Home » Economia » Bonus edilizi 2026 in Manovra, ecco le agevolazioni fiscali per la casa

Bonus edilizi 2026 in Manovra, ecco le agevolazioni fiscali per la casa

Bonus edilizi 2026 in Manovra, ecco le agevolazioni fiscali per la casa

Rimarranno operativi: bonus casa, Sismabonus, Ecobonus, bonus mobili e, accanto alle detrazioni fiscali, il Conto Termico 3.0 come misura di incentivo diretto senza novità rispetto al 2025

Una conferma di quanto già approvato nel 2025 senza novità sostanziali: i bonus edilizi 2026 proseguono sul solco dell’anno appena passato. Di certo rappresentano agevolazioni per chi valuta una ristrutturazione della propria abitazione ma saranno praticamente identici a quelli dello scorso anno.

La legge del 30 dicembre 2025, la 199, con cui è stata la Manovra 2026 indica che non ci sono grossissime novità in termini di pianificazione edilizia ma una estensione, per un anno, delle agevolazioni già in vigore nell’anno appena passato.

Le misure fiscali per la casa vengono confermate senza una visione di lungo periodo, con un orizzonte che si ferma al 31 dicembre 2026. Un approccio che consente, nella migliore delle ipotesi, di pianificare interventi di modesta entità, destinati ad essere avviati e conclusi all’interno dell’anno, ma che rende più complessa la programmazione di lavori articolati o di interventi con tempi tecnici più lunghi.

Si tratta, dunque, di una proroga tecnica. In questo quadro, diventa quindi essenziale comprendere quali strumenti restano effettivamente utilizzabili nel 2026 e con quali regole.

Rimarranno operativi: bonus casaSismabonusEcobonusbonus mobili e, accanto alle detrazioni fiscali, il Conto Termico 3.0 come misura di incentivo diretto.

Proroga dei bonus edilizi senza novità

La Manovra 2026, dunque, conferma un’impostazione ormai consolidata: l’edilizia viene gestita attraverso proroghe annuali, senza un disegno di medio-lungo periodo. I bonus edilizi sopravvivono, ma come strumenti ordinari, con aliquote ridotte e con un sistema fondato esclusivamente sulla fruizione in dichiarazione dei redditi.

Questo assetto incide direttamente sulla capacità di pianificare gli interventi, soprattutto nel residenziale, dove la durata dei lavori, la complessità tecnica e la sostenibilità economica richiederebbero certezze ben diverse rispetto a una scadenza annuale.

Bonus casa e Sismabonus 2026: regole, aliquote e interventi ammessi

Il bonus casa e il Sismabonus trovano il loro fondamento normativo nell’articolo 16 del decreto legge. n. 63/2013, che a sua volta richiama l’articolo 16-bis del Tuir. La Manovra 2026 ha prorogato per un ulteriore anno il regime già previsto per il 2025, senza introdurre modifiche strutturali.

Per il 2026, la detrazione spetta:

  • nella misura del 50% esclusivamente quando ricorrono congiuntamente i requisiti soggettivi e oggettivi, ossia interventi realizzati dal proprietario o titolare di diritto reale su abitazione principale;
  • nella misura del 36% in tutti gli altri casi.

Il limite massimo di spesa resta fissato a 96.000 euro per unità immobiliare, con ripartizione della detrazione in dieci quote annuali di pari importo.

Interventi sulle parti private e sulle parti comuni

Nel bonus casa occorre distinguere tra:

  • interventi sulle singole unità immobiliari, che comprendono manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia;
  • interventi sulle parti comuni degli edifici residenziali, per i quali l’agevolazione si estende anche alla manutenzione ordinaria.

Questa distinzione è centrale per evitare errori applicativi, soprattutto nei contesti condominiali.

L’esclusione delle caldaie a combustibili fossili

È inoltre fondamentale ricordare che sono escluse dal bonus casa le spese per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, anche se l’intervento riguarda immobili residenziali.

Ecobonus 2026: detrazioni per l’efficienza energetica nel residenziale

L’Ecobonus, art. 14 del D.L. n. 63/2013, è stato prorogato al 2026 alle stesse condizioni del 2025.

Per le spese sostenute nel 2026, la detrazione spetta:

  • al 50% per interventi realizzati dal proprietario o titolare di diritto reale su abitazione principale;
  • al 36% in tutti gli altri casi.

Anche in questo caso, la detrazione è ripartita in dieci quote annuali.

Restano esclusi dall’Ecobonus gli interventi di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili, confermando una linea di coerenza con gli obiettivi di transizione energetica.

Bonus mobili 2026, detrazione arredi ed elettrodomestici

Il bonus mobili, previsto dall’art. 16, comma 2, del D.L. n. 63/2013, è stato prorogato al 2026 alle stesse condizioni del 2025.

La detrazione è pari al 50% delle spese sostenute, su un tetto massimo di 5.000 euro per unità immobiliare, da ripartire in dieci quote annuali.

Il beneficio è subordinato all’esecuzione di un intervento di ristrutturazione edilizia avviato non oltre l’anno precedente a quello dell’acquisto dei beni. Il bonus riguarda mobili nuovi e grandi elettrodomestici con specifici requisiti di classe energetica, mentre restano esclusi porte, pavimentazioni, tende e complementi di arredo.

Conto Termico 3.0, l’incentivo per gli impianti residenziali

Il quadro normativo del Conto Termico 3.0 si è completato con la pubblicazione delle regole applicative del Gse rendendo operativo l’incentivo anche per il residenziale privato.

A differenza dei bonus edilizi, il Conto Termico non è una detrazione fiscale, ma un incentivo diretto, erogato a valle dell’intervento.

Interventi ammessi

Rientrano tra gli interventi incentivabili:

  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore;
  • installazione di sistemi ibridi;
  • generatori alimentati a biomassa;
  • scaldacqua a pompa di calore;
  • ulteriori interventi di efficientamento energetico previsti dalle regole applicative.

Spese ammissibili

Tra le altre sono ammesse:

  • fornitura e posa in opera degli impianti;
  • opere edili e impiantistiche necessarie;
  • rimozione e smaltimento degli impianti esistenti;
  • progettazione, direzione lavori e asseverazioni;
  • sistemi di regolazione e controllo.

Modalità di erogazione

L’incentivo può essere erogato:

  • in un’unica soluzione, per interventi di importo contenuto;
  • in più rate annuali, per interventi più rilevanti.

La presenza delle regole applicative e dei contratti tipo sviluppati in ambito Arera-Gse rafforza l’affidabilità e la chiarezza operativa dello strumento.

Incentivi ordinari

Il quadro che emerge dalla Manovra 2026 è quello di un sistema di agevolazioni ormai ricondotto a una dimensione ordinaria, ma senza una vera programmazione di medio-lungo periodo. I bonus edilizi restano, ma con aliquote ridotte, senza cessione del credito e con un orizzonte temporale limitato.

In questo contesto, il tema centrale non è più la presenza degli incentivi, ma la loro effettiva utilizzabilità. Pianificare correttamente gli interventi, valutare la capienza fiscale e scegliere lo strumento più adatto diventa decisivo.

Iscriviti gratis al canale WhatsApp di QdS.it, news e aggiornamenti CLICCA QUI