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Carburanti, Conte: solo uno sconticino a tempo, serve redistribuzione vera

Carburanti, Conte: solo uno sconticino a tempo, serve redistribuzione vera

E dovremmo pure dire ‘Grazie’? Non facciamoci prendere in giro”

Milano, 29 set. (askanews) – La riduzione del prezzo alla pompa praticata da alcune compagnie petrolifere è solo “uno sconticino a tempo” che “fa sembrare accettabile” un prezzo che avrebbe invece “scatenato proteste” fino a qualche tempo fa. Col risultato di togliere dal dibattito la possibilità di tassare gli extraprofitti delle compagnie, misura invece necessaria per “redistribuire le risorse” a famiglie e imprese. Lo scrive il presidente del Movimento 5 Stelle giuseppe Conte, in un post sui social in cui critica la misura su tutti gli aspetti.

Conte ricostruisce gli ultimi mesi: “Ricordiamoci il punto di partenza, il carburante attorno a 1,65 euro al litro. A gennaio di quest’anno arriva l’aumento delle accise sul gasolio deciso dal Governo in legge di bilancio. Poi scoppia la guerra illegale in Iran che il nostro Governo ‘non condanna né condivide’, i prezzi vanno alle stelle, i colossi petroliferi e dell’energia incassano profitti record e fuori scala. Noi chiediamo di intervenire per frenare i prezzi e che lo Stato sostenga gli italiani travolti dai rincari prendendo un contributo da quei mega-utili delle compagnie, colpendo la speculazione legata alla crisi petrolifera. Nulla. Figuriamoci se toccano certi interessi. Solo decretini inutili di Meloni, bruciati immediatamente dai continui rincari. E ora? Di fronte alla pressione politica per recuperare una parte dei mega-utili e di fronte a un Governo immobile, le compagnie iniziano a fissare tetti provvisori di un mese al prezzo del carburante. Quindi – osserva Conte – si poteva fare. Quindi non era la fine del mondo farlo. E perché non si è fatto prima, mentre gli italiani partivano per qualche giorno di vacanza? Ora fanno sembrare 2 euro o 2,19 euro al litro un prezzo accettabile quando fino a qualche mese fa avrebbe scatenato proteste. Intanto il Governo, con il suo vicepremier Tajani, si affretta a rassicurare che non serve ragionare di prelievi dello Stato sugli extraprofitti miliardari di questi colossi. Quindi tutto bene così? Sconticino a tempo di qualche compagnia petrolifera che comunque colleziona mega-utili e Governo che può continuare a fischiettare senza un briciolo di coraggio per mettere un tetto ai prezzi e per distribuire dagli extraprofitti un contributo per i cittadini? Chi rimane col cerino in mano è adesso in fila al distributore: non ha riavuto indietro nulla del suo stipendio bruciato per mesi e mesi o ha l’azienda in rosso per lo tsunami di questi mesi”.

Conclude dunque Conte: “Avviso ai naviganti: noi continueremo a batterci per interventi che redistribuiscano le risorse fra famiglie e imprese e frenino questa spirale di rincari. Se ci diranno ancora no, lo faremo al governo”.