Caltanissetta, lettera del sindaco a Conte su emergenza sociale - QdS

Caltanissetta, lettera del sindaco a Conte su emergenza sociale

Annalisa Giunta

Caltanissetta, lettera del sindaco a Conte su emergenza sociale

mercoledì 01 Aprile 2020 - 00:00
Caltanissetta, lettera del sindaco a Conte su emergenza sociale

Il primo cittadino Gambino ha scritto al premier evidenziando le numerose criticità in atto. Avanzate specifiche richieste per aiutare i cittadini dal punto di vista economico

CALTANISSETTA – “La nostra città nella classifica sulla qualità della vita è risultata ultima e adesso sta con fatica, quella di tutte le altre città del Sud e forse anche un po’ di più, affrontando questa emergenza senza pari dopo le due guerre mondiali. Signor presidente, noi ci sentiamo in guerra, i sindaci e il sottoscritto stiamo ogni giorno in trincea. Oltre ad affrontare il problema dell’emergenza sanitaria a breve, se già non è in corso, dovremo affrontare l’emergenza sociale”. Così il sindaco Roberto Gambino si è rivolto al presidente del Consiglio Giuseppe Conte per segnalare le difficoltà attraversate dal territorio nisseno.

“Tanti, troppi i cittadini – ha aggiunto il primo cittadino – avranno necessità dei beni minimi di sussistenza e i nostri servizi sociali non potranno assolutamente risolvere il problema. Già le casse del Comune stanno cominciando a subire il contraccolpo delle minori entrate dalle tasse che abbiamo sospeso o postergato. Durante le dirette che faccio ogni giorno per aggiornare la popolazione sulle novità cittadine, numerose sono le richieste di aiuto economico che arrivano per intere famiglie che non potranno usufruire degli ammortizzatori sociali”.

Una lettera accorata quella scritta da Gambino, il quale ha chiesto misure concrete che possano aiutare i nisseni ad affrontare l’emergenza dovuta al propagarsi dell’epidemia del Coronavirus.

Nel dettaglio, il sindaco ha chiesto una sospensione dei pagamenti delle utenze elettriche, telefoniche, relative alla fornitura di metano che non si traduca in un aggravio cumulativo alla fine dell’emergenza ma preveda una sorta di quota forfettaria minima che liberi le famiglie dall’incubo della sospensione di servizi vitali e determinanti anche sul piano della salute; la possibilità che possano accedere all’assegno di solidarietà anche quei lavoratori autonomi che hanno pendenze di inadempienza nei confronti dell’Inps, prevedendo per loro la possibilità di sanare la propria posizione con un abbattimento degli arretrati e una rateizzazione sostenibile; il potenziamento dei servizi nei confronti degli anziani esposti all’abbandono, alla solitudine e ai rischi di deprivazione alimentare, sanitaria e relazionale; servizi socio-sanitari che potrebbero essere affidati ai Comuni insieme alle Asp con un piano straordinario di assunzioni a tempo di operatori e figure professionali dedicate.

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