Si preannuncia un weekend rovente in tutta Italia. L’afa stringe nella sua morsa lo Stivale e il 21 giugno è previsto il clou di questo fine settimana piuttosto impegnativo sul fronte delle alte temperature.
Domenica infatti le città con bollino rosso – livello massimo di allerta – salgono a quota otto. Oltre ai capoluoghi previsti in rosso già da domani, 20 giugno, ossia Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino, si aggiungono Bolzano, Milano, e Rieti.
È quanto emerge dall’ultimo bollettino sulle ondate di calore pubblicato oggi dal ministero della Salute, che monitora 27 città.
Anche otto bollini arancioni
Sempre domenica 21 giugno sono poi previsti bollini arancioni (livello 2 di allerta) per 8 città: Frosinone, Latina, Pescara, Roma, Trieste, Venezia, Verona e Viterbo. Tutti i restanti capoluoghi monitorati saranno invece contrassegnati dal bollino giallo (livello 1 di pre-allerta).
E 11 bollini gialli, tra cui Palermo, Catania e Messina
Sono 11: Ancona, Bari, Cagliari, Campobasso, Catania, Civitavecchia, Genova, Messina, Napoli, Palermo e Reggio Calabria.
Sabato rovente al Centro-Nord
Saranno 5 le città con l’allerta più elevata (livello 3 – “condizioni di emergenza (ondata di calore) con possibili effetti negativi sulla salute di persone sane e attive e non solo sui sottogruppi a rischio come gli anziani, i bambini molto piccoli e le persone affette da malattie croniche”): Bologna, Brescia, Firenze, Perugia e Torino.
Meteo, l’anticiclone Cerberus sull’Italia: caldo fino a luglio
L’anticiclone africano Cerberus è arrivato sull’Italia e, a quanto pare, non ha alcuna intenzione di andarsene a breve. Le ultime proiezioni modellistiche delineano uno scenario preoccupante: questa nuova ondata di calore di matrice subtropicale ci terrà compagnia presumibilmente fino all’inizio del mese di luglio, con un impatto estremamente intenso che richiama alla memoria la famigerata e rovente Estate del 2003.
Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma infatti che non si intravede, al momento, una via d’uscita per i prossimi quindici giorni. Ci attendono giornate canicolari con termometri pronti a toccare punte di 39°C, persino sulle regioni del Nord Italia.
Siamo di fronte a un fenomeno che scardinerà completamente le medie stagionali. Le temperature risulteranno superiori alla norma di ben 8-9°C, sia nei valori massimi diurni che in quelli minimi notturni. E c’è un dettaglio che rende il quadro ancora più inquietante: questa anomalia è calcolata facendo riferimento al più recente trentennio climatologico 1991-2020, periodo già fortemente condizionato dal Riscaldamento Globale. Se facessimo un confronto con il trentennio storico 1961-1990, le anomalie schizzerebbero a valori impressionanti, tra i 10 e i 13°C in più.
Un altro elemento di forte criticità sarà l’assenza di refrigerio notturno. Oltrepasseremo il già fastidioso concetto di “notte tropicale” (quando la temperatura non scende sotto i 20°C) per entrare nel territorio delle cosiddette “Notti Super Tropicali”. Si tratta di nottate in cui la colonnina di mercurio non riuscirà a scendere al di sotto dei 25°C.
Queste condizioni estreme si faranno sentire soprattutto in Pianura Padana e lungo le nostre coste, portando con sé un carico di afa insopportabile che renderà il nostro sonno particolarmente difficile. Per superare queste notti, l’uso dell’aria condizionata diventerà per molti indispensabile.
Il consiglio, per tutelare l’ambiente e la bolletta, è di utilizzarla con buon senso: è sufficiente impostare i dispositivi (preferibilmente a basso consumo) sui 26°C. A questa temperatura, l’azione di deumidificazione è già in grado di garantire un eccellente comfort fisiologico, senza inutili sprechi energetici.
C’è un’ultima, amara consapevolezza con cui dobbiamo fare i conti. È molto probabile che l’inevitabile “break” di questa fase canicolare avverrà sotto forma di precipitazioni ed eventi estremi.
Il nuovo clima italiano, portato dal Riscaldamento Globale, ci sta purtroppo abituando a un copione pericoloso: lunghe fasi di caldo umido e opprimente che si concludono con temporali violenti, supercelle grandinigene e, talvolta, fenomeni tornadici.
Come gli scienziati avvertono inascoltati da almeno trent’anni, il calore e l’umidità in costante aumento non sono altro che l’immenso combustibile che alimenta eventi atmosferici sempre più frequenti e distruttivi.
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