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Nuova bufera su Fratelli d’Italia, il deputato Pisano indagato per finanziamenti illeciti

Nuova bufera su Fratelli d’Italia, il deputato Pisano indagato per finanziamenti illeciti
Calogero Pisano

Una nuova inchiesta coinvolge un deputato meloniano

C’è Fratelli d’Italia, ci sono gli eventi legati al Natale, c’è anche l’assessorato regionale al Turismo. L’indagine della procura di Agrigento sulla gestione di alcuni finanziamenti ricevuti dal Distretto turistico Valle dei Templi e dalla Fondazione Teatro Pirandello ai più attenti potrebbe suscitare l’effetto di un deja-vu. I rimandi sono all’indagine della procura di Palermo che l’anno scorso ha coinvolto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno e l’assessora Elvira Amata, entrambi attualmente a processo. Stavolta, a finire sotto la lente dei magistrati sono le rendicontazioni delle somme erogate per organizzare iniziative di diverso e, parallelamente, il finanziamento illecito di cui avrebbe goduto Lillo Pisano, meloniano eletto alla Camera nel 2022 e in precedenza componente dell’ufficio di gabinetto dell’assessore al Turismo ai tempi del governo Musumeci.

Le accuse

La procura guidata da Giovanni Di Leo ha acceso i riflettori su quattro domande di finanziamento per un totale di oltre 600mila euro, di cui la metà a carico della Regione e del Comune di Agrigento. Quattrocentomila euro è il valore, sulla carta, dei progetti gestiti dal Distretto turistico Valle dei Templi, ente pubblico riconosciuto dall’Enit, l’ente nazionale per il turismo, e presieduto da Fabrizio La Gaipa, 50enne che nel 2017 era in procinto di candidarsi alle Regionali con il Movimento 5 Stelle salvo poi essere travolto da uno scandalo giudiziario relativo ai rapporti di lavoro dei propri dipendenti, conclusosi con il patteggiamento della pena.

Gli altri 200mila euro, invece, sono riconducibili alla Fondazione Teatro Pirandello, che ha in Salvatore Prestia il direttore generale.

Nell’inchiesta entrano in gioco anche alcune associazioni legate agli indagati: a Prestia, per esempio, gli inquirenti riconducono le associazioni Carosello, di cui la moglie Laura Cozzo (indagata) è legale rappresentante, Segnali, Progetti Eventi e Kerkent Eventi.
La Gaipa e Prestia sono accusati di truffa e peculato per avere presentato nel 2022 tre programmi relativi al Natale – denominati Destinazione Agrigento Costa del Mito, Xenia Akragantos e Natale-Destinazione Agrigento – che in realtà sarebbero stati “tutti parte del medesimo complesso di eventi che si sarebbero svolti ad Agrigento”.

Ciò avrebbe comportato la triplicazione dell’importo complessivo del finanziamento richiesto. Al contempo La Gaipa e Prestia si sarebbero resi protagonisti della presentazione di “rendiconti di fatto incompleti, generici, basati su falsi documenti contabili, con allegati documenti relativi a spese sostenute da altri soggetti, con allegate talvolta anche le medesime fatture per le diverse rendicontazioni”.

Tra le fatture che sarebbero state utilizzate più volte ce n’è una riguardante un concerto di Achille Lauro per il capodanno 2022 e quella per il noleggio di una trentina di bagni chimici.

A essere indagato risulta anche Calogero Casuccia, legale rappresentante di un’altra associazione e coinvolto in una serie di attività per un importo di 110mila euro, ma che non sarebbero state rendicontate.

Il ruolo di Pisano

Lillo Pisano, l’unico politico coinvolto nella vicenda, è accusato di avere percepito finanziamenti illeciti che sarebbero stati impiegati nella campagna elettorale che lo ha portato a sedere a Montecitorio.

Nello specifico Prestia e Cozzo, come detto marito e moglie, avrebbero fatto pervenire 30mila euro nell’estate del 2022 dai rispettivi conti personali, motivando i bonifici con la causale “prestito personale”.
In realtà – sostiene la procura – le somme sarebbero provenienti “dalle associazioni culturali, senza scopo di lucro, da loro gestite che a loro volta le ricevevano dalla Regione Siciliana, dalla Fondazione Teatro Pirandello e dalle altre associazioni”.

Guardando al precedente ruolo di vicecapo di gabinetto dell’assessorato regionale al Turismo, gli inquirenti sottolineano che Pisano era a “conoscenza di funzionari, delle modalità di erogazione e rendicontazione dei relativi fondi” e in tal senso avrebbe potuto avere un ruolo nel favorire e gestire “a distanza lo stesso stanziamento di fondi per i patronati onerosi e per altre attività di cosiddetta promozione turistica” oltre che “l’avvio delle istanze di finanziamento e i controlli sulla rendicontazione”.

Nell’inchiesta è coinvolto Antonio Mauro Migliaccio, titolare di cariche all’interno di due associazioni sui cui conti operavano Prestia e Causcci. Migliaccio risulta anche autista di Pisano. Anche in questo caso l’eventuale deja-vu sarebbe comprensibile.

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