Sebastian Cristaldi, responsabile del pronto soccorso dell’ospetale pediatrico del Bambino Gesù Roma, afferma di aver avuto più di un caso come questo: “Vediamo anche bimbi più piccoli per altre sostanze“. La bimba di 10 mesi è ora salva e ricoverata in terapia intensiva. “Ci siamo trovati a dover intervenire per casi legati all’allattamento al seno da parte di madri tossicodipendenti” prosegue il pediatra.
Cristaldi spiega che “gli effetti legati all’assunzione di hashish, rispetto al peso di un bambino piccolo, possono essere molto significativi. Si va dalla confusione, alla sonnolenza fino a situazioni come la depressione respiratoria e il coma. E’ un quadro che può evolvere anche in maniera molto impegnativa per il piccolo. Non c’è alcun dubbio che sia una situazione grave“. Purtroppo questi casi “si possono verificare quando in casa circolano sostanze. Il bambino piccolo ci arriva per curiosità: la trova in giro per casa, la mette in bocca e la mangia”.
In questi casi si interviene innanzitutto con il monitoraggio, controllando il quadro respiratorio, il ritmo cardiaco, si procede poi con l’elettrocardiogramma e si procede col trattamento di eventuali sintomi: “Non c’è l’antidoto nella maggior parte dei casi” evidenzia Cristaldi. Non mancano i casi di intossicazione legata all’alcol per bambini anche più grandi: “abbiamo, ogni 10 giorni, almeno due casi di intossicazioni alcoliche di bambini di 10-11 anni in ambiente domestico”, conclude Cristaldi che avverte “in un ambiente dove ci sono i bambini, sostanze che hanno un rischio di tossicità non ci devono stare“.
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