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Biodiesel, Italia leader con 800mila tonnellate e tecnologia B100

Biodiesel, Italia leader con 800mila tonnellate e tecnologia B100

Taglio CO2 fino al 90%, pronti per la decarbonizzazione immediata

Roma, 8 apr. (askanews) – La produzione italiana di biodiesel si attesta a 800.000 tonnellate annue, realizzate attraverso cinque impianti principali che valorizzano sempre più risorse residuali e sottoprodotti. È quanto emerso durante l’evento di Assitol “Il biodiesel riaccende i motori”, organizzato presso il Ministero del Made in Italy.

Il biocarburante – è emerso dai dati riferiti da Assitol – garantisce una riduzione delle emissioni di CO2 fino al 90% rispetto alle fonti fossili.

La filiera nazionale, tra le più avanzate al mondo, punta sull’economia circolare recuperando annualmente tra le 100.000 e le 120.000 tonnellate di olio esausto di cucina. Oltre al clima, i benefici riguardano la salute pubblica e la meccanica poiché il biodiesel abbatte del 60% le emissioni di particolato, è privo di polveri sottili (pm) e, grazie alle sue proprietà lubrificanti, allunga la vita dei motori.

In Europa, i cinque paesi leader (Germania, Francia, Italia, Olanda e Spagna) producono complessivamente 10 milioni di tonnellate, coprendo il 35% della produzione mondiale ma il consumo nel trasporto stradale continentale raggiunge i 14 milioni di tonnellate, evidenziando un potenziale di crescita per l’industria interna.

L’UE ha già riconosciuto il ruolo strategico dei biofuel con le direttive RED III e l’ETS2, considerando che oggi il 77% dell’energia rinnovabile nei trasporti proviene proprio dai biocarburanti.

“L’ingegneria italiana gioca un ruolo di primo piano – ha fatto sapere Assitol – grazie alle tecnologie di riconversione nazionali, è oggi possibile utilizzare biodiesel puro (B100) in sicurezza su larga scala, rendendolo compatibile con tutte le tipologie di veicoli in circolazione senza modifiche strutturali. Il settore coinvolge decine di migliaia di operatori, con l’Italia primo produttore europeo di soia (oltre un milione di tonnellate)”.

Per liberare pienamente questo potenziale – è la sintesi del dibattito – occorrono “piccoli aggiustamenti normativi”, come una definizione chiara dei veicoli alimentati a biodiesel sostenibile e un trattamento fiscale coerente con il reale impatto ambientale.