Anche in Italia esistono diverse misure che possono interessare anche chi vive solo e ha un reddito molto basso. In particolare, tre strumenti di sostegno economico possono essere richiesti dalle persone sole in stato di bisogno, e si può arrivare ad ottenere anche una cifra di 845 euro mensile. Ecco come fare.
Assegno di inclusione
L’assegno di inclusione è destinato esclusivamente a chi si trova in una condizione di fragilità economica e sociale con la buona notizia che da quest’anno sono stati aumentati gli importi; il Supporto per la formazione e il lavoro, rivolto invece a chi è disoccupato ma in grado di inserirsi o reinserirsi nel mondo lavorativo. Vale lo stesso discorso dell’Assegno di inclusione, anche per questo l’importo è stato aumentato dall’1 gennaio 2025; l’Assegno sociale, riconosciuto al raggiungimento dei 67 anni di età per coloro che hanno un reddito insufficiente.
Queste forme di sostegno risultano generalmente più accessibili per chi vive da solo e non dispone di altre entrate. Infatti, ai fini della valutazione dei requisiti, si tiene conto non solo della condizione reddituale del richiedente, ma anche di quella degli altri membri del nucleo familiare. Nel caso dell’Assegno sociale, ad esempio, viene considerata anche la situazione economica del coniuge.
A chi spetta l’assegno di inclusione
Chi vive da solo in Italia (da almeno 5 anni, di cui gli ultimi 2 in modo continuativo) può accedere al nuovo Assegno di inclusione solo se soddisfa almeno una delle seguenti condizioni.. a compiuto 60 anni; è disabile; è in condizione di svantaggio e inserito in programma di cura e assistenza dei servizi socio sanitari territoriali certificato dalla pubblica amministrazione.
A chi accede all’Assegno di inclusione come unico componente del nucleo familiare spetta un importo pari a 541,66 euro mensili (per 12 mesi l’anno) se ha un reddito pari a zero; altrimenti da questo valore andrà sottratto quanto già percepito a titolo personale. Nel caso di chi ha più di 67 anni spetta invece un importo fino a 682,50 euro mensili.
A questo importo si aggiunge anche il rimborso del canone di locazione per chi vive in affitto, fino a un massimo di 303,33 euro mensili (162,50 euro nel caso degli over 67). In ogni caso, quindi, l’importo massimo che si può ottenere è pari a 845 euro mensili, spettanti per 18 mesi rinnovabili ogni volta per altri 12 mesi (osservando un mese di sospensione tra un rinnovo e un altro).
A chi spetta l’assegno sociale
Mentre Supporto per la formazione e il lavoro e Assegno di inclusione non sono compatibili tra loro, quest’ultima misura può convivere con l’Assegno sociale, prestazione che spetta a chi ha compiuto 67 anni ed ha un reddito personale che non supera il valore annuo della prestazione stessa.
Per chi è sposato si tiene conto anche del reddito del coniuge, problema che non si pone per chi invece vive da solo.
Nel dettaglio, quest’anno il limite di reddito da non superare per avere diritto all’Assegno sociale è di 7.002,84 euro. Per chi ha un guadagno mensile pari a zero spetta per intero, quindi 538,68 euro al mese per 13 mensilità. Per chi ha un reddito superiore, invece, dalla quota massima di Assegno sociale va sottratto quanto percepito a titolo personale.
Al compimento del 70° anno di età spetta una maggiorazione sull’Assegno sociale, pari nel 2025 a 201,15 euro, con la possibilità di arrivare fino a 739,83 euro.
Come anticipato, l’Assegno sociale è compatibile con quello di Inclusione ma le due misure non sono cumulabili. Ciò significa che dell’eventuale Assegno sociale percepito se ne terrà conto nel quantificare quanto spetta di Assegno di inclusione, con la somma delle due misure che in ogni caso non può superare gli 845 euro mensili.

