Viene comunicato al mondo intero che l’Australia nel 2026, per tre ore al giorno, distribuirà energia gratis. Sembrava una bufala, ma l’informazione è vera.
Energia gratis in Australia: il confronto con l’Italia
Ci è venuto un moto di invidia nell’apprendere questa notizia perché, per contro, nel nostro Paese non solo l’energia viene pagata ventiquattro ore su ventiquattro, ma il prezzo della stessa è aumentato di una/due volte da quando l’Unione europea ha deciso di mettere le sanzioni sul petrolio russo. I governanti di allora esultavano dicendo che l’avrebbero sostituito facilmente. Burloni! È vero che hanno trovato il petrolio sostitutivo, come quello algerino, ma esso è costato tre volte tanto. È vero che è stato acquistato gas liquefatto dagli Stati Uniti, ma anche questa volta è costato tre volte tanto. Insomma, la solita presa in giro dei furbi che raggirano chi ha meno cultura.
Energia solare e transizione energetica: il modello australiano
Lewis Strauss, presidente della Commissione americana per l’energia atomica, sosteneva che essa fosse troppo economica per farla pagare. Lo diceva nel 1954. Quel sogno si è verificato perché, come abbiamo scritto, il governo australiano, da luglio 2026, regalerà energia per tre ore al giorno.
Il grande vantaggio che ha l’Australia è che tale energia non proviene né da fusione né da fissione nucleare, bensì da pannelli solari, i quali usano quell’immensa, infinita fonte di calore che è il Sole e la trasformano in energia, che poi viene consumata dai cittadini di quella fortunata nazione. Cosicché quel Governo ha coniugato l’esigenza di inquinare di meno, venendo incontro alle tasche dei propri contribuenti.
Chris Bawen, ministro dell’Energia australiano, ha realizzato quello che in altri Paesi viene considerato un sogno.
Costi dell’energia in Europa e il caso Francia
Nel 2024 in Italia abbiamo pagato l’energia una media di 330 euro al megawattora, mentre in Spagna 240 euro e in Francia 280 euro. C’è da dire però che in Francia hanno ben 18 centrali elettronucleari che dispongono complessivamente di 57 reattori operativi, seppure col processo di fusione, che è inquinante perché produce scorie, custodite in cave sotterranee con enormi muri di cemento.
Fotovoltaico in Italia: numeri, obiettivi e limiti
Fino a qualche anno fa l’Italia aveva solo 20 gigawat di fotovoltaico, oggi siamo arrivati a circa quaranta gigawat; nel 2030 dovremmo arrivare intorno a 100 gigawatt, ma occorre installare rinnovabili in circa 70 mila ettari di territorio.
Il fotovoltaico, com’è noto, è intermittente perché eroga energia solamente di giorno; la sfida è costruire batterie di grandi dimensioni capaci di accumulare l’energia per erogarla di notte.
Le istituzioni nazionali e regionali dovrebbero spingere le imprese piccole, medie e grandi, a installare sempre più impianti di fotovoltaico, utilizzando quei terreni incolti.
Sicilia e rinnovabili: un potenziale inutilizzato
Nella nostra Isola, che ha una superficie di 25 mila chilometri quadrati, è stata stimata un’area non coltivabile per oltre cinquemila chilometri quadrati. proprio su questi terreni la Regione dovrebbe promuovere l’installaizone di impianti fotovoltaici. Come? Evadendo le richieste di imprese o cittadini in trenta giorni e non in trent’anni, come avviene ora.
Eolico, geotermico e idroelettrico: le altre energie possibili
Oltre al solare, vi è anche l’eolico, bestia nera degli ambientalisti, i quali vedono come fumo negli occhi gli impianti con quelle enormi pale. è vero che tali impianti infastidiscono l’ambiente, ma quando sono installati in posti totalmente isolati, anche se dovessero infastidire qualche decina di esseri viventi, il grande vantaggio di non inquinare sarebbe superiore.
E poi tali impianti potrebbero essere installati anche in alto mare, come ha fatto la Francia, che anche in questo settore – come in quello atomico – ha primeggiato. Al largo di Marsiglia vi è uno di tali impianti che arricchisce la nazione transalpina con energia addizionata a quella atomica.
Non dovremmo trascurare l’energia geotermica, cioé quella che proviene dal sottosuolo in forma di calore, con una tecnologia inventata in Italia, che tuttavia, non trova espansione, mente altri Paesi l’adottano già da tempo.
Poi c’è quella idrica…
Come vedete, anche in questo settore basta ragionare con po’ di materia grigia per capire come fare a ottenere vantaggi, senza svantaggiare la nostra povera Terra.

