Un Museo della Settimana Santa all’interno dei locali dell’ex Gil - QdS

Un Museo della Settimana Santa all’interno dei locali dell’ex Gil

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Un Museo della Settimana Santa all’interno dei locali dell’ex Gil

venerdì 19 Marzo 2021 - 00:00

L’assessorato regionale ai Beni culturali ha affidato in concessione a uso gratuito alle associazioni culturali Real Maestranza e ATePe i locali del piano terra dell’immobile tra le vie Cavour e

CALTANISSETTA – La città si appresta a ospitare un Museo dedicato alla Settimana Santa, manifestazione sacra inserita nel Registro delle eredità immateriali della Sicilia.

Il Governo retto dal presidente Nello Musumeci, attraverso l’assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana e la Soprintendenza di Caltanissetta ha affidato in concessione a uso gratuito i locali del piano terra dell’ex Gil (Gioventù italiana del Littorio), un edificio degli anni Trenta al centro della città, alle associazioni culturali Real Maestranza e ATePa (Associazione Teatro della Parola). Le due associazioni sono state le uniche a partecipare all’avviso pubblico predisposto lo scorso gennaio dalla Soprintendenza per la creazione di un Museo narrante e di un centro documentale dedicato al patrimonio culturale immateriale avente come oggetto la Settimana Santa nissena, rivolto a fondazioni, associazioni, organizzazioni di volontariato senza fini di lucro che per statuto avessero finalità di promozione e diffusione della conoscenza dei beni culturali, con dimostrata attività nell’ambito delle manifestazioni che precedono la Pasqua. Real Maestranza e ATePa avranno un anno di tempo per realizzare il museo aperto alla città.

L’ex Gil è un grande edificio che occupa, su vari livelli, un intero isolato, all’incrocio tra le vie Cavour e Regina Elena. Costituito da tre grossi blocchi edilizi che un tempo formavano un unico organismo costruttivo, originariamente sede provinciale dell’Opera nazionale Balilla, fu progettato all’inizio degli anni Trenta del secolo scorso dall’architetto Franco Petrucci. Al piano seminterrato sorgeva la palestra, destinata alla cura fisica dei giovani dell’Opera nazionale Balilla, organizzazione soppressa nel 1937 e incorporata nella Gioventù italiana del Littorio. Ancora oggi l’immobile viene chiamato ex Gil soprattutto in ricordo della grande palestra, fruita da tantissimi nisseni fino agli anni Settanta-Ottanta.

Nel 2009 la Presidenza della Regione Siciliana ha finanziato la ristrutturazione della palestra per adibirla a museo permanente dei Gruppi sacri della Settimana Santa nissena; i lavori furono eseguiti dal Genio civile e ultimati nel 2013. La struttura, per tanti anni, è rimasta nella disponibilità della Soprintendenza di Caltanissetta con utilizzo occasionale per eventi di natura culturale e adesso viene restituita a una finalità attinente alla destinazione iniziale. I locali oggetto della concessione occupano al piano terra una superficie di circa cinquecento metri quadrati, sono costituiti da un’ampia sala espositiva, due sale per riunioni e conferenze (il cui uso sarà condiviso con la Soprintendenza), due piccoli vani e servizi. I piani superiori del fabbricato ospitano uffici e archivi della Soprintendenza e la biblioteca.

Per l’assessore regionale ai Beni culturali e all’Identità siciliana, Alberto Samonà, che proprio nei mesi scorsi aveva incontrato i rappresentanti delle associazioni storiche nissene, “avere affidato questa struttura a due realtà storicamente impegnate nell’organizzazione delle manifestazioni della Settimana Santa nissena, attraverso procedure di evidenza pubblica, rappresenta un risultato importante, che va nella direzione della promozione dello sviluppo economico e culturale di Caltanissetta e dell’importante patrimonio immateriale della nostra Isola”.

“Il Museo – ha aggiunto la soprintendente di Caltanissetta, Daniela Vullo – attraverso la realizzazione di un percorso espositivo costituito da beni materiali, quali oggetti, documenti, cimeli, e con l’ausilio di tecnologie multimediali, avrà lo scopo di mostrare al visitatore l’immenso patrimonio culturale legato ai riti della Settimana Santa, che costituisce elemento primario nel riconoscimento identitario della città di Caltanissetta”.

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