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Carburante, migliaia di voli a rischio per l’estate. L’ipotesi razionamento non è più fantascienza: cosa sta succedendo

Carburante, migliaia di voli a rischio per l’estate. L’ipotesi razionamento non è più fantascienza: cosa sta succedendo
Immagine di repertorio da Imagoeconomica

Contestualmente, può schizzare il prezzo di ogni biglietto aereo, in quanto i costi per i carburati sono più elevati rispetto al recente passato

Sono ore, giorni e settimane di grande preoccupazione a livello globale per ciò che sta accadendo in Medio Oriente, con il conflitto in Iran che crea naturalmente dei gravi scossoni ovunque, qualsiasi sia il settore. In particolar modo, di recente le preoccupazioni si sono spostate sulla crisi dei carburanti.

Questo vale naturalmente per le nostre auto, i nostri mezzi e qualsiasi attività “in forma privata” del quotidiano che, in questi giorni, risente a caro prezzo del caro carburanti (oggi il nuovo Cdm del governo ha tagliato nuovamente le accise, la proroga fino al prossimo 1 maggio). Tuttavia, questa problematica vale però, e soprattutto, anche per i trasporti nazionali e internazionali, con l’ombra – ormai una sagoma più che nitida – del rincaro dei carburanti che preoccupa il settore aereo. La problematica sembra essere concreta e reale e, in sintesi, possiamo riassumerla così: è serio il rischio di un piccolo/grande blocco ai voli in estate e in Europa a causa delle carenze del carburante sui velivoli. Contestualmente, può schizzare il prezzo di ogni biglietto aereo, in quanto i costi per i carburati sono più elevati rispetto al recente passato.

Crisi carburanti e preoccupazione che cresce per il settore aereo. La data da tenere in mente è quella di venerdì 9 aprile, l’ultima (per ora) ricarica di cherosene dal Golfo

Ma andiamo nel dettaglio della questione, che ruota tutta intorno al conflitto in Iran. Il concetto è semplice da capire: più va avanti il conflitto in Medio Oriente, sede principale di petrolio e carburi, più si entra in una fase di crisi anche per il settore del trasporto aereo. Nei giorni scorsi, probabilmente per prima tra le compagnie di linea d’Europa, la tedesca e notissima “Lufthansa” aveva già lanciato l’emergenza. “Costi alti, a rischio 20-40 velivoli per l’estate”, il riassunto del messaggio della compagnia aerea. In coda le altre, anche se non si sono per il momento espresse pubblicamente come è stato fatto dalla linea made in Germania.

Per chiunque, la data da segnare sul calendario in rosso evidenziatore è quella del 9 aprile. Durante quel giorno, un giovedì, arriverà infatti l’ultima grande “imbarcata” di cherosene destinato all’Europa. Il carico, trasportato dal colosso dei mari di Singapore, la “Rong Lin Wan”, è partito lo scorso febbraio con destinazione iniziale Malta, salvo poi cambiare programma e dirottare su Rotterdam, in Olanda, sede in cui arriverà proprio venerdì prossimo. Questo infatti, oggi nel mare adiacente all’Africa occidentale e che ha superato lo stretto di Hormuz a qualche giorno di anticipo dalla chiusura e la conseguente crisi, sarà per il momento l’ultimo carico di cherosene, quindi carburante, destinato all’Europa, che dal Golfo (la nave è partita dal Kuwait) ne acquisisce circa il 40% di quello destinato agli aerei di linea.

Dopo questo ultimo grande “rifornimento” per i “nostri” aerei, quelli in Europa, in programma per venerdì prossimo, c’è il nulla. Almeno per ora infatti, non si ha certezza di nulla e, con lo stretto di Hormuz chiuso, lo spazio per nuovi passaggi dei colossi dei mari (le petroliere) che trasportano il carburante per i nostri voli non c’è più fino a nuovi sviluppi dalla guerra USA-Iran in Medio Oriente.

Per questo, tante compagnie – con Lufthansa in testa, ma nelle ultime ore circola con forza anche il piano di Ryanair – stanno già ideando delle soluzioni alternative per continuare a garantire il servizio, ma naturalmente in maniera diversa a quella a cui siamo stati abituati. Se il tutto fosse ancora congelato nelle prossime settimane in arrivo, le compagnie aeree saranno infatti necessariamente obbligate a delle soluzioni “d’emergenza”, come il taglio dei voli e – per i mezzi confermati – l’aumento del costo singolo del biglietto causa rincaro petrolio.

“Avremo metà del cherosene a disposizione”

“Secondo le nostre proiezioni, da fine aprile, inizio maggio, ci ritroveremo con la metà del cherosene a disposizione in Europa”, spiega al Corriere il capo delle operazioni di una delle più grandi aviolinee. “Forse riusciamo a guadagnare 3-5 settimane ricorrendo a una parte delle scorte strategiche e ritardando le operazioni di pulizia delle raffinerie, che di solito avvengono in primavera. Ma non sarà sufficiente”.

La grande preoccupazione è per l’estate: concreto il rischio taglio su vacanze e i conseguenti ricavi al massimo per il settore

Dunque, in conclusione, la più grande preoccupazione delle compagnie aeree riguarda i voli in estate. Se la situazione non dovesse risolversi a breve infatti, il rischio concreto è che tra giugno e settembre – il periodo in cui si fanno più viaggi causa vacanze estive, generando più ricavi per i colossi del trasporto aereo – la carenza del carburante sia così chiara e difficile da dover ridurre il numero dei voli, limitando i trasporti nazionali e internazionali. In tal senso, il primo pensiero degli esperti è rivolto agli scali turistici e alle Isole, più difficili da rifornire.

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