Il decreto-legge 30 aprile 2026, n. 62 – il cosiddetto “Decreto Lavoro” – aveva reintrodotto l’esonero contributivo al 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di giovani under 35. L’Inps ha tradotto quella norma in procedure concrete, spiegando anche i dettagli che ogni responsabile delle risorse umane dovrebbe conoscere prima di attivare una pratica.
Chi sono i destinatari
La circolare distingue con precisione le platee dei beneficiari, perché da questa distinzione dipende la durata dell’esonero.
Molto svantaggiati (esonero 24 mesi). Rientrano in questa categoria i giovani under 35 privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, oppure da almeno 12 mesi se appartengono a categorie specifiche: chi non ha un diploma di scuola superiore o professionale (livello ISCED 3), chi vive solo con persone a carico, chi lavora in settori con forte disparità di genere e appartiene al genere sottorappresentato, chi appartiene a una minoranza etnica con necessità di rafforzare la propria formazione linguistica o professionale.
Svantaggiati (esonero 12 mesi). Una platea più ampia, che include anche i giovani tra i 15 e i 24 anni e chi è privo di impiego da almeno sei mesi, secondo la definizione tecnica del decreto ministeriale 17 ottobre 2017.
La classificazione del lavoratore nella categoria corretta non è un dettaglio burocratico: determina se l’azienda beneficia dello sgravio per un anno o per due.
I massimali: 500 euro ordinari, 650 nel Mezzogiorno
L’esonero copre il 100% dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro (esclusi i premi Inail), entro un tetto mensile di 500 euro per lavoratore. Per le assunzioni effettuate in sedi produttive ubicate nelle regioni della Zona Economica Speciale (Zes) Unica – Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria – il massimale sale a 650 euro mensili.
Attenzione: il massimale più alto è legato al luogo di effettivo svolgimento della prestazione, non alla sede legale dell’azienda. Se il lavoratore viene trasferito fuori dalle regioni ZES, il tetto torna a 500 euro dal mese di paga successivo al trasferimento. Per i rapporti instaurati e conclusi nel corso dello stesso mese, la soglia si riproporziona a 16,12 euro al giorno (o 20,96 euro per la Zes Unica).
Le condizioni che non si possono ignorare
La circolare Inps è molto dettagliata sui requisiti: se non rispettati, infatti, potrebbero far decadere dal godimento del beneficio.
Incremento occupazionale netto. L’assunzione deve produrre un aumento reale dell’organico, calcolato ogni mese rispetto alla media dei dodici mesi precedenti. Il calcolo avviene in Unità di Lavoro Annuo (Ula): i part-time pesano proporzionalmente alle ore lavorate. Se in un mese la base occupazionale scende sotto la soglia, il bonus per quel mese si perde senza recupero. Il requisito va verificato sull’intera organizzazione del datore di lavoro, incluse le società controllate o collegate.
Divieto di licenziamenti nei sei mesi precedenti. Chi ha effettuato licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo o licenziamenti collettivi nella stessa unità produttiva nei sei mesi prima dell’assunzione non può accedere all’esonero.
Divieto di licenziamenti nei sei mesi successivi. Se nei sei mesi dopo l’assunzione viene licenziato il lavoratore assunto – o un lavoratore con la stessa qualifica nella stessa unità produttiva – l’esonero viene revocato e il beneficio già fruito recuperato. Fanno eccezione i licenziamenti per sopravvenuta inidoneità assoluta al lavoro o per superamento del periodo di comporto.
Salario giusto. Il trattamento economico del lavoratore non può essere inferiore a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale applicabile al settore, firmato dalle organizzazioni più rappresentative. Non è un salario minimo per legge: è una condizione di congruità che l’azienda deve attestare in fase di domanda.
Regolarità contributiva (Durc). La fruizione dell’esonero è subordinata al possesso del Documento Unico di Regolarità Contributiva in corso di validità.
Come presentare la domanda
Le aziende devono presentare domanda telematica all’Inps tramite il modulo disponibile sul sito istituzionale, nella sezione “Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) – Bonus giovani 2026”. La circolare precisa che verrà data comunicazione della messa a disposizione del modulo con successivo messaggio dell’Istituto. La domanda può essere presentata sia per assunzioni già effettuate sia per rapporti non ancora instaurati. In quest’ultimo caso, l’Inps accantonerà le risorse e invierà una comunicazione via PEC (o e-mail) al datore di lavoro, che dovrà procedere all’assunzione e alla relativa comunicazione obbligatoria (Unilav/Unisomm) entro 10 giorni. Il termine è perentorio: il mancato rispetto comporta la perdita degli importi accantonati.
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