Home » Askanews » Cantina Terlano: a marzo esce “Rarity 2013” prodotto in 3.300 bottiglie

Cantina Terlano: a marzo esce “Rarity 2013” prodotto in 3.300 bottiglie

Cantina Terlano: a marzo esce “Rarity 2013” prodotto in 3.300 bottiglie

Dopo che Wine Advocate ha assegnato 100 punti al millesimo 1991

Milano, 30 gen. (askanews) – A marzo arriverà sul mercato “Rarity 2013”, nuova edizione della linea a tiratura limitata (3.300 bottiglie) di Cantina Terlano. Si tratta di un Pinot Bianco in purezza proveniente da una parcella storica del vigneto Vorberg, tra 550 e 600 metri di altitudine, con viti di oltre cinquant’anni su suoli di porfidi quarziferi di origine vulcanica. L’annata 2013 è figlia di una primavera fresca, di un’estate temperata e di autunno soleggiato, con marcate escursioni termiche tra notte e giorno.

L’uscita è stata annunciata a poche settimane dal riconoscimento ottenuto da “Rarity 1991”, valutato con 100 punti da Robert Parker-Wine Advocate. Il punteggio massimo, il primo assegnato dalla testata a un bianco secco italiano, è stato attribuito dalla wine critic Monica Larner al blend a base Pinot Bianco con Chardonnay e Sauvignon Blanc imbottigliato dopo 25 anni di affinamento in acciaio sui lieviti fini. “I 100 punti assegnati a ‘Rarity 1991’ – ha commentato il direttore commerciale e marketing Klaus Gasser – hanno premiato non solo un grande vino, ma anche la filosofia del tempo che Cantina Terlano porta avanti da decenni”.

La linea “Rarity” viene prodotta solo in annate considerate eccezionali da selezioni delle uve dei vigneti storici. Dal 1979 a oggi ne sono state presentate 28 edizioni da 25 annate, sempre in quantitativi limitati. La filosofia produttiva è legata al cosiddetto “metodo Stocker” in onore del kellermeister Sebastian Stocker: vinificazione tradizionale, primo affinamento in grandi botti di rovere e una lunga sosta sui lieviti fini in piccoli serbatoi d’acciaio, per almeno dieci anni, con imbottigliamento solo a maturazione raggiunta. “I ‘Rarity’ nascono dall’attesa e dal silenzio. Sono vini che non vogliono stupire ma che cercano precisione ed energia, e che con il tempo acquistano in profondità e freschezza” ha sottolineato Rudi Kofler, capo enologo e responsabile della cantina della cooperativa vitivinicola sudtirolese che riunisce 143 soci che coltivano circa 190 ettari.

La Cantina dispone di un archivio enologico che comprende oltre 100mila bottiglie di vini bianchi prodotti e conservati a partire dal 1955. Accanto a questo patrimonio storico, sono 17 le annate attualmente in affinamento destinate alla linea “Rarity”, la più antica delle quali risale alla vendemmia 1979.