Milano, 6 mag. (askanews) – Bmw festeggia in Borsa dopo i conti del primo trimestre, sostenuta da un margine auto migliore delle attese e dalla conferma della guidance 2026, nonostante dazi Usa, Cina e tensioni geopolitiche. Il gruppo si attende un secondo semestre più forte con il roll-out dei modelli Neue Klasse. Il titolo ha chiuso in rialzo del 5,4%, meglio del Dax (+2,2%) e dell’indice Euro Stoxx di settore (+4%).
Bmw ha chiuso il trimestre con ricavi in calo dell’8,1% a 31 miliardi di euro e utile netto a 1,67 miliardi (-23,1%). Nell’Automotive i ricavi sono scesi del 7% a 27,1 miliardi, l’Ebit è calato del 33,5% a 1,34 miliardi, e il margine al 5%, dal 6,9%, restando al centro della guidance annua 4-6%. Il free cash flow della divisione è salito a 777 milioni, da 413 milioni, grazie alla riduzione degli investimenti (-39%) dopo il picco per lo sviluppo della Neue Klasse, costato complessivamente 10 miliardi di euro.
Sui conti auto hanno pesato dazi, Cina, cambi e materie prime. Il Cfo Walter Mertl ha quantificato in circa 400 milioni l’impatto negativo di cambi e materie prime e in circa 700 milioni quello di volumi, mix e prezzi rispetto al primo trimestre 2025. I dazi Usa hanno ridotto il margine Ebit di circa 1,25 punti nel trimestre; Bmw prevede per il 2026 un impatto analogo sul margine Automotive, dopo circa 1,5 punti nel 2025.
Il Ceo Oliver Zipse ha ridimensionato il rischio di un aumento dei dazi Usa sulle auto europee dal 15% al 25%, definendolo una “pressione negoziale” sull’Ue perché rispetti l’accordo commerciale con Washington. Nella call, Zipse ha detto che Bmw sta discutendo con l’amministrazione Usa una accordo di “compensazione”: l’ingresso negli Stati Uniti di un’auto importata dall’Europa per ogni vettura prodotta negli Usa ed esportata. A riguardo un portavoce Bmw ha confermato ad Askanews che “è in corso un costante confronto con l’amministrazione Usa e con Bruxelles”.
In Cina le consegne sono calate del 10% a 144mila unità, facendo comunque meglio di un mercato in flessione di oltre il 17%. Il Ceo ha ribadito che la Cina “resterà il più grande mercato del gruppo”. Sulle partnership industriali in Europa con costruttori cinesi, Zipse ha escluso la necessità di accordi: “non abbiamo bisogno di ridurre la capacità”.
Riguardo le tensioni in Medio Oriente che pesa per l’1,5% delle consegne, Bmw scommette sul fatto che il conflitto sia temporaneo e indica un impatto limitato nel primo trimestre (vendite -7%). Il rincaro del prezzo dei carburanti spinge intanto la domanda di auto elettriche in Europa: gli ordini Bev sono aumentati di oltre il 60%, sostenuti anche dal successo dei nuovi modelli. La iX3 elettrica, primo modello della Neue Klasse, ha già raccolto oltre 50mila ordini. Negli Usa invece cresce l’interesse per motori termici efficienti.
Quella sui conti del primo trimestre è stata l’ultima call di Oliver Zipse da Ceo di Bmw. Il manager lascerà l’incarico dopo 35 anni in Bmw il 13 maggio e sarà sostituito da Milan Nedeljkovic, attuale responsabile della produzione. In apertura Zipse ha ricordato Alessandro Zanardi, pilota e ambassador del brand, definendolo “un esempio per il mondo”.

