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Caro carburanti, prezzi alle stelle in Sicilia e la situazione peggiorerà: “Temiamo nuovi aumenti”

Caro carburanti, prezzi alle stelle in Sicilia e la situazione peggiorerà: “Temiamo nuovi aumenti”
Caro carburanti, foto da Imagoeconomica

Per comprendere al meglio questo aspetto, il Quotidiano di Sicilia ha contattato Bruno Bearzi, presidente nazionale della FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti).

Andamento dei prezzi del carburante alle stelle in Italia in queste ore, Sicilia naturalmente compresa. Una situazione letteralmente insostenibile per i consumatori che, in media, oggi spendono oltre i 2.00 euro al litro per il gasolio al self service, qualche centesimo sotto per la benzina. Il tutto, dopo il recente intervento del governo e lo “sconto” di 17 centesimi al litro, ma solo per il gasolio.

Una vicenda che, naturalmente, deriva dai conflitti geopolitici in corso da mesi in Medio Oriente e che si riflette in maniera brusca sui conti di tutti i cittadini, ma non solo. Questa situazione – in costante aumento e senza un filo di ottimismo per il futuro – crea un danno, a volte sottovalutato, anche per i gestori dei rifornimenti, alle prese con una crisi senza precedenti. Per comprendere al meglio questo aspetto e capire cosa attenderci dal governo nelle prossime ore, il Quotidiano di Sicilia ha contattato Bruno Bearzi, presidente nazionale della FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti).

Caro carburanti, l’Italia e le difficoltà attuali tra Hormuz e un ruolo non più di primo piano nel settore

Con Bearzi, abbiamo toccato con mano la situazione dal punto di vista dei gestori, oggettivamente alle prese con un mercato mai così altalenante come quello attuale. Prima però, una panoramica sulla situazione globale. “Il quadro generale identifica una serie di aumenti dovuti alla chiusura di Hormuz, da dove arriva circa il 20% del prodotto in Italia. In teoria qualcuno sostiene che tutto ciò non dovrebbe incidere sulle nostre quotazioni, ma non è così. Perché chi non ha possibilità di reperire ciò di cui ha bisogno, va sul mercato globale e genera un aumento chiaro di ciò che è la quotazione internazionale del petrolio. Noi nelle nostre auto tutti i giorni mettiamo i prodotti raffinati, non il petrolio greggio. Questi prodotti, che sono quotati in borsa, si muovono dunque con una quotazione variabile anche ogni giorno. Questo è uno tra i tanti aspetti che tende a fare lievitare i prezzi nelle nostre stazioni” – spiega Bruno Bearzi, presidente di FIGISC.

“Noi stiamo subendo in maniera più forte queste tensioni, anche perchè come Italia un tempo eravamo noi i trasformatori del prodotto greggio, che dal nostro territorio diventava un prodotto finito, mentre oggi dopo una serie di situazioni da esportatori siamo diventati importatori. Una serie di difficoltà e problematiche che si sommano al quadro generale in cui si lavora ormai da anni” – afferma il presidente della Federazione.

Cosa ci si attende dal Governo: il prossimo 4 agosto un CdM per la proroga “tampone”

Come ci spiega il presidente della Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti, quella che sta portando avanti il governo è una manovra che agisce sulle accise mobili, con il provvedimento di queste ore (che si trasforma nello sconto di 17 centesimi sul gasolio) che andrà a scadere il 6 agosto. Prima però, il 4 agosto, “ci sarà un CdM che andrà a determinare le entrate fiscali aggiuntive del mese di luglio” – spiega Bearzi. In questo modo, “si potrebbe anche prorogare la misura allargandola magari anche alla benzina, cercando di calmierare i prezzi”.

La crisi dal lato dei gestori. Il presidente Bearzi: “Margine di 3-4 centesimi al litro, un peso maggiore col rincaro”

Questa situazione però, ci spiega il presidente Bearzi, è più complicata di come si possa pensare per i gestori delle pompe. “Noi marginiamo circa 3-4 centesimi lordi ogni litro di carburante. Da questo guadagno, bisogna poi pagarci le fiscalità e i costi vari, quindi per noi la situazione è anche peggiore rispetto a quella del cliente” – afferma il leader di FIGISC. “A conti fatti, impegnato più capitale per acquistare la stessa quantità di prodotto, guadagnando sempre quel famoso tasso di pochi centesimi in quanto abbiamo un margine fisso”.

Tra gli aspetti da considerare inoltre, e che naturalmente vanno ad “affossare” la situazione dei gestori, c’è quello dell’effetto caro carburanti sui clienti. Il consumatore infatti, avendo alla pompa un prezzo in media oltre i 2 euro al litro, preferisce investire meno denaro di un tempo in attesa di prezzi migliori, generando “un doppio svantaggio al gestore, perchè costa un mancato guadagno e una sofferenza aggiuntiva rispetto all’aumento generale dei costi” – sottolinea il presidente Bruno Bearzi. “Noi risentiamo in maniera particolare di queste tensioni” – prosegue l’esponente della Federazione.

L’accusa di lucro: “Si rischiano revoche dei contratti, i prezzi sono dettati dalle compagnie

Al presidente di FIGISC, chiediamo inoltre un parere sulle proteste di alcuni cittadini che, appresa la situazione alle pompe, scommette sul lucro dei gestori. “Siamo l’ultimo canale diretto, coloro che si confrontano con i consumatori. In tal senso, è bene sapere che noi abbiamo un prezzo che ci impone la compagnia di riferimento, raggirarlo vorrebbe dire rischiare anche una revoca del contratto in essere. Molto spesso, essendo proprio quel canale diretto di cui si parlava, prendiamo delle colpe di cui non abbiamo assolutamente responsabilità. Si tratta di una situazione certamente antipatica – prosegue Bruno Bearzi – ma magari chi critica dovrebbe rivolgersi altrove”.

Le sensazioni per le prossime ore

Seppur complicato, con il presidente Bearzi (FIGISC) tracciamo una panoramica su ciò che potrebbe accadere nelle prossime settimane. Un senso di ottimismo che non può esserci, “anche perché è ripresa la guerra, dunque il mercato patisce lo scossone al rialzo” – sottolinea l’esponente dei gestori nazionali. “L’attenzione di tutti noi è su ciò che accadrà nel CdM del 4 agosto, ma fino a che non si metterà la parola fine al conflitto in Medio Oriente temo che i prezzi continueranno a salire” – conclude Bearzi.

In Sicilia prezzi alle stelle, l’Isola è seconda a livello nazionale: oggi la vetta di 2.23 nel Catanese

Intanto, nonostante la recente misura sul gasolio del governo, in Italia e in Sicilia i prezzi sono tornati alle stelle. Oggi, in media, nell’Isola si registrano dei costi ben superiori ai 2.10/litro, con vette anche di 2.23 percepite nel Catanese. Dei costi record per la Sicilia, che si prende la seconda posizione a livello nazionale, superata soltanto dalla provincia autonoma di Bolzano.

Una situazione certamente sfiancante per tutti, gestori compresi. Il prossimo 4 agosto il CdM e il probabile ennesimo tampone a questa vicenda, ma la soluzione sembra ancora essere parecchio distante dalla normalità.

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