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Camera, stop conferenze stampa dopo ‘caso remigrazione’, ipotesi nuove regole

Camera, stop conferenze stampa dopo ‘caso remigrazione’, ipotesi nuove regole

Sistema prenotazione on line da rivedere. Difficile equilibro tra diritti deputato e ‘opportunità’ iniziative

Roma, 6 feb. (askanews) – Sospese tutte le conferenze stampa alla Camera dei deputati dopo il caso dell’iniziativa sulla remigrazione organizzata da realtà neofasciste come Casapound e ospitate dal deputato leghista Domenico Furgiule. L’amministrazione ha chiuso le prenotazioni on line da parte dei parlamentari. La decisione è stata assunta dopo quanto accaduto venerdì scorso. Restano ‘salve’ quelle già prenotate entro il 30 gennaio.

Il metodo di prenotazione telemetico era entrato in vigore da maggio con la finalità di rendere più efficiente il sistema. Da allora, sono i singoli deputati o i referenti dei gruppi a farlo in modo autonomo. Peraltro con la possibilità di dare un titolo provvisorio e poi cambiarlo all’ultimo momento. Non ci saranno quindi, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, nuove prenotazioni della sala stampa fino a ‘nuovo ordine’.

Il tema è al centro di una discussione da parte del collegio dei questori che potrebbe individuare nuove regole. Il crinale è delicato: da un lato il tema è esploso con l’evento sulla remigrazione che ha evidenziato l’eventuale inopportunità di alcune iniziative, dall’altro c’è la necessità di rispettare dell’insindacabilità delle opinioni di un parlamentare che ad esempio difficilmente potrebbe essere garantita con un filtro dei gruppi parlamentari.