la Regione Siciliana, Maria Aronica, che ha confermato l’obiettivo di procedere alla parifica dei rendiconti regionali 2020-2024 entro il mese di luglio”.

Roadmap delle audizioni e legge di stabilità regionale

La audizioni dovrebbero iniziare già a febbraio, e con una roadmap serratissima procedere fino a luglio. Verosimilmente, qualora l’impresa riuscisse e nel mese di agosto ci fosse già anche il rendiconto 2024 parificato, gli uffici della Regione avrebbero nullaosta alla composizione pratica della legge di stabilità, potendo contare su cifre esatte e certe, vidimate dalla Corte dei Conti, con cui definire le disponibilità finanziarie in ogni norma che il governo proporrà all’Assemblea regionale per il triennio 2027-2029.

I precedenti sulla parifica dei rendiconti 2020 e 2021

I precedenti, che hanno lasciato ferme al palo le parifiche degli ultimi anni, vedono una bocciatura del rendiconto 2020 per illegittimità di quattro punti. Anche la parifica del rendiconto 2021 venne respinta. Renato Schifani e Marco Falcone, il presidente e l’allora assessore all’Economia della Regione, avevano dato procura all’avvocato Alessandro Dagnino per ricorrere contro la decisione della Corte dei Conti sul rendiconto 2021, pienamente sostenuto da Schifani pur relativo alla legislatura del governo Musumeci.

Il principio del contraddittorio nella giurisprudenza contabile

“Io iniziai, per la prima annualità, sulla parifica del 2021”, ricorda l’assessore Dagnino, all’epoca avvocato della Regione. “Sul 2021 abbiamo avuto questa revisione che ha fatto un po’ storia nella giurisprudenza contabile – ricorda l’avvocato oggi parte in causa quale assessore – perché si è affermato il principio per il quale anche per il giudizio di parifica occorre garantire il pieno rispetto del diritto al contraddittorio”. La decisione fu quindi di natura processuale, ma da questo punto cardine nel procedimento di parifica di un rendiconto regionale derivano in qualche modo anche gli annullamenti dei giudizi sulle parifiche.

Dallo “spalma deficit” al nuovo iter di parifica

“Ha praticamente cambiato le regole del giudizio di parifica che andavano avanti dal ‘47”, dice Dagnino. In mezzo c’è una trasferta a Roma di presidente della Regione e assessore all’Economia davanti la Sezione riunita in speciale composizione della Corte dei Conti. Attualmente quindi la parifica del rendiconto 2020 è stata annullata per un iter da riavviare in toto, quella del 2021 è stata annullata con rinvio al giudice territoriale (quindi alla Corte dei Conti siciliana), di conseguenza quelle del 2022 e del 2023 a seguire con iter da avviare per poter infine parificare il rendiconto del 2024 che sancisce l’azzeramento del disavanzo e un avanzo pari ad oltre due miliardi di euro.

Verso l’azzeramento del disavanzo regionale

Per le prossime audizioni la Regione non sarà più in aula all’oscuro delle domande del pubblico ministero della Corte dei Conti, ma sarà preparata e potrà replicare, in linea con una effettiva dialettica processuale. Con nuove regole quindi, la Regione Siciliana dovrà adesso ripartire dalla parifica del rendiconto 2020. “La Corte dei Conti aveva sollevato questioni di legittimità costituzionale sul cosiddetto ‘spalma deficit’”, ricorda Dagnino, che anche per la parifica 2020 aveva ricevuto mandato da Schifani e Falcone.

La norma, introdotta dal governo al tempo in cui presidente della Regione era Nello Musumeci ed all’assessorato Economia sedeva il vicepresidente Gaetano Armao, prevedeva di poter spalmare il disavanzo della Regione Siciliana in otto anni. Norma che venne dichiarata incostituzionale perché in contrasto con le norme nazionali in materia – inderogabili per l’alta Corte – che consentono alle regioni di ripianare il disavanzo in massimo tre anni. Le norme di attuazione dello Statuto speciale siciliano non consentivano quindi di intervenire sui principi di coordinamento della finanza pubblica.

La Corte dei Conti decise quindi di non parificare il rendiconto 2020, che si basava sulla norma regionale introdotta ad hoc, ma ad oggi il disavanzo della controversia costituzionale è stato comunque azzerato, secondo il rendiconto della Regione Siciliana del 2024 che vede colmato il residuo deficit di 900 milioni di euro ed un avanzo di oltre due miliardi. Nullaosta quindi, in teoria, affinché la Regione, scevra di disavanzo, possa adesso vedere la parifica del 2020 ed a seguire tutte le successive fino al rendiconto 2024.