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Cantina Kurtatsch: ricavi record a 12,34 milioni nel 2025-2026

Cantina Kurtatsch: ricavi record a 12,34 milioni nel 2025-2026

Fatturato +11,08%, valore medio a bottiglia +23,4% in cinque anni

Milano, 7 set. (askanews) – Cantina Kurtatsch chiude l’esercizio 2025/2026 con il fatturato più alto della propria storia, pari a 12,34 milioni di euro e in aumento dell’11,08% rispetto all’anno precedente. La cooperativa vitivinicola di Cortaccia sulla Strada del Vino (Bolzano), fondata nel 1900 e formata da 190 famiglie socie, accompagna il risultato con un aumento del valore medio per bottiglia e con dati positivi sui mercati esteri, in Italia e nell’enoturismo.

Negli ultimi cinque anni il valore medio per bottiglia è cresciuto del 23,4%. La Cantina lega questo andamento al maggiore peso delle linee più rappresentative e a un posizionamento che punta a mantenere un rapporto equilibrato tra qualità, origine e prezzo, in una fase nella quale i consumatori prestano maggiore attenzione alle scelte di acquisto. “Per una cooperativa come la nostra, crescere non significa semplicemente aumentare i numeri – ha dichiarato il presidente Andreas Kofler – ma rafforzare il progetto Kurtatsch: dare valore al lavoro delle famiglie socie, rendere più chiara la nostra identità, costruire rapporti solidi sui diversi canali e far comprendere sempre meglio il legame tra vino, varietà, altitudine e paesaggio viticolo”.

I 190 ettari coltivati dalle famiglie socie si distribuiscono tra 220 e 900 metri di altitudine, con circa 700 metri di dislivello all’interno dello stesso Comune. Su questa articolazione territoriale si basa anche il lavoro sulle Unità geografiche aggiuntive: Kurtatsch produce nove vini provenienti da otto Uga, mettendo in relazione varietà, altitudine, suolo, microclima e area di origine. La linea Terroir rappresenta uno dei principali sviluppi di questa impostazione. “La qualità di un vino nasce dalla precisione delle scelte” ha sottolineato l’enologo Erwin Carli, spiegando che “il nostro lavoro consiste nel comprendere dove ogni varietà può esprimersi al meglio, anche alla luce di condizioni climatiche in evoluzione, e nel tradurre questa relazione in vini capaci di raccontare con chiarezza la loro origine”.

Sul piano commerciale la Cantina riferisce una crescita in tutte le aree presidiate: tra le principali destinazioni estere figurano Svizzera, Stati Uniti e Belgio, mentre negli ultimi due anni ha avviato rapporti con nuovi partner in Svezia, Danimarca e Finlandia, mentre Messico, Brasile e Taiwan rappresentano mercati ancora più contenuti nei volumi. “L’export non è una corsa ad aprire il maggior numero possibile di mercati” ha spiegato Harald Cronst, responsabile export e B2B marketing, precisando che “per noi significa scegliere partner in linea con il nostro progetto, costruire relazioni solide e accompagnare i vini nei canali in cui possono essere compresi e valorizzati. La diversificazione è importante, ma deve restare coerente con il posizionamento della Cantina”. In Italia la cooperativa ha rafforzato la struttura commerciale con l’inserimento di una nuova figura con funzioni di brand ambassador e area manager, a supporto del responsabile vendite.

Un altro contributo arriva dall’enoturismo. Tra gli esercizi 2023/2024 e 2025/2026 il numero complessivo dei partecipanti alle esperienze organizzate in Cantina è aumentato del 23%, mentre il fatturato generato da queste attività è cresciuto del 41,97%. Nello stesso periodo le visite e degustazioni organizzate su richiesta hanno registrato un incremento del 63% e le “Esplorazioni Vitivinicole” straordinarie del 15%. Alla proposta storica, attiva da oltre dieci anni, sono state affiancate due nuove esperienze e una figura dedicata all’ospitalità.

Foto di Oskar Da Riz