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Bye bye Mondiali, Italia da rifondare. La Bosnia vince ai rigori e si qualifica

Bye bye Mondiali, Italia da rifondare. La Bosnia vince ai rigori e si qualifica
Foto Adnkronos

Play-off ancora amari per la Nazionale che viene battuta dai padroni di casa e non parteciperà alla Coppa del Mondo per la terza edizione di fila

L’Italia resta a casa per il terzo Mondiale consecutivo. Dopo Russia 2018 e Qatar 2022, anche la prossima edizione in Usa, Canada e Messico sarà senza gli Azzurri. Fatale ancora una volta il play-off. A Zenica, nella bolgia del piccolo Bilino Polje, trionfa ai rigori la Bosnia Erzegovina che inchioda l’Italia sull’1-1 dopo 120 minuti e vola ai Mondiali.

Kean illude, Bastoni rosso imperdonabile, pareggia Tabakovic

Aveva illuso Kean al 15′ del primo tempo, poi l’espulsione (imperdonabile) di Bastoni nel finale del primo tempo ha complicato tutto lasciando i suoi in inferiorità numerica. Nonostante questo gli Azzurri vanno vicini al raddoppio in almeno tre grosse occasioni con Kean e Pio Esposito. Poi la dura legge del calcio: al 79′ il pareggio di Tabakovic pronto sulla miracolosa respinta di Donnarumma sul colpo di testa imperioso di Dzeko. Si va ai supplementari. L’Italia lotta, ed è anche pericolosa. Ci sarebbe anche un rosso per Katic per fallo su Tonali lanciato a rete in posizione centrale, più centrale rispetto al fallo punito con l’espulsione a Bastoni nel primo tempo.

Rigori drammatici, la Bosnia è infallibile

Ai rigori i bosniaci sono infallibili, per l’Italia segna solo Tonali. Impossibile sperare di passare il turno con questa media. I rigori, che ci avevano regalato un Mondiale e un Europeo nel recente passato tornano ad essere lo spauracchio degli Azzurri. Ma è solo colpa nostra: per la capacità di complicarsi la vita e per l’incapacità di chiudere il conto.

Una eliminazione che parte da lontano, e ora è tutto da rifare

Ma al di là di questo è un’Italia che adesso riflette, piange e si dispera. Ma deve anche interrogarsi. Troppi errori che, sempre in un recente passato, non si sarebbero commessi. Una eliminazione che parte da lontano, dalle sconfitte con la Norvegia nel gruppo.

Non è mancato l’impegno ma è mancata l’essenzialità. Troppi errori gratuiti ed è mancata la mentalità che prima era una prerogativa: la freddezza sotto porta dopo una battaglia agonistica (leggasi Usa 94 o Euro 2000). Ed è un calcio da rifondare. L’Italia deve tornare a produrre bravi giocatori, a coltivare talenti e non produrre giocatori sovrastimati economicamente o bruciarli subito senza dare loro il tempo di maturare. Manca la programmazione, manca la voglia di far crescere i calciatori e c’è da chiedersi se questa generazione di calciatori tenga alla maglia Azzurra. Ci si lamentava un tempo per le eliminazioni ad un Mondiale ai quarti di finale. E prima si contavano le Coppe del Mondo e si indicavano le date dei trionfi: 1934, 1938, 1982, 2006. Ora si contano le delusioni e le date hanno un significato diverso: 2018, 2022, 2026, l’onta Azzurra continua. Per quanto?

Chi di competenza si prenda le proprie responsabilità: sarebbe un atto dovuto. Come si suol dire: il pesce puzza dalla testa. E chi ha orecchie per intendere…

Gattuso: “Orgoglioso dei miei ragazzi, devo chiedere scusa per l’eliminazione”

Al termine del match, Gennaro Gattuso parla ai microfoni della Rai ed elogia i suoi. Lo fa con le lacrime agli occhi e da padre di famiglia: “I nostri ragazzi non si meritavano una batosta così, per intensità, per impegno. Dispiace, questo è il calcio e io sono orgoglioso dei miei ragazzi. Fa male, serviva per noi, per le nostre famiglie, per l’Italia, per l movimento. Una mazzata così è difficile da digerire. Non voglio parlare di arbitro, né di niente. Oggi è ingiusto, ma il calcio è così. A volte ho gioito a volte no. Mi hanno commosso per il cuore che ci hanno messo, ma siamo qui, per l’ennesima volta non andiamo al Mondiale. Personalmente chiedo scusa ma i ragazzi oggi mi hanno impressionato.

E conclude: “Oggi parlare del mio futuro non è importante. Oggi è importante andare ai Mondiali. Ci teniamo questa prestazione ma fa male. Dispiace”.

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