La Polizia di Stato questa mattina ha notificato l’invito a comparire per rendere interrogatorio, emesso dal Gip presso il Tribunale di Caltanissetta, nei confronti di un deputato dell’Assemblea Regionale Siciliana e di altre sette persone, tra cui il direttore pro tempore del Cefpas di Caltanissetta, del dirigente generale dell’Asp di Agrigento, due funzionari del Cefpas, di un medico in quiescenza, del rappresentante legale di una società edile e di un funzionario regionale in quiescenza. All’esito delle indagini preliminari, infatti, la Procura della Repubblica di Caltanissetta ha richiesto l’applicazione di misure cautelari custodiali per gli indagati. Al deputato regionale è stato contestato il reato di corruzione e agli altri indagati, a vario titolo, corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio e falso ideologico.
Le accuse sono pesantissime
Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dalla Procura della Repubblica il direttore pro tempore del Cefpas avrebbe posto in essere condotte corruttive per atti contrari ai doveri d’ufficio, asservendo le sue funzioni di capo dell’ente agli interessi del deputato regionale, tra cui: l’assegnazione dell’incarico dirigenziale per esperto amministrativo giuridico a un funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, secondo criteri di assegnazione concordati con lo stesso; l’assegnazione alla moglie del deputato, su richiesta di quest’ultimo, di quattro incarichi di consulenza e la sottoscrizione di un contratto a tempo determinato al Cefpas; la sottoscrizione di un accordo quadro tra Cefpas e Asp di Agrigento, su richiesta del deputato, per avviare procedure di distacco di personale tra i due enti, in modo che la moglie dell’esponente politico potesse lavorare ad Agrigento. Ed ancora: l’affidamento di un appalto per la realizzazione di una biblioteca digitale ad un operatore economico privo di competenze in materia, fratello di un alto prelato, della cui influenza sull’elettorato cattolico l’esponente politico intendeva avvalersi; l’aver indotto il rappresentante legale di una società edile, aggiudicataria di un appalto di manutenzione con il Cefpas, a mettersi a completa disposizione del deputato; l’assegnazione di vari incarichi al Cefpas a soggetti indicati dal deputato, al fine di soddisfare interessi personali o economici di quest’ultimo. Come controparte – evidenzia ancora la nota diramata – l’esponente politico e un dirigente del Cefpas, che svolge l’incarico di esperto giuridico amministrativo, in concorso tra loro, avrebbero assicurato al direttore dell’ente la nomina al vertice del Cefpas per tre anni e il mantenimento della carica.
Corruzione e falso ideologico
La corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio è stata contestata anche al dirigente dell’Asp di Agrigento, che avrebbe sottoscritto l’accordo quadro con il Cefpas per favorire la moglie del deputato, al fine di mantenere il suo ruolo di direttore dell’Asp; al rappresentante legale di una società edile, il quale avrebbe promesso al deputato la messa a disposizione della sua azienda in cambio di favoritismi per l’esecuzione dell’appalto; al funzionario regionale in quiescenza, in quanto, quale componente della “Commissione di valutazione per l’assegnazione dell’incarico di esperto giuridico amministrativo del Cefpas”, avrebbe favorito il funzionario del Cefpas, uomo di fiducia del deputato, accettando la promessa di futuri incarichi. Infine, il reato di falso ideologico è stato contestato a un funzionario del Cefpas e a un medico in quiescenza i quali, membri della “Commissione di Valutazione” per la realizzazione della biblioteca virtuale, avrebbero falsamente attestato che l’elaborato contenente il progetto fosse stato effettivamente proposto all’operatore economico che si è aggiudicato la gara.
I nomi: c’è anche un deputato Ars
Tra i nomi spicca quello di Riccardo Gallo Afflitto, deputato dell’Assemblea regionale siciliana, Roberto Sanfilippo, direttore pro tempore del Cefpas, Giuseppe Capodieci, dirigente generale dall’Asp di Agrigento, Gioacchino Pontillo e Maria Luisa Zoda, funzionari in servizio al Cefpas, Salvatore Enrico Giambelluca Salvatore Enrico, medico in quiescenza, Pietro Tirone, legale rappresentante della Sice srl e di Vincenzo Raitano, funzionario regionale in pensione.
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