Il carcere di Favignana in pessime condizioni - QdS

Il carcere di Favignana in pessime condizioni

Pietro Vultaggio

Il carcere di Favignana in pessime condizioni

giovedì 10 Dicembre 2020 - 00:00
Il carcere di Favignana in pessime condizioni

L’iniziativa arriva dal senatore grillino Santangelo: “Problematiche su incuria dei locali”. Criticità riguardano soprattutto gli spazi destinati agli agenti della Polizia penitenziaria

FAVIGNANA (TP) – Il carcere “Giuseppe Barraco” di Favignana non gode di ottima salute, lo fa sapere il senatore trapanese Vincenzo Santangelo, il quale ha presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede.

“Da una visita effettuata nelle scorse settimane – dice Santangelo – da alcuni delegati del sindacato ‘Sappe’ sono emerse diverse problematiche sullo stato dei locali destinati alla caserma degli agenti di Polizia Penitenziaria. In particolare, le camere adibite a dormitorio e alle ore libere dal servizio degli agenti presentano persiane rotte, muri umidi e screpolati. Del tutto inadeguati anche i servizi igienici – continua -, con evidenti danni strutturali e con una sola vasca a disposizione di circa 25-30 agenti. Il sopralluogo ha rilevato anche numerose carenze igienico sanitarie nei luoghi adibiti al consumo dei pasti”.

“L’atto ispettivo che ho presentato – conclude – si pone l’obiettivo di mettere a conoscenza il Ministro Bonafede sullo stato generale di incuria dei locali, chiedendo anche quali misure urgenti il Dicastero di via Arenula abbia intenzione di adottare, per porvi rimedio e restituire dignità ai luoghi di lavoro e di riposo destinati agli agenti di Polizia Penitenziaria dell’Isola”.

Ma i vari problemi del carcere di Favignana erano già noti, infatti lo scorso febbraio 2019 Giuseppina Occhionero, deputata di Leu, aveva presentato, dopo una visita, una interrogazione al ministero di Grazia e Giustizia per chiedere il trasferimento dei 25 agenti di polizia penitenziaria da Favignana a Trapani ed anche dei detenuti in altri istituti e trasformare la struttura in una casa colonica del Corpo di Polizia Penitenziaria tra la più belle d’Italia. Ad annunciarlo con una nota era stato Antonello Nicosia componente del Comitato di Radicali Italiani e assistente parlamentare della deputata.

“Settantatre detenuti – si legge nella nota scritta da Nicosia -, non ci sono attività, l’acqua razionata è sempre fredda, la caldaia va in blocco, non c’è il direttore né il commissario che raggiungiamo al telefono. Per quanto riguarda gli operatori, venticinque su 50 assegnati non garantiscono alcuna sicurezza, mancano le fondamenta di una casa di reclusione, due educatori, ma in servizio solo uno”. Un problema non nuovo, speriamo che non diventi fin troppo ‘datato’ da diventare cronico.

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