La Cassazione ha deciso: tre ricorsi dichiarati inammissibili con conseguenti condanne, e due annullamenti con rinvio alla Corte d’appello di Palermo. Si tratta del processo nato dall’operazione antimafia Octopus che ha portato in carcere alcuni indagati che, a vario titolo, avrebbero imposto i buttafuori in alcune discoteche del capoluogo e della sua provincia.
Secondo l’accusa, l’attività dei buttafuori finiti nell’inchiesta avveniva sotto la regia della famiglia mafiosa di Ballarò, e in particolare del boss Massimo Mulè, anch’egli condannato a pena definitiva, insieme al cognato Vincenzo di Grazia. I fatti risalgono al 2015 e al 2016 quando una squadra di buttafuori si presentava in alcuni locali della movida palermitana imponendo ai titolari i loro servizi tramite agenzie private.
Ricorsi inammissibili e condanne per tre
Sono stati dichiarati inammissibili i ricorsi proposti da Giovanni Catalano (condannato a 6 anni e 8 mesi di reclusione), Cosimo Calì (5 anni) ed Emanuele Cannata (7 anni e 6 mesi). La sentenza nei loro confronti è passata in giudicato.
I rinvii alla Corte d’appello
I giudici della Cassazione hanno disposto l’annullamento con rinvio alla Corte d’appello della sentenza emessa nei confronti di Gaspare Ribaudo, difeso dall’avvocato Giovanni Rizzuti, limitatamente alla circostanza di aggravante del concorso nel reato di un minorenne, e di Andrea Catalano, assistito dagli avvocati Giovanni Castronovo e Silvana Tortorici, per la qualificazione giuridica per uno dei capi di imputazione.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp e Telegram.

