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Boom di casi di influenza e pronto soccorso siciliani in tilt, la Uil: “Ecco il vero problema”

Boom di casi di influenza e pronto soccorso siciliani in tilt, la Uil: “Ecco il vero problema”

Ci sono anche punte di un sovraffollamento del 350% in alcuni nosocomi di Palermo. Bonsignore, del Cimo regionale: “Inutile sparare nel mucchio” mentre la Uil Sicilia con la segretaria generale Lionti osserva: “Manca l’attuazione della rete ospedaliera”

Il picco dei casi di influenza rende difficile la situazione nei pronto soccorso in Sicilia. Nelle ultime due settimane c’è stata un’impennata che ha messo in crisi il sistema ospedaliero isolano. Ci sono anche punte di un sovraffollamento del 350% in alcuni nosocomi di Palermo per via dei pazienti che rimangono nelle strutture di emergenza in attesa di essere ricoverati nei reparti. E la Uil regionale sottolinea: “Non può certamente essere il boom dei casi di influenza a essere responsabile della situazione”.

Mattinata calda al Civico di Palermo

Situazione complicata nella mattinata all’ospedale Civico: alle 10 vi era un indice di sovraffollamento del 192%, con 81 pazienti in pronto soccorso, di cui 38 con una permanenza di 24 ore, 26 con una permanenza fino a 48 ore, e 17 oltre 48 ore, a fronte di 42 postazioni presidiate e 8 in semintensiva.

Nell’ospedale Villa Sofia, sempre nel capoluogo siciliano, le lunghe code e le attese estenuanti hanno spinto il presidente della regione Renato Schifani a convocare con urgenza il manager dell’azienda Alessandro Mazzara.

Il governatore ha chiesto al manager un report sulla situazione attuale e sui motivi che hanno portato a questi disagi se non veri e propri disservizi.

Al Policlinico istituita la task force

La direttrice generale del Policlinico Paolo Giaccone, Maria Grazia Furnari, ha istituito una task force dedicata alla gestione dell’emergenza influenzale e del sovraffollamento del pronto soccorso, aggravato dall’aumento stagionale degli accessi e dalle complicanze respiratorie legate all’epidemia in corso.

“L’epidemia influenzale – dicono dall’ospedale – determina un prolungamento delle degenze, con una conseguente riduzione del turnover dei posti letto e un impatto significativo sulla capacità ricettiva dell’ospedale”.

Cimo Sicilia: “Inutile sparare nel mucchio”

Il picco è coinciso con le feste di Natale e Capodanno e la Sicilia a fare da capofila per numero di casi nell’ultima settimana. 

“La nostra Regione quest’anno è stata quindi particolarmente bersagliata dal virus influenzale che, unitamente ad una scarsa adesione alla Campagna vaccinale e ad una elevata virulenza, manifesta oggi tutti i suoi effetti negativi con un numero inusitato di pazienti con disturbi respiratori anche gravi che si sono riversati in un periodo ristretto nei già sofferenti Ospedali siciliani e, ovviamente, nei Pronto Soccorso che sono letteralmente andati in tilt e che hanno tenuto solo per la consueta abnegazione di tutto il personale impegnato nell’emergenza, al lavoro con doppi e tripli turni mentre altri festeggiano e brindano”. Così, in una nota, Giuseppe Bonsignore, segretario regionale Cimo, il coordinamento medici ospedalieri.

“Oggi ci si chiede il perché delle lunghe attese nelle Aree di emergenza siciliane e di qualche Ospedale in particolare – afferma Bonsignore –  domanda lecita se a porla è il non addetto ai lavori, meno tollerabile quando il quesito viene posto da chi ci governa che dovrebbe conoscere perfettamente la situazione strutturale e le carenze degli ospedali siciliani, il puntuale venire meno dell’apporto del privato accreditato durante le feste natalizie e una insufficiente assegnazione di posti letto per acuti alle strutture pubbliche”.

E aggiunge: “Si parla da quasi due anni della nuova Rete Ospedaliera ma alla fine se ne sono perse le tracce ma proprio il grave disagio innescato e messo a nudo dall’influenza annuale dovrebbe fare seriamente riflettere sull’urgenza di aggiornare la Rete con una distribuzione dei posti letto più confacente alle esigenze di salute dei cittadini e non alla spartizione di una torta che alla fine sembra risultare indigesta”.

Infine: “Inutile oggi sparare nel mucchio o prendersela col capro espiatorio di turno. È un gioco di bassa politica che forse cela altro tipo di esigenze non soltanto mediatiche, quando invece ci vorrebbe una grande dose di coerenza e serietà soprattutto quando si parla della salute pubblica”.

La Uil Sicilia: “Manca attuazione della rete ospedaliera”

“Il sovraffollamento dei pronto soccorso a Palermo e in molte città siciliane non può essere attribuito soltanto al picco influenzale. È l’effetto di una programmazione sanitaria che non è mai davvero decollata e, soprattutto, della mancata attuazione della rete ospedaliera regionale, ferma anni tra annunci e rinvii”. Lo dice Luisella Lionti, segretaria generale della Uil Sicilia, commentando “l’emergenza che in questi giorni sta mettendo in ginocchio il sistema sanitario regionale”.

La segretaria generale sottolinea come “i pronto soccorso restano ancora oggi il punto debole del sistema perché mancano personale, posti letto e servizi medici di prossimità capaci di filtrare i casi non urgenti. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità sono costretti a gestire un carico di lavoro insostenibile, mentre i cittadini attendono ore prima di ricevere assistenza”.

“La Regione – aggiunge Lionti – ha il dovere di attuare finalmente la rete ospedaliera, potenziare la medicina territoriale e definire una pianificazione seria del fabbisogno di personale”. La Uil Sicilia ribadisce la propria “disponibilità” al confronto con il Governo regionale per “affrontare l’emergenza sanitaria e garantire il diritto alla cura in condizioni di sicurezza per operatori e cittadini”.

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