Luci e ombre dell'export in Sicilia, si registra un calo
27 Marzo 2025

Il tracollo dell’export siciliano, l’Isola non trova un suo spazio nel panorama nazionale

Il tracollo dell’export siciliano, l’Isola non trova un suo spazio nel panorama nazionale

Michele Giuliano  |
martedì 11 Marzo 2025

Per il secondo anno consecutivo fatturato in diminuzione per le imprese dell’Isola che esportano: ecco i dati.

Le esportazioni siciliane, ormai per il secondo anno, continuano a perdere inesorabilmente spazio sul mercato internazionale, e purtroppo ben peggio rispetto al resto della penisola. La Sicilia perde, tra 2023 e 2024, l’8,3%, contro una media nazionale che si ferma a un dato negativo di appena lo 0,4%. Un continuo peggioramento dei risultati siciliani, che raccoglie appena il 2,1% delle esportazioni italiane.

Luci e ombre dell’export in Sicilia, si registra un calo

I dati peggiori riguardano la produzione delle attività manifatturiere, che vedono i numeri delle esportazioni ridursi del 10,4%, in particolare i tessili dell’abbigliamento, al -13,8%, e gli articoli in pelle, al -16,7%. Cattivi risultati sono stati registrati anche per gli articoli farmaceutici, chimico medicinali e botanici, al -26,6%, e i prodotti petroliferi raffinati, al -15,5%. Ancora, computer, apparecchi elettronici e ottici vedono le esportazioni scendere del 23,3% e i metalli di base e i prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, scendono del 32,5%.

Buoni i risultati per i prodotti minerari

Sono pochi i settori che hanno visto le esportazioni crescere in Sicilia. Innanzitutto, i prodotti dell’estrazione di minerali da cave e miniere, che registrano una variazione positiva tra 2023 e 2024 del 119%; al +31,5% anche i prodotti delle attività di trattamento dei rifiuti e risanamento e al +21% la vendita di autoveicoli. Ancora, gli apparecchi elettrici vanno al +17,9%, mentre le sostanze e i prodotti chimici salgono del 20%. Crescono bene anche i prodotti in legno e sughero e gli articoli in paglia e materiali da intreccio, al +13,3%. Si tratta però in buona parte di settori “marginali”, per cui la crescita del singolo comparto apporta ben poco alla sommatoria finale. Sono ben pochi, infatti, i settori che possono vantare di avere un peso consistente all’interno del panorama nazionale delle esportazioni.

La Sicilia non trova il suo spazio

Il Sud e le isole – Sicilia compresa – sono il fanalino di coda tra le regioni italiane nell’export nazionale, rappresentando appena il 10,4% del totale italiano. La fanno da padrone, invece, il Nord Ovest, al 37,4%, mentre il Nord Est arriva al 31,4%. Il Centro raggiunge un buon 18,4%. La Sicilia raggiunge, nella graduatoria nazionale, il dodicesimo posto, ma scende ben più in basso se si considerano le esportazioni in riferimento alla popolazione residente. Nell’Isola sono pochi i settori che emergono. In particolare, acquistano rilevanza i prodotti dell’agricoltura, della silvicoltura e della pesca, che rappresentano il 7,4% nazionale. Dalla Sicilia, poi, si esportano il 47% dei prodotti petroliferi raffinati; al di sopra della media regionale, ferma al 2,1%, gli apparecchi elettronici e ottici, al 3,3%, le sostanze e i prodotti chimici, al 2,4%, i prodotti minerari, al 3,3%.

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Immagine di repertorio

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