Bullismo, ansia, discriminazioni: i giovani sono sempre più depressi - QdS

Bullismo, ansia, discriminazioni: i giovani sono sempre più depressi

redazione

Bullismo, ansia, discriminazioni: i giovani sono sempre più depressi

sabato 27 Febbraio 2021 - 09:30

I dati del report ChildFund Alliance, Eurochild, Save The Children, Unicef e World Vision. In Ue un ragazzo tra gli undici e i 17 anni su dieci dichiara di avere problemi di salute mentale

ROMA – Circa un bambino su 10 in Europa riferisce di vivere con problemi di salute mentale o sintomi come depressione o ansia con le ragazze che sono molto più a rischio dei loro coetanei, mentre un terzo dei bambini afferma di aver vissuto “discriminazione o esclusione”. Sono questi alcuni dei dati raccolti nel nuovo rapporto di ChildFund Alliance, Eurochild, Save The Children, Unicef e World Vision, dal titolo: “La nostra Europa. I nostri diritti. Il nostro futuro”, nel quale sono stati coinvolti più di 10.000 bambini e giovani tra gli 11 e i 17 anni all’interno e fuori dall’Europa.

Le cinque realtà che hanno promosso lo studio sottolineano come “le voci dei bambini contribuiranno a orientare la strategia dell’Ue sui diritti dei bambini e la Child Guarantee, intervenendo, quindi, direttamente a determinare e definire le priorità di entrambe le iniziative”.

Sempre il Rapporto mette in rilievo poi come si giungano a percentuali del 50% quando a denunciare episodi di emarginazione sono stati bambini con disabilità, migranti, di minoranze etniche o ragazzi che si identificano come Lgbtq+.

Tre quarti dei bambini consultati si dice, poi, “felice a scuola”, ma l’80% dei 17enni intervistati ritiene che la formazione ricevuta non li prepari bene per il loro futuro.

La maggior parte dei ragazzi e delle ragazze coinvolte vorrebbe fare dei cambiamenti nella propria vita scolastica: il 62% degli intervistati vorrebbe, infatti, avere meno compiti a casa e il 57% vorrebbe avere lezioni più interessanti. Quasi un terzo degli intervistati vorrebbe, invece, influenzare il contenuto dei programmi scolastici, con più attività sportive (33%), approfondimenti sui diritti dellinfanzia e delladolescenza (31%) e più materie artistiche (31%).

“Questa consultazione con i bambini è una svolta per noi della Commissione europea e un passo importante verso una maggiore partecipazione dei bambini. I bambini sono esperti sulle questioni che li riguardano e questa consultazione dimostra ancora una volta che i bambini sono già attori importanti qui ed ora”, ha dichiarato la Vicepresidente della Commissione europea, Dubravka Euica.

“Il nostro ruolo – ha quindi proseguito – è quello di permettere e dare a tutti loro la possibilità di continuare a percorrere la strada che li porterà a diventare i leader di domani. Pertanto, la partecipazione, l’uguaglianza e l’inclusione sono i principi guida sia per la Strategia dell’Ue sui diritti dei bambini che per la Child Guarantee nel 2021. Dobbiamo e vogliamo garantire che tutti i bambini abbiano un uguale inizio di vita e prosperino in questo mondo, liberi dalla paura e dal bisogno”.

“Questo è di per sé un rapporto storico, poiché è la prima volta che così tanti bambini e giovani possono influenzare e determinare direttamente la politica dell’Ue. Non potrebbe arrivare in un momento più importante, dato che i bambini stanno affrontando gli impatti psicologici e pratici della pandemia da Covid-19, dovendo adattarsi a una nuova realtà per gli anni a venire. Poiché si tratta del loro futuro, le loro opinioni devono emergere nelle decisioni prese dall’Ue”, hanno dichiarato, invece, i rappresentanti di ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, Unicef e World Vision.

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