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I tre cacciatori morti sui Nebrodi, in migliaia ai funerali dei due fratelli

I tre cacciatori morti sui Nebrodi, in migliaia ai funerali dei due fratelli

Intanto si attendono i risultati dallo stub test, dagli stivali e dalle armi sequestrate al quarto uomo, il 48enne residente a Montagnareale e amico di Gatani

San Pier Niceto si è fermata. Lo ha fatto in Piazza Roma, gremita oltre ogni previsione. Si sono svolti qui, con rito dei Testimoni di Geova, i funerali dei fratelli Devis e Giuseppe Pino, di 26 e 44 anni. Due delle vittime della carneficina consumatasi lo scorso 28 gennaio tra i boschi di Montagnareale, in provincia di Messina.

Il loro comune d’origine è diventato luogo di dolore collettivo. In cerca di silenzio, rispetto, presenza. Niente domande. Oltre duemila persone hanno accompagnato l’ultimo saluto ai due fratelli: tra loro, anche le principali cariche istituzionali della zona.

Funerali fratelli Pino morti sui Nebrodi: “Erano attaccati alla famiglia”

Il rito si è svolto all’aperto, sotto lo sguardo composto di chi ha scelto di esserci. A guidare il momento di commiato è stato Lino Marangon, ministro di culto giunto da Bologna, che ha pronunciato un discorso biblico secondo il rito religioso di cui facevano parte i Pino.

Un intervento costruito attorno ai temi del conforto e della speranza, con un richiamo diretto al valore che i due fratelli attribuivano alla famiglia: esserci l’uno per l’altro, sostenersi, restare uniti. Diciotto anni di differenza non avevano scalfito quel legame, definito come speciale, fatto di intesa e prossimità.

Nel passaggio più intimo, il ministro di culto ha proposto l’immagine di una lettera idealmente scritta oggi da Devis e Giuseppe ai loro cari: un modo per ringraziare per l’affetto ricevuto e per restituire, almeno simbolicamente, parole di rassicurazione. Non un esercizio di fantasia, ma un tentativo di offrire un ponte emotivo dentro l’assenza.

Il discorso è stato seguito dal cantico “Non tarderà” e da una preghiera. Poi, nel momento dell’uscita, un lungo applauso ha accompagnato le bare. Non un gesto rituale, ma l’unico linguaggio possibile per una piazza che, nel dolore, ha scelto di stringersi attorno a una famiglia e di trasformare il lutto in presenza collettiva.

Allo stesso orario, stavolta nel Comune di Patti, si sono svolti i funerali di Antonio Gatani, l’82enne ritrovato senza vita non distante dai fratelli Pino. Una folla silenziosa e commossa ha riempito la chiesa dei Santi Martiri di Patti per dare l’ultimo saluto all’uomo il cui feretro era giunto in mattinata.

Tre cacciatori morti sui Nebrodi, si attendono i risultati dello stub test

Nel frattempo gli inquirenti restano in attesa dei risultati che emergeranno dallo stub test, dagli stivali e dalle armi sequestrate al quarto uomo, il 48enne residente a Montagnareale e amico di Gatani. L’uomo è stato già iscritto nel registro degli indagati da parte della Procura di Patti.

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