Un boom. Non possiamo definire in altro modo l’uscita in tutte le sale cinematografiche d’Italia di “Buen Camino”, l’ultimo film di Checco Zalone che, lanciato nelle prime settimane del 2026, ha avuto un successo senza precedenti nel settore del grande schermo. Non solo un clamoroso feedback all’incasso però, perché il recente racconto di Checco Zalone – coordinato dal regista Gennaro Nunziante – ha innescato nella mente di moltissimi italiani anche una piacevole idea, valida sia per il presente che per il futuro: fare il camino di Santiago di Compostela almeno una volta nella vita, proprio il percorso a cui prende parte Zalone in maniera più che forzata (ma solo all’inizio) nel suo ultimo film.
Questo discorso però, naturalmente non vale soltanto per il cammino più famoso al mondo. In giro per l’Europa e l’Italia infatti, esistono numerosi altri cammini apprezzati e “battuti” ogni periodo dell’anno da pellegrini e appassionati, oggi presi d’assalto dai tantissimi curiosi che provano a informarsi su tappe, durata ed eventuali costi.
Tra l’altro, alcuni di questi percorsi non hanno nulla da invidiare al noto cammino di Santiago. Tra questi, probabilmente il più apprezzato e in crescita negli ultimi tempi è proprio in Sicilia: stiamo parlando del cammino di San Giacomo, un percorso di 130 km totali che tocca le province di Catania, Enna e Messina e che vanta un legame più che stretto con il “padre” dei cammini, quello di Santiago di Compostela.
Per conoscere al meglio questo percorso tutto siciliano, il Quotidiano di Sicilia si è confrontato con colui che si definisce il “custode” di questo cammino di San Giacomo, Totò Trumino, ovvero l’uomo che ha ideato e messo nel breve periodo in azione quello che oggi viene definito come il cammino di Santiago di Compostela in Italia.
La nascita del cammino di San Giacomo in Sicilia. Tutto parte dall’era del covid: “Volevo isolarmi dal mondo, poi una notte cambiò tutto”
Dalle parole di Totò, si percepisce subito una grande passione per il cammino e per i percorsi spirituali, dove la mente mette in standby i tanti, troppi pensieri di ogni giorno e si ricongiunge a pieno regime con corpo e natura. Come accennato, Totò Trumino, che il cammino di San Giacomo lo ha letteralmente ideato, ama definirsi come il “custode” di questo percorso e nient’altro. La ragione? Perché – ci spiega -“questo non è il mio cammino, non è nostro, ma è di chi lo percorre”, e “io mi occupo solo di gestirlo”. – evidenzia Trumino.
Un bene comune nato dalla mente di un pellegrino, grande appassionato del cammino di Santiago di Compostela, e regalato a tutti. Ma come nasce l’idea di un percorso tutto siciliano sulle caratteristiche del cammino iberico? “L’idea viene in era covid, in piena pandemia” – evidenzia Totò Trumino. “Sono un pellegrino, ho fatto più volte il cammino di Santiago e quello era un momento molto duro per tutti. Non accettavo quelle condizioni, così ho pensato di allontanarmi in camper e isolarmi dal mondo intero: da lì è nata questa idea”.
E ancora, spiega Totò: “Ho pensato a cosa potessi fare e, una notte, ho ripreso in mano dei libri sul culto jacopeo in Sicilia, in cui si racconta tutto ciò che riguarda il legame dell’Isola con San Jacopo. Da quel momento mi viene il flash: costruire, creare un cammino”. Così, ci racconta ancora Totò, “ho cercato di collegare tutto il necessario, parlato con chiunque tra pastori e amministrazioni varie fino a raggiungere il 2021, l’anno in cui inauguriamo il cammino. Da lì un crescendo di emozioni incredibile” – ci spiega Totò Trumimo con grande orgoglio.
“E’ il cammino più battuto dell’Isola, riconosciuto a ogni livello”
Successivamente, con Totò andiamo ancor di più nello specifico del cammino, capendo al meglio caratteristiche e luoghi che compongono il percorso spirituale di San Giacomo, dallo slogan “scrusciu d’amuri” – come ci tiene a sottolineare Totò Trumino. Parliamo di quella sensazione che (camminando) collega corpo, battito del cuore e anima alle proprie scarpe, “con il solo rumore dei passi che si sente durante tutti i cammini del mondo”.
Ma torniamo al resto e partiamo dai numeri, subito importanti. “E’ il cammino più popolato dell’Isola. Ogni anno il nostro percorso conta circa 5.000 pellegrini. Arrivano in Sicilia da tutto il mondo, e gli enti ormai da tempo riconoscono a pieno questo lavoro”. Negli anni infatti, il cammino di San Giacomo – definito a tutti gli effetti come il Santiago d’Italia – ottiene il “riconoscimento del Ministero del Turismo quale cammino religioso”, così come il “riconoscimento delle confederazioni europee composteliane”. Insomma, parliamo di un cammino dalla dimensione ormai europea e mondiale, che suscita sempre più interesse da parte di tanti.
Numeri ed effetto “Buen Camino” sul San Giacomo in Sicilia: “Arrivano da ogni parte d’Italia e d’Europa”
A proposito di numeri, che effetto ha avuto il film di Checco Zalone sul cammino di San Giacomo? “Stiamo avendo tantissime richieste da ogni parte d’Italia e d’Europa, ne arrivano circa 40-50 giornaliere per conoscere bene ogni informazione”- evidenzia Trumino. Senza dubbio dunque, il film “Buen Camino” – a cui tra l’altro Totò ha partecipato durante le riprese – ha regalato un notevole “pieno” di rinnovato e sempre ben accolto interesse, quindi delle richieste di informazioni non soltanto intorno al cammino di Santiago, ma anche alle realtà a volte meno conosciute ma non per questo inferiori nel messaggio che si intende lasciare, come è il caso di San Giacomo. Il tutto, in un momento in cui – a maggior ragione in Sicilia – il fenomeno conosciuto come slow tourism, o semplicemente turismo lento – ha già da tempo preso, catturato e guadagnato molto spazio nel cuore di tanti.

Città coinvolte, diocesi e messaggio del cammino
Andiamo adesso al lato prettamente tecnico e strutturale del percorso. Come ci spiega Totò Trumino, il cammino di San Giacomo – che collega tre province, parliamo di Catania (si parte da Caltagirone), Enna e Messina, con la chiusura tra i vicoli di Capizzi – ha la durata totale di una settimana di cammino, 130 km. E’ un percorso religioso, che collega tre Diocesi (Caltagirone, la Diocesi di Piazza Armerina e Diocesi di Nicosia) e diverse città: Caltagirone (partenza dalla Chiesa di S. Giacomo), San Michele di Ganzaria, Mirabella Imbaccari, Piazza Armerina, Aidone, Valguarnera, Assoro, Nicosia e Capizzi. Una volta partiti dal punto iniziale, esattamente come il cammino di Santiago di Compostela si potrà ricevere la credenziale da far timbrare ad ogni tappa, fino al punto finale in cui avverrà una “purificazione”.
Ma qual è il periodo ideale per farlo? “La Sicilia è bella in tutte le stagioni, non ho una preferenza. Ogni periodo ha i suoi benefici quando si fa un cammino” – afferma Totò. Ideale per chi non ha esperienza in questa tipologia di turismo, Totò Trumino ci spiega della possibilità di dividere la settimana di cammino (da fare per intero) “in quattro weekend a scelta”, in modo da non pesare più del dovuto ed essere ugualmente completato. Insomma, adesso resta solo da mettere lo zaino in spalla e partire per la piccola – diventata grande nel breve, brevissimo tempo – esperienza tutta siciliana, nata sulle orme di Santiago di Compostela, con cui ha oggi un legame indissolubile.
Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it
Segui QdS.it su Google Non perderti inchieste, news e video
WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it

