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Cannabis, Licatini, deputata M5s: “Depenalizzare significa colpire i traffici illeciti”

Cannabis, Licatini, deputata M5s: “Depenalizzare significa colpire i traffici illeciti”

Pro cannabis o contro cannabis: questo è il dilemma. O almeno lo è per la politica italiana. Il pensiero della deputata del gruppo M5s, Caterina Licatini, nell’intervista rilasciata al QdS

Pro cannabis o contro cannabis: questo è il dilemma. O almeno lo è per la politica italiana che, come spesso accade, quando è chiamata ad esprimersi su temi delicati e divisivi come questi tende a non rispondere o a nascondersi dietro gli scranni del Parlamento, girando continuamente a vuoto. Il pensiero della deputata del gruppo M5s, Caterina Licatini, nell’intervista rilasciata al QdS.

Cannabis, perché la strada della depenalizzazione è quella giusta?

“Depenalizzare la coltivazione domestica di cannabis favorirebbe tutta una serie di vantaggi sociali ed economici che non possiamo trascurare. Innanzitutto, il progetto non mira né a incrementare i consumi né tantomeno a sollecitare gli abusi. Anzi, come dimostrano i dati del Canada che ha legalizzato nel 2018, la liberalizzazione scoraggia il consumo da parte delle fasce più giovani. Questo perché un regime di cannabis legale, consente anche un’informazione più onesta sugli usi, sui benefici e sui rischi, e contribuisce così alla formazione di un consumo più responsabile. Ma depenalizzare significa anche garantire la sicurezza dei cittadini, tenendoli alla larga dai traffici illeciti e da sostanze spesso alterate con prodotti chimici estremamente dannosi. Il che, di conseguenza, consentirebbe di assestare un colpo senza precedenti alle mafie e alle loro economie, come ribadito anche dall’ex Procuratore Nazionale Antimafia Federico Cafiero De Raho. Inoltre, è in gioco anche una grave questione di giustizia e diritto alla salute. In Italia la produzione di cannabis medica – legale dal 2007 – non copre nemmeno la metà del fabbisogno nazionale. Molti pazienti, quindi, spesso sono costretti a coltivare in casa, restando a volte coinvolti in processi assurdi dove vengono accusati di aver prodotto quel farmaco che lo Stato non ha saputo garantirgli. È una situazione inaccettabile che riguarda la dignità delle persone, davanti alla quale non possiamo continuare a far finta di niente”.

Al Senato adesso c’è una proposta di legge sullo stesso tema ma di segno opposto: come uscire dall’impasse? Cosa succederà?

“”Non c’è un’impasse di base. L’impasse ci sarà soltanto se la destra continuerà a restare arroccata nelle sue posizioni e nei suoi preconcetti. Perché, pur con queste due diverse proposte di legge, continuano ad esserci in teoria le condizioni per un confronto costruttivo. Anche nella proposta a mia prima firma si parla infatti di sanzioni, ma in un’ottica ben diversa che va al di là dei pregiudizi, quella cioè che riconosce le peculiarità della cannabis, i fenomeni sociali a cui è collegata, e dunque l’urgenza di introdurre una regolamentazione seria. La Lega invece parla solo di droghe, senza distinzioni. Continua ad alzare muri e così facendo alimenta la disinformazione e l’ignoranza, arrecando un danno soprattutto ai più giovani, ai quali invece dovremmo spiegare con chiarezza le differenze tra le diverse sostanze e soprattutto i diversi indici di pericolosità per allontanarli dal consumo di droghe. Col Movimento 5 Stelle continuiamo ovviamente a spingere sulla nostra proposta di legge. Se la destra farà soltanto ostruzionismo con le sue obiezioni monosillabiche, vorrà dire che si assumerà davanti al Paese le responsabilità del ritardo, mentre in Europa e non solo continueranno a progredire su questi temi”.