Nuovi sviluppi giudiziari sulla vicenda del bambino picchiato col cucchiaio di legno e maltrattamenti dal padre, vicenda diventata famosa per un video su Tik-Tok diventato virale. Scatta il divieto di avvicinamento per i genitori del piccolo. Gli agenti della squadra mobile di Catania hanno notificato il provvedimento a carico della coppia di genitori per l’ipotesi di reato di maltrattamenti aggravati ai danni del figlio di 11 anni disposto dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale etneo. Alla coppia nei giorni scorsi è stata sospesa la genitorialità.
La Procura, che aveva chiesto la custodia cautelare dei genitori, si riserva di impugnare il provvedimento meno grave divieto di avvicinamento alla vittima disposto dal giudice per le indagini preliminari.
Secondo le testimonianze il bimbo è stato sottoposto sistematicamente a maltrattamenti
Già durante le prime indagini, la Procura aveva emesso decreto di fermo a carico del padre, che sulla base delle dichiarazioni della piccola vittima era stato indicato quale autore dei maltrattamenti. Dopo della scarcerazione dell’uomo – non essendo stata riconosciuta dal giudice delle indagini preliminari la gravità indiziaria per il delitto di maltrattamenti – le indagini sono proseguite.
Dalle testimonianze dei parenti è emerso un quadro indiziario che vedrebbe il bambino sottoposto sistematicamente maltrattamenti da parte di entrambi i genitori tale da integrare, come riconosciuto dal giudice, il reato.
Anche la madre avrebbe colpito il piccolo col cucchiaio, sarebbe lei l’autrice del video
Inoltre emerge, sempre dalle indagini, che la madre avrebbe in più occasioni colpito il piccolo con un cucchiaio di legno e che la stessa donna sarebbe l’autrice del filmato da cui era partita la vicenda giudiziaria.
Mentre nella sua audizione il minore aveva dichiarato che a effettuare le riprese era stata la sorellina. Le indagini invece – nel delineare un quadro indiziario grave a carico dei due indagati quali autori delle condotte di maltrattamento – avrebbero offerto un quadro indiziario di violenze ripetute che hanno provocato sul corpo del minore, in più circostanze, lividi e segni.
Cosa è emerso dal video e dalle indagini successive
Il ripetersi nel tempo degli eventi, della gravità dei fatti e il pericolo concreto che potesse compromettersi l’acquisizione della prova hanno indotto l’ufficio a richiedere la custodia cautelare in carcere.
Grazie anche alle indagini eseguite da personale della sezione specializzata in reati contro la persona si è ricostruito a livello indiziario come il padre avrebbe reiteratamente umiliato il minore con l’uso di espressioni offensive.
E ciò in aggiunta a quanto documentato nel video da cui si nota la violenza sul minore, colpito con particolare foga e continuità, con un cucchiaio di legno e costretto a rispondere alla domanda “chi sono io?” “sei il mio padrone”, alla presenza delle altre tre figlie minori, mentre la madre ne sosteneva l’azione, filmando l’evento così da mostrarglielo ogni volta che avrebbe non osservato le regole imposte.
Nella stessa indagine sono stati delineati ulteriori drammatici episodi in cui il padre, per banali monellerie (come essere salito su un banco di scuola o avere fatto piangere una delle sorelline), avrebbe picchiato la piccola vittima e l’avrebbe rinchiusa a chiave in uno sgabuzzino. Analogamente sarebbero emersi rimproveri e schiaffi ai danni delle tre figlie della coppia, di 8, 7 e 4 anni.
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