Home » Il Qds racconta la bellezza » “Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane

“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane

“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane
Volontarie al nido di Pachino

Con l’inizio dell’estate, le tartarughe marine tornano a nidificare. Il 70% dei nidi (738) deposti in Italia tra il 2020 e il 2025 si trovano proprio in Sicilia

PALERMO – Con il mese di giugno è partita ufficialmente la stagione riproduttiva di Caretta caretta sulle coste della Penisola.

Primi nidi del 2026: Marzamemi, Pachino, Mazara del Vallo e Punta Braccetto

A farla da padrone, manco a dirlo, le spiagge siciliane. Dopo il primo nido a Lampedusa, due nidi sono stati deposti il 2 giugno nel siracusano, prima a Marzamemi e poi a Pachino (scoperti grazie ai monitoraggi dei volontari Silvio Ariazzi e Lisa Pancaldi il primo, e Ilaria Sperelli Pizzocri e Caludio Guidi, il secondo, e poi verificati e censiti dalla biologa Oleana Prato).

Nido anche a Mazara del Vallo (Tp), segnalato da un cittadino alla Capitaneria di Porto: coinvolti i referenti locali del Wwf per la messa in sicurezza del prezioso carico di uova. Quarto nido a Punta Braccetto (Ragusa). Trovato da Salvatore Liali, che ha contattato la CP di Pozzallo. Sul posto l’operatrice Laura Paderni.

Anche nell’Oasi Wwf di Torre Salsa (Siculiana, Agrigento) sono state rilevate tracce di emersione, ma per ora nessuna deposizione.

“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane
“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane
“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane
“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane
“Caretta Caretta” protagoniste indiscusse delle spiagge siciliane

Wwf in campo: monitoraggio, messa in sicurezza dei nidi e sensibilizzazione dei bagnanti

Le squadre Wwf, insieme a volontari e cittadini formati, sono attive fin dalle prime ore del giorno per individuare tracce di risalita delle tartarughe sulla spiaggia, segnalare e mettere in sicurezza i nidi, coordinarsi con le autorità competenti, sensibilizzare bagnanti e operatori turistici.

Un’attenzione particolare sarà rivolta anche alla gestione dei lidi e alle buone pratiche per ridurre il disturbo antropico. Le attività di monitoraggio dallo scorso anno si inseriscono nel quadro del progetto europeo Life Adapts, cofinanziato dall’Unione Europea, che ha come obiettivo quello di sviluppare strategie di adattamento al cambiamento climatico per tutelare habitat e specie vulnerabili come la foca monaca e le tartarughe marine del Mediterraneo. Il progetto utilizza tecnologie avanzate (eDNA, droni, fototrappole, telemetria satellitare), coinvolge le comunità locali e promuove soluzioni replicabili per la protezione delle spiagge di nidificazione.

Record di nidi: 738 in Sicilia tra il 2020 e il 2025, il 70% del totale italiano

Numeri in costante aumento. Tra il 2020 e il 2025 gli operatori del Wwf hanno registrato ben 1.055 nidi tra Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia, con una crescita particolarmente marcata negli ultimi tre anni.

Di questi, ben 738 in Sicilia, il 70% di tutti quelli deposti in Italia, poi 223 in Calabria e 94 nell’arco ionico (Golfo di Taranto: Puglia, Basilicata e Nord Calabria). La scorsa stagione riproduttiva il Wwf ha contato ben 338 nidi di tartaruga marina, il valore più alto mai registrato.

Allarme pulizia meccanica delle spiagge: a rischio i nidi di Caretta caretta

Con l’avvio della stagione di nidificazione delle tartarughe marine, in Calabria il Wwf torna a lanciare l’allarme sul continuo utilizzo di mezzi meccanici sulle spiagge per le operazioni di pulizia (in particolare nella provincia di Vibo).

Una pratica, purtroppo diffusa anche nelle altre regioni, che può compromettere la sopravvivenza dei nidi di Caretta caretta e mettere a rischio altre specie protette, come il fratino, oltre alla preziosa e delicata vegetazione dunale.

Chi è la Caretta caretta: biologia, abitudini e minacce della tartaruga marina del Mediterraneo

La tartaruga marina comune o tartaruga caretta (Caretta caretta) è la tartaruga marina più comune del mar Mediterraneo. Fortemente minacciata in tutto il bacino del Mediterraneo, la specie è diffusa in molti mari del mondo: oltre che negli oceani Atlantico, Indiano e Pacifico, si può trovare nel mar Nero.

Di Caretta caretta, come della maggior parte delle tartarughe marine, si conosce ancora molto poco. Come tutti i rettili, hanno sangue freddo, il che le porta a prediligere le acque temperate. Respirano aria, essendo dotate di polmoni, ma sono in grado di fare apnee lunghissime. Trascorrono la maggior parte della loro vita in mare profondo, tornando di tanto in tanto in superficie per respirare. In acqua possono raggiungere velocità superiori ai 35 km/h, nuotando agilmente con il caratteristico movimento sincrono degli arti anteriori. Sono animali onnivori: si nutrono di molluschi, crostacei, gasteropodi, echinodermi, pesci e meduse, ma nei loro stomaci è stato trovato di tutto: dalle buste di plastica, probabilmente scambiate per meduse, a tappi e altri oggetti di plastica, ami scambiati per pesci, reti e fili scambiati per alghe.