Milano, 22 set. (askanews) – Sette sculture e tre “scatole vino” di Chiara Rapaccini sono protagoniste dell’edizione 2026 di “Arte&Vino”, la rassegna ospitata fino al 2 novembre dalla Cantina Monteverro a Capalbio (Grosseto). Il progetto, curato da Maria Concetta Monaci e organizzato dall’associazione culturale Il Frantoio, mette in relazione il lavoro dell’artista e scrittrice fiorentina, in arte Rap, con la Maremma, territorio al quale Rapaccini è legata anche dalla propria storia familiare.
Le sette sculture raffigurano piccoli personaggi felici, pensosi, nomadi, amanti e traditori, dipinti in acrilico su legno riciclato. Alcuni poggiano su legni raccolti sulle spiagge maremmane, ancora segnati dalla sabbia e assemblati con corde e chiodi. A queste opere si aggiungono tre “scatole vino” in legno dipinto, nelle quali immagini, ricordi e pensieri prendono forma a partire dal rapporto con il vino e con il paesaggio.
“Ho sangue maremmano, mio nonno faceva olio e vino nella terra di Cecina” ha raccontato Rapaccini, spiegando che “Creando opere per Monteverro, un angolo di paradiso tra Capalbio e il Tirreno, ho ripensato alle storie del mio babbo. Dall’unione benedetta di terra, mare e vino sono nati i miei ‘piccoli uomini e donne felici’, ebbri dei vini di Monteverro, vini che sanno di selvatico e sale marino”.
La memoria familiare costituisce dunque uno dei punti di partenza della mostra, che affida a figure di piccole dimensioni un racconto fatto di relazioni, ricordi e riferimenti alla Maremma. “Mare, terra, arte, vino: il connubio perfetto che ha ispirato questa mia piccola mostra felice. Il sangue non mente” ha concluso Rapaccini.
La presenza dell’artista, fiorentina di nascita e romana d’adozione, prosegue la serie di collaborazioni avviate da “Arte&Vino” con Giulio Bensasson, Bruno Pellegrino, Davide Dormino, Elena Saracino e Matteo Nasini. Nel 2026 Monteverro ha inoltre iniziato una collaborazione con Hypermaremma, ospitando “L’Albero della Maremma” di Azzurra Galatolo, installazione dedicata all’identità e ai contrasti del territorio.
Il rapporto della Cantina con l’arte contemporanea comprende anche “Etichette d’artista”, progetto avviato nel 2017 che coinvolge periodicamente autori chiamati a reinterpretare la veste grafica dei vini più giovani e freschi della Tenuta. Le diverse iniziative compongono un’attività culturale parallela a quella vitivinicola, sviluppata negli anni attraverso opere, installazioni e interventi grafici.
“Il vino per noi è un punto di partenza per aprirci a linguaggi e mondi diversi” ha spiegato il team di Monteverro. “Arte, musica, letteratura, cinema e design condividono con il vino la capacità di raccontare un territorio, evocare ricordi e creare emozioni. Accogliere le opere di Chiara Rapaccini significa continuare questo dialogo e offrire una chiave in più per scoprire Monteverro e la Maremma”.
Chiara Rapaccini vive e lavora nella propria casa-atelier a pochi passi dal Colosseo e insegna Illustrazione all’Istituto Europeo di Design. Ha esposto a New York, Buenos Aires, Tokyo, L’Avana, Parigi, Bruxelles, Roma, Venezia e Milano e affianca alla pittura e alla scultura l’illustrazione, il design e la scrittura. È autrice di romanzi e libri per ragazzi ed è conosciuta anche per le vignette satiriche “Amori sfigati”. Rapaccini è stata compagna di vita del regista Mario Monicelli, con il quale ha condiviso anche esperienze creative e cinematografiche. Il suo percorso si è sviluppato attraversando discipline differenti, senza una separazione rigida tra arti visive, letteratura, design e cinema.

