Possibile svolta nelle indagini sui tre cacciatori uccisi a colpi di fucile la scorsa settimana a Montagnareale, sui Nebrodi. L’uomo indagato per l’omicidio, sarebbe attualmente sottoposto in queste ore alla prova dello stub dai carabinieri del Reparto investigazioni scientifiche (Ris) di Messina. E’ l’amico di Antonio Gatani, 82 anni, la più anziana delle tre vittime.
L’indagato: “Non so nulla della sparatoria”
L’indagato lo ha accompagnato nel bosco per una battuta di caccia e ha poi riferito agli inquirenti di essersi allontanato e di non sapere nulla della sparatoria che ha coinvolto l’anziano e i due fratelli Giuseppe e Devis Pino. Non era sul posto quando i carabinieri hanno trovato i cadaveri. La sua posizione è stata sin dall’avvio delle indagini approfondita dagli inquirenti che, con accertamenti balistici ed esami medico legali, stanno tentando di capire cosa sia accaduto. All’indagato sono stati sequestrati i fucili da caccia. All’indagato, difeso dall’avvocato Tommaso Calderone, sono stati sequestrati anche alcuni indumenti. L’uomo era stato sentito dai carabinieri subito dopo gli omicidi come testimone, quindi senza l’avvocato. Le dichiarazioni rese allora potrebbero essere inutilizzabili.
Restituite le salme alle famiglie
Intanto sono state restituite alle famiglie le salme. Sulla vicenda indaga la procura di Patti. I funerali di Antonio Gatani, 82 anni, residente a Patti, si svolgeranno venerdì prossimo. Per le esequie di Davis Pino, 26 anni, e Giuseppe Pino, 44 anni, di San Pier Niceto non è stata ancora stabilita la data.
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