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La call to action di Roberto Ghisellini (Crédit agricole) ai giovani: “Buttatevi, sbagliate, ma fate le vostre scelte”

La call to action di Roberto Ghisellini (Crédit agricole) ai giovani: “Buttatevi, sbagliate, ma fate le vostre scelte”
Roberto Ghisellini al Festival del Managment

Il condirettore dell’istituto bancario è intervenuto nel corso del “Festival del Management” a Catania. “Oggi chi vince non sono le imprese più solide, ma quelle più veloci a trovare rimedi e soluzioni”

CATANIA – Dall’energia al progresso, passando per innovazione, cultura e impresa. A Catania, nella prestigiosa cornice del Monastero dei Benedettini, è andato in scena il “Festival del Management”, una due giorni di confronto tra accademici, istituzioni, manager, imprenditori e giornalisti. Organizzato da Sima (Società italiana management), con il contributo dell’Università di Catania, l’evento ha raccolto centinaia di professionisti e giovani studenti, tra matricole e specializzandi, proiettando lo sguardo verso il futuro della società e dell’economia a livello regionale, nazionale e mondiale. A far gli onori di casa il Magnifico Rettore di UniCt, Enrico Foti, con la presenza anche del sindaco del Comune etneo, l’avvocato Enrico Trantino.

Festival del Management a Catania: energia, sostenibilità e futuro dell’economia siciliana

Negli svariati panel andati in scena, si è affrontata la questione relativa agli scenari globali, con il Piano Mattei come cornice strategica per il posizionamento internazionale dell’Italia. A seguire si è toccato il tema dell’energia e della sostenibilità, declinati in chiave strategica per lo sviluppo della Sicilia e del sistema Paese, dibattendo sulla transizione e sull’obiettivo fondamentale di superare la povertà energetica che affligge, attualmente, l’Isola. E poi ancora l’ambito del management, del sistema sanitario – esplorando l’healthcare tra digitalizzazione, nuovi modelli organizzativi e centralità del paziente – il ruolo sempre più importante della donna nell’economia e nella società, nonché la filiera dell’agroalimentare.

Ghisellini (Crédit Agricole): “Chi non ha prospettiva non arriverà mai a nulla”

Particolarmente coinvolgente e stimolante, nel corso del Festival, si è rivelata la “Call to Action” di Roberto Ghisellini, condirettore generale di Crédit Agricole Italia, che ha intrattenuto con una “lectio magistralis” decine di studenti sulla corretta gestione d’impresa, affrontando tra aneddoti, esperienze personali e raccomandazioni, la macrotematica relativa alle banche e al futuro occupazionale in tale ambito dei più giovani. “Un principio che sposo da sempre è quello della prospettiva – spiega Ghisellini – Chi ha un sogno può realizzarlo nella vita, magari anche sbagliando, ma possiede tutti i mezzi per tramutarlo in realtà. Chi, al contrario, non ha aspirazioni e resta fermo, non arriverà mai a nulla restando nell’anonimato. Questo vale a qualsiasi livello: se non c’è prospettiva, la vita non funziona, anche nel mondo bancario. Il futuro è costituito dalla prospettiva”.

Il ruolo della banca oggi: creare linguaggio comune con l’imprenditore e dare visione

Ma qual è, oggi, il ruolo della banca? Il dirigente Crédit Agricole Italia, l’ha spiegato così ai ragazzi presenti: “Il ruolo della banca è quello di vedere la parte positiva, mitigando il rischio e correlando esso all’idea. La banca deve creare un linguaggio comune con l’imprenditore e mettere a disposizione quello che serve per fargli concretizzare i propri progetti. La banca insiste soprattutto sulle relazioni: occorre realizzare un linguaggio, ad esempio qui in Sicilia, che può interessare i siciliani, ma altrettanti linguaggi differenti per chi lavora nel resto d’Italia o per chi lavora in Europa. Il ruolo di un istituto bancario è quello di dare visione. Quando scoppiò la guerra in Ucraina, uno dei problemi maggiori fu che lo Stato ucraino fosse il più grande fornitore al mondo di olio di girasole, un prodotto che serve a fare i biscotti, le merendine. Ecco, si è andati a trovare altre soluzioni: la capacità è trovare in fretta delle soluzioni, la banca deve aiutare proprio in questo. Quello che vince, nell’economia odierna, è saper trovare soluzioni in fretta, velocemente, reagendo agli shock. Oggi chi vince non sono le imprese più solide, ma quelle più veloci a trovare rimedi e soluzioni. Le future generazioni di imprenditori, quelle costituite dai giovani, hanno una visione diversa, internazionale, osservando problematiche diverse: hanno una maggior capacità di reazione, di far la differenza”.

Consigli ai giovani che vogliono entrare nel mondo bancario: “Osate, sbagliate, imparate”

Per le nuove leve che intendono avvicinarsi al mondo bancario, con l’ambizione di entrare a farne parte, Roberto Ghisellini ha dispensato consigli preziosi, frutto di anni d’esperienza: “Per uno studente universitario, un giovane, è importante avere la consapevolezza che il mondo è molto più vario di ciò che uno pensi. Mi riferisco, ad esempio, agli acceleratori, magari ancora poco conosciuti. A Catania, l’acceleratore di Crèdit Agricole, con all’interno una trentina di start-up, è uno dei 47 che abbiamo in giro per l’Europa. Sono stati creati dei veri e propri eco-sistemi: ogni acceleratore ha un consiglio d’amministrazione, una struttura, è una specie di istituto bancario”. “Il mondo bancario è fatto di mille cose, non c’è soltanto la filiale – ha proseguito -. Noi come Crèdit Agricole siamo la decima banca al mondo, di respiro internazionale certo, ma il mondo e la visione devono essere basati sulla consapevolezza che ci sono infinite esperienze, tutte diverse. I giovani, a 25 anni, devono fare le loro esperienze, hanno tutto il diritto di sbagliare, ma devono fare le proprie scelte: se non si prova, non si osa, non si conclude nulla. Meglio i rimorsi che i rimpianti, senza dubbio”. Serve coraggio. “Noi cerchiamo persone che non siano invisibili e anonime: cerchiamo donne e uomini che vogliano farsi vedere e notare, mettendo in campo le proprie capacità e il proprio impegno – ha continuato Ghisellini -. Il mondo del lavoro è fatto di professionisti che possono essere bravi a lavorare in proprio, su di sé, ed altri che spiccano nel fare i manager. Bisogna buttarsi in campo: il ruolo del manager è complicato, gestire le persone è molto difficile. Ripeto, per capire chi possiamo essere lavorativamente, occorre tentare e magari sbagliare. Un consiglio che do è quello di studiare sempre, fare esperienza, rubare a chi è più bravo: io ho proprio fatto questo, facendo miei segreti e virtù di altri che vedevo eccellere. Ognuno di noi è frutto della ‘cultura dell’errore’: commettiamo tantissimi errori, ma quelli bravi sono coloro i quali sanno poi far autoanalisi, correggere i propri sbagli, migliorarsi e ripartire: è fondamentale matchare ambizione e competenze“.

“Superate gli stereotipi sulla Sicilia”: da Faro di Catania alla Dallara di Parma

Roberto Ghisellini, al termine della Call to Action, ha ricordato agli studenti l’importanza di far esperienze per andare a conoscere, in prima persona, ciò che appare ignoto: “Il mondo di oggi è fatto di ‘social stereotipi’. La prima azienda che ho visitato in Sicilia è stata quella di Faro, a Catania: sono rimasto sconvolto, positivamente, scoprendo che loro riescono a vendere palme alla Tunisia. Bisogna superare lo stereotipo della mancanza di aziende capaci di essere leader in Sicilia, non è affatto così. Dovete andare a conoscere, scoprire in prima persona le realtà che ci sono qui e in Italia. A Parma, ad esempio, c’è la Dallara, un’azienda che da 46 anni realizza in esclusiva le scocche per la Formula Indy ed in Formula Uno ha realizzando l’Halo, la protezione in scocca che ha azzerato la mortalità nelle gare della massima competizione. Inoltre, si occupano anche dell’ambito aerospaziale: lì non ci sono italiani, ma 450 dipendenti provenienti da ogni angolo del pianeta che vengono in Italia a studiare e lavorare. Con ciò voglio dire: provate, andate a fare esperienza, superate la normalità e abbiate il coraggio di essere diversi“.

“In Sicilia continueremo a fare investimenti nella formazione e nella crescita delle persone”

A margine della Call to Action al “Festival del Management”, svoltosi all’interno del Monastero dei Benedettini, il Quotidiano di Sicilia ha intervistato in esclusiva Roberto Ghisellini, condirettore Crédit Agricole Italia, uno dei principali protagonisti della kermesse svoltasi a Catania.

Dottor Ghisellini, quali sono le iniziative messe attualmente in campo per i giovani siciliani da parte di Crédit Agricole?
“Negli ultimi anni riteniamo di aver fatto un lavoro importante sia sui giovani siciliani che su tutti gli altri colleghi – esordisce – Siamo sbarcati in Sicilia nel 2022, quindi siamo qui relativamente da poco. In questo lasso di tempo abbiamo fatto e proseguiamo a fare assunzioni, continuando ad investire dal punto di vista della formazione e crescita delle persone. Scandagliando i dati: 25 assunzioni negli ultimi due anni, crescita costante e investimenti nel capitale umano che vuol dire formare dei manager. Continuiamo a investirci e non ci fermeremo: la nostra logica non è soltanto far crescere manager che restino in Sicilia, ma costruire persone con una cultura tale da poter trasferire successivamente la propria esperienza in altri territori per poi ritornare formati, completi e ridare il loro contributo all’Isola”.

Quali sono le opportunità che Crèdit Agricole ha creato per i giovani?
“Diamo ai giovani soprattutto opportunità di livello internazionale. Lavorare in Crédit Agricole, una delle prime dieci banche al mondo, vuol dire avere l’opportunità per chi lo vuole, lo merita e lo sceglie, di poter affrontare esperienze a livello nazionale, europee e internazionali. Il nostro vantaggio è quello di essere un istituto bancario importante a livello locale: in Sicilia abbiamo ad esempio 650 persone nei nostri organici nonché quasi 100 filiali, così come siamo affermati nel resto d’Italia, in Europa e nel mondo. La forza e l’opportunità di far parte di un grande gruppo come il nostro è la principale opportunità che regaliamo ai più giovani, ma non solo”.

Nella “Call to Action”, riferendosi agli studenti, ha parlato di principi come la prospettiva, la cultura dell’errore e l’esperienza: che consigli dà ai ragazzi che intendono addentrarsi nel mondo della banca?
“Ai più giovani dico di non essere invisibili, di mettersi in gioco e far vedere quel che sono e quello che valgono. In questo mondo, c’è bisogno di persone che abbiano il coraggio di mostrarsi per quello che sono, che abbiano voglia di prendersi delle responsabilità. Noi abbiamo la necessità di provare a investire su queste persone. Non conta l’età, non conta l’origine, non conta relativamente la formazione. Ciò che fa la differenza sono il carattere, la predisposizione, la prospettiva, la struttura, la forza mentale e la capacità di crescere: intendiamo lavorare su un mondo interessante come i giovani siciliani e le future generazioni in generale”.

Perché Crèdit Agricole ha scelto di puntare sul Festival del Management e sostenerlo?
“Già quando nacque, quattro anni fa, sembrava un’iniziativa interessante. Dopo quattro anni, in seguito all’esperienze di Milano con la ‘Bocconi’, di Napoli e adesso in Sicilia, l’idea di un festival che si occupi di management, itinerante, che sviluppi la cultura manageriale credo che possa essere una scelta azzeccata, interessante e anche prospettica. Continueremo a spingerlo e seguirlo perché il miglioramento è costante, tangibile e lo abbiamo visto anche a Catania”.