La Guardia di Finanza stamane ha perquisito la sede del Garante della Privacy con sequestro di telefoni, computer e documenti. L’indagine avviata dalla procura di Roma riguarda vari dossier: uso improprio di denaro pubblico, conflitti di interesse e procedure sanzionatorie a Meta e Ita Airways già segnalate lo scorso 9 novembre da un servizio di Report. Il presidente Pasquale Stanzione insieme con i componenti del collegio, Guido Scorza, Agostino Ghiglia e Ginevra Cerrina Feroni, sono indagati con l’accusa di corruzione e peculato. Il presidente Stanzione, 80 anni e con alle spalle una lunga carriera da giurista, ha dichiarato di sentirsi “assolutamente tranquillo” riguardo all’indagine.
Sperpero di denaro pubblico
“In seguito ai servizi di Report – spiega Ranucci –, la Procura ha aperto un’inchiesta. Al centro, ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. Le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione, addebitate al Garante, e la mancata sanzione di circa 44 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories“. Nei dossier della perquisizione sono riportate alcune spese che i vertici dell’Authority avrebbero effettuato impropriamente. Solo nel 2023 Pasquale Stanzione, avrebbe speso 1.551 euro. Mentre nel 2024 si è passati a 3.318. Per poi nuovamente scendere, nel 2025, alla cifra di 1.749 euro. Ad una ricerca più approfondita gli amministrativi degli uffici avevano trovato solo dei fogli che si riferivano a «pasti pronti».
La sanzione a Meta: “Gli smart glasses contro la privacy”
La Procura di Roma approfondisce adesso la sanzione applicata alla società Meta di Mark Zuckerberg in relazione all’immissione in commercio degli smart glasses, dispositivi caratterizzati da evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy. Nelle 16 pagine del decreto di perquisizione e sequestro si legge: “la sanzione, inizialmente ipotizzata in misura pari a 44 milioni di euro, sarebbe stata successivamente ridotta prima a 12,5 milioni e, infine, ad appena 1 milione di euro, e adottata con tale ritardo procedurale da renderne necessario il successivo annullamento in autotutela”.
Le tessere Volare classe executive di Ita Airways
Nel decreto, in riferimento all’accusa di corruzione, compaiono alcune tessere Volare classe executive del valore di 6 mila euro ciascuna. Nel documento si contesta che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways, a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere Volare.
In relazione alle accuse di peculato i pm contestano agli indagati che «avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare» e di avere «utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica”
Le missioni istituzionali all’estero
“Altra situazione meritevole di approfondimento investigativo concerne le missioni istituzionali all’estero, in particolare quella del G7 di Tokyo (2023), il cui costo ufficialmente comunicato sarebbe stato di 34 mila euro, ma che, secondo fonti interne e documentazione informale, avrebbe superato gli 80 mila euro, di cui 40 mila destinati ai soli voli – si evidenzia nel decreto – Analoga situazione si sarebbe verificata in occasione delle missioni in Georgia (Batumi) e in Canada. Si rileva, in particolare, che alcuni componenti del Collegio abbiano viaggiato in business class, pur in assenza dei presupposti previsti dalla pertinente regolamentazione, ben consapevoli di tale aspetto. E invero, com’è noto, che la regolamentazione del regime di viaggio per tutte le pubbliche amministrazioni è affidato a una direttiva del Consiglio della presidenza dei ministri, la quale prevede la possibilità di viaggiare nella più alta classe (business) soltanto qualora il viaggio preveda una durata superiore alle 5 ore, senza alcuna interruzione”.
L’uso improprio di auto di servizio
Agostino Ghiglia, componente del collegio, avrebbe utilizzato l’auto di servizio per “recarsi nella sede di un partito politico per finalità estranee al mandato“. È quanto scrivono i pm della Procura di Roma nel decreto di perquisizione. Nel paragrafo dedicato “all’utilizzo improprio dell’autovettura di servizio” è scritto che «dagli accertamenti svolti dalla polizia giudiziaria delegata è stato constatato che il 30 dicembre del 2024 sono stati pubblicati i dati del censimento permanente delle auto di servizio delle pubbliche amministrazioni per l’anno 2024. Per quanto di specifica competenza, il Garante, così come indicato analiticamente dalla nota della Gdf, risulta avere nella propria disponibilità un’autovettura con autista con uso esclusivo”. L’auto in questione dovrebbe essere utilizzata solo per inderogabili ragioni di servizio e non per spostamenti tra abitazione e luogo di lavoro.
Ginevra Cerrina Feroni indagata dalla Procura, gli avvocati: “È coinvolta solo marginalmente”
Gli avvocati Gianluca Tognozzi e Vittorio Manes, difensori di Ginevra Cerrina Feroni dichiarano che: “le contestazioni, anche alla luce del quadro normativo non certo nitido e delle prassi vigenti presso l’Autorità, risultano, allo stato, ipotesi tutte da verificare, aventi ad oggetto fatti molto diversi tra loro, nei quali, peraltro, la professoressa Cerrina Feroni risulta solo marginalmente coinvolta. Confidiamo di avere documentate argomentazioni per fornire, al più presto, ogni elemento che consenta di chiarire ogni dubbio”.

