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Dal buio alla speranza: Mics perde in tribunale, ora attesa per stipendi e futuro

Dal buio alla speranza: Mics perde in tribunale, ora attesa per stipendi e futuro
Tribunale di Catania – Imagoeconomica

Il Tribunale di Catania ha condannato il call center Mics di Motta Sant’Anastasia per condotta antisindacale, accogliendo il ricorso di Slc Cgil e Uilcom Uil. L’azienda dovrà versare le quote sindacali trattenute ai lavoratori

Uno spiraglio di luce si intravede nel buio. Può bastare questa frase a sintetizzare l’ultimo step riguardante la vertenza di 120 tra lavoratori e delle lavoratrici del call center Mics di Motta S. Anastasia, nel Catanese. Il Tribunale di Catania ha infatti condannato l’azienda in liquidazione per condotta antisindacale accogliendo il ricorso presentato da Slc Cgil e Uilcom Uil. 

Il provvedimento ha disposto il pagamento delle quote sindacali trattenute e in questo modo arriva un po’ di sereno per i dipendenti, che nei mesi scorsi, fino alla protesta dello scorso venerdì 9 gennaio in corso Sicilia a Catania, avevano manifestato il loro dissenso riguardo sia ai mancati pagamenti che al comportamento dell’imprenditore che era stato nominato dai commissari individuati dal Ministero del Lavoro.

Patanè (Slc Cgil): “Una prima battaglia vinta propedeutica per le altre cause”

Per il segretario della Slc Cgil Catania, Gianluca Patanè, intervenuto al QdS.it, questo è soltanto un primo step verso la soluzione al problema: “E’ una prima battaglia vinta, perché il Tribunale ha condannato Mics per la condotta relativa al fatto che le quote che venivano trattenute dallo stipendio dei lavoratori, che venivano poi versate da loro al sindacato, non venivano trattenute in realtà alle sigle sindacali di competenza. Noi abbiamo fatto una causa, facendo sia un decreto ingiuntivo che richiesto l’applicazione dell’articolo 28 e il giudice dopo una prima udienza ha deciso per la condanna di Mics al pagamento di tutte le quote sindacali non versate dal mese di marzo dell’anno scorso e per la pubblicazione della sentenza, anche su importanti testate giornalistiche”.

Questo passo è importante perché “propedeutico – ha continuato Patanè – per le cause che stiamo facendo per il riconoscimento degli stipendi non pagati dal mese di settembre a quello di novembre più la tredicesima perché dimostra il comportamento aziendale antisindacale”.

Ma si attende la convocazione del Ministero per le Imprese e per il Made in Italy

Adesso ci sarà da chiedersi quali saranno i prossimi passi per capire quale sarà il futuro di questo 120 dipendenti.

“Stiamo aspettando – ha concluso Patanè – perché l’azienda ha chiesto 30 giorni per capire la loro proposta di concordato in bianco. Entro il 20 gennaio dovranno chiarire come pagare i debiti, tra i quali gli stipendi dei nostri assistiti. Dopodiché esibiremo questa sentenza per dimostrare che la condotta e i comportamenti aziendali partono già dal mese di marzo dell’anno scorso”.

“Poi agiremo anche nei confronti di Enel Energia perché il committente dal 30 novembre ha tolto la commessa a Mics e all’imprenditore per il Durc irregolare e per il mancato pagamento degli stipendi. I volumi sono stati spostati verso altri partners senza dare alcuna garanzia a lavoratori e lavoratrici di Mics e senza applicazione della clausola sociale. Noi abbiamo scritto al Mimit, ma ancora non siamo stati convocati”.

Cristaldi (Uilcom): “Un grosso traguardo, ma continuiamo la nostra battaglia”

Il segretario della Uilcom Catania, Gaetano Cristaldi, ha parlato anche degli aiuti che sono stati dati ai lavoratori in cassa integrazione.

“Sicuramente questo rappresenta un grosso traguardo – ha detto Cristaldi – perché è una tematica davvero importante. Questa azienda non versava i contributi tolti ai lavoratori verso il sindacato. Nonostante tutto abbiamo pressato l’azienda, ma quest’ultima si è comportata in maniera a dir poco scorretta. Come Uilcom continuiamo la nostra battaglia per trovare una sistemazione per questi lavoratori, che sono rimasti senza lavoro dall’1 dicembre. Enel ha tolto la commessa a Mics. Abbiamo fatto un accordo per l’ammortizzatore sociale per un anno, ma nelle more dobbiamo continuare a spingere verso Enel affinché venga riconosciuta l’applicazione della clausola sociale. Dobbiamo tenere fede all’impegno per continuare nelle vertenze legali per il riconoscimento anche di tre stipendi dovuti ai lavoratori più la tredicesima. Dobbiamo insistere e ci vogliono tempi tecnici, che purtroppo non sono di poche settimane”.