Home » Cultura » Capitale italiana della Cultura 2028, Catania attende: può essere la terza siciliana a farcela

Capitale italiana della Cultura 2028, Catania attende: può essere la terza siciliana a farcela

Capitale italiana della Cultura 2028, Catania attende: può essere la terza siciliana a farcela

Domani, mercoledì 18 marzo, alle 11 la proclamazione. Il capoluogo etneo è in lizza con altre nove candidate

Catania attende, Catania spera. Tra storia ultra millenaria e arte. Tra il barocco e i suoi illustri figli. Il capoluogo etneo, infatti, è candidata assieme ad altre nove città, al titolo di Capitale italiana della Cultura 2028. L’esito si saprà domani, martedì 18 marzo alle 11 quando ci sarà la proclamazione alla sala Spadolini del ministero della Cultura a Roma. È prevista la diretta sul canale YouTube del ministero.

Il titolo, che sarà conferito dal Consiglio dei ministri su proposta del ministro della Cultura Alessandro Giuli recepisce la raccomandazione di una giuria che ha valutato i dossier e sentito le città in audizione.

Il capoluogo etneo potrebbe essere la terza città siciliana a raggiungere lo status di capitale italiana della Cultura dopo Palermo e Agrigento. La Sicilia raggiungerebbe la Lombardia, unica regione che ha avuto tre capitali: Mantova, Bergamo e Brescia.

Un milione di euro per la realizzazione del programma culturale

Un milione di euro. È quanto andrà alla città vincitrice per realizzare il programma culturale presentato in candidatura.

Dieci candidate

Sono dieci le candidate per il titolo istituito la prima volta nel 2015. Ancona, Agnani (in provincia di Frosinone), Catania, Colle di Val d’Elsa (in provincia di Siena), Forlì, Gravina in Puglia (in provincia di Bari), Massa, Mirabella Eclano (in provincia di Avellino), Sarzana (in provincia di La Spezia) e Tarquinia (in provincia di Viterbo).

Il progetto di Catania, il cardine della candidatura

Catania Continua. Questo è il titolo e il senso profondo del progetto culturale di Catania 2028 presentata lo scorso 22 ottobre: città che ha fatto della capacità di rinascere il suo tratto distintivo. Il programma nasce da un percorso partecipativo che ha visto oltre il 70% dei progetti provenire da una call for ideas rivolta ad associazioni, enti del terzo settore, istituti di ricerca, imprese e cittadini. Una scelta che ha reso la candidatura un progetto collettivo e condiviso, capace di valorizzare le energie locali e di connetterle con reti nazionali e internazionali.

Tre Sguardi – Guardare in alto e a fondo, Guardare lontano, Guardarsi dentro – guidano il programma, offrendo chiavi narrative per orientarsi tra eventi e attività. Lo sguardo in alto e a fondo intreccia arte e scienza, dalle profondità sottomarine ai crateri dell’Etna e alle stelle.

Lo sguardo lontano apre Catania al Mediterraneo e al mondo, con residenze, festival, mobilità culturale e imprenditoria innovativa. Lo sguardo dentro lavora su memoria civica, inclusione sociale e rapporto tra centro e periferie attraverso spazi culturali, mostre, itinerari e rigenerazione urbana.

Ogni Sguardo si traduce in progetti emblematici, Focus, e in un ricco Panorama di interventi diffusi sul territorio. Completano il programma i Cantieri, interventi strutturali come il nuovo polo museale che posizionerà la città come destinazione stabile del turismo culturale.

Il programma affronta temi cruciali: educazione e formazione continua, rafforzamento delle reti locali, sostegno alle imprese creative e destagionalizzazione dei flussi turistici. Università, centri di ricerca e imprese ne rafforzano innovazione e internazionalizzazione.

Catania Continua non è un semplice cartellone di eventi, ma un processo di trasformazione culturale che lascia in eredità una nuova capacità di fare rete per una città più inclusiva, attrattiva e sostenibile. Eredità che confluirà nel Piano Partecipato della Cultura 2038, punto di partenza per una pianificazione condivisa.

Il sogno raccontato da Trantino, Parmitano, Fiorello e una comunità unita

L’audizione del 26 febbraio a Roma è stata condotta dal sindaco etneo Enrico Trantino e coordinata da Paolo Di Caro (direttore Cultura del Comune), che ha scandito gli interventi secondo una scaletta capace di intrecciare emozione e progettualità, identità e strategia.

L’audizione si è aperta e si è chiusa con due testimonial d’eccezione. Il colonnello Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, da Houston, ha offerto un contributo simbolico e potente: Catania come città capace di guardare in alto, di superare i propri confini, di essere crocevia e laboratorio di contaminazioni. Una città “unica”, dalle radici profonde e dallo sguardo cosmopolita.

A rafforzare il messaggio identitario, il video-appello di Fiorello, che con la sua voce ironica e autentica ha sostenuto la candidatura invitando a credere in una sfida che riguarda l’intera comunità.

Dopo il primo cittadino, che ha ribadito come il passato rappresenti un patrimonio intoccabile ma non immobilizzante, sono intervenuti il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani: “Confermiamo il sostegno istituzionale, politico ma anche finanziario – ha detto – nel caso in cui Catania dovesse essere prescelta. Era giusto essere presenti, accanto al sindaco, per questo progetto che ho avuto già modo di apprezzare; credo che Catania abbia tutti i numeri per essere protagonista”.

La presentazione ha dato spazio ai contenuti del dossier: il programma dedicato ai protagonisti delle imprese creative, del terzo settore e dei giovani – con Francesco Mannino di Officine Culturali e Claudia Cosentino di Isola – il piano partecipato con orizzonte 2038 come eredità strutturale (con Fabio Finocchiaro, direttore Politiche Comunitarie del Comune), il rafforzamento del sistema bibliotecario e museale e del patrimonio (con Laura Cicola dell’Archivio di Stato), l’integrazione tra cultura, scienza e innovazione, le vibrazioni del teatro, della danza e della musica (con Marco Giorgetti dello Stabile, Roberto Zappalà di Scenario Pubblico e Giovanni Cultrera del Teatro Massimo Bellini) fino al richiamo al progetto Radicepura come esempio di connessione tra paesaggio, visione e rigenerazione.

Tra gli interventi anche quello di Maria Cristina Busi Ferruzzi, Confindustria Catania, a testimonianza del coinvolgimento del sistema imprenditoriale e della volontà di costruire una sinergia stabile tra cultura e impresa.

“Catania Continua” si fonda su un dato concreto: oltre il 70% delle proposte inserite nel dossier nasce dal territorio, grazie al contributo di circa 100 realtà tra istituzioni, associazioni, università, enti di ricerca e imprese.

Non un semplice calendario, dunque, ma un percorso strutturato, con monitoraggio, misure e obiettivi durevoli. Una strategia – quella supportata da PTS e Melting Pro – pensata per lasciare un segno oltre il 2028, migliorando la qualità della vita e rafforzando l’attrattività culturale e produttiva della città.

L’audizione si è conclusa con un clima di forte partecipazione e consapevolezza. Catania ha mostrato unità, maturità progettuale e una visione capace di tenere insieme identità, innovazione e comunità.

La Sicilia ha già avuto due capitali della cultura

La Sicilia ha avuto due capitali della cultura: Palermo nel 2018 e più recentemente Agrigento nel 2025. Nel capoluogo siciliano il programma ha incluso circa 783 appuntamenti, tra cui 83 eventi internazionali, 132 concerti e 72 mostre, coinvolgendo oltre 12.000 artisti.

L’anno scorso ad Agrigento, con la Valle dei Templi protagonista, con 1.110 gli eventi, che hanno spaziato dalle attività collaterali ai 44 progetti del dossier, fino a manifestazioni di prestigio con la partecipazione di personalità illustri che hanno scelto la città come meta proprio in quanto capitale della cultura.

Nello specifico sono state organizzate oltre 60 mostre ed esposizioni e una particolare attenzione alla promozione della lettura, con più di 30 presentazioni di libri. 

Le capitali italiane della cultura

  • 2015: Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena
  • 2016: Mantova
  • 2017: Pistoia
  • 2018: Palermo
  • 2019: non assegnata
  • 2020-2021: Parma
  • 2022: Procida
  • 2023: Bergamo e Brescia
  • 2024: Pesaro
  • 2025: Agrigento
  • 2026: L’Aquila
  • 2027: Pordenone (designata).

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it

Segui QdS.it su Google  Non perderti inchieste, news e video

WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it