Cari giovani il mercato del lavoro ha fame di competenze - QdS

Cari giovani il mercato del lavoro ha fame di competenze

Michele Giuliano

Cari giovani il mercato del lavoro ha fame di competenze

mercoledì 14 Aprile 2021 - 00:00

Ecco i mestieri del futuro: sviluppatore di App, vigilantes contro hackers, cloud architect, blockchain developer

Un anno difficile, per il mercato del lavoro siciliano: l’emergenza sanitaria ha colpito duro, rendendo ancora più grave una situazione già difficile.
Secondo i dati raccolti da Bankitalia nel suo ultimo report su “Il mercato del lavoro”, il calo delle assunzioni in Sicilia nel 2020, rispetto al 2019, è stato importante: si parla di ben 85 mila contratti in meno attivati. Un dato che, comunque, risulta tra i meno drammatici, se si considera l’intero panorama italiano.

La situazione, purtroppo, non sembra voler migliorare: nel prossimo trimestre marzo-maggio, Unioncamere ha previsto oltre 13 mila assunzioni in Sicilia, che rimangono comunque troppo poche rispetto allo stesso trimestre di due anni fa, prima che l’emergenza sanitaria investisse il mondo. Si parla di un calo delle richieste di assunzioni del 22%.

Bankitalia non propone notizie più rassicuranti: dalla elaborazione dei dati delle comunicazioni obbligatorie del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali è venuto fuori che nei primi due mesi del 2021 l’occupazione dipendente regolare ha complessivamente ristagnato: nel bimestre gennaio-febbraio il saldo tra le posizioni attivate e quelle giunte al termine è rimasto all’incirca sugli stessi livelli del 2020. A febbraio sono state 331mila le attivazioni di nuovi contratti, a fronte però delle 437mila che erano state effettuate a febbraio 2020.

Al contrario, è leggermente positivo il saldo complessivo tra attivazioni e cessazioni di contratti: a febbraio 2021 la differenza tra assunzioni e licenziamenti è stata di 19 mila contratti, mentre nello stesso periodo dello scorso anno si erano fermati a 16 mila. Palermo, invece, ha registrato, tra le province considerate, fino alla fine dello scorso anno, la più bassa circolazione del virus e la più favorevole dinamica occupazionale: alla fine di dicembre 2020 le attivazioni nette cumulate sono risultate superiori di circa 1.000 unità rispetto a quelle osservate nello stesso periodo del 2019.

La pandemia ha fortemente rallentato la creazione di posti di lavoro a tempo indeterminato in generale nell’intero territorio italiano: per questa tipologia di contratto le attivazioni nette cumulate sui dodici mesi sono però rimaste positive e pari a 259mila.
Su questa tendenza hanno inciso il blocco dei licenziamenti e la dinamica delle trasformazioni registrate alla fine dello scorso anno, sostenute dagli incentivi introdotti dal decreto agosto. A dicembre le stabilizzazioni di contratti temporanei sempre a livello nazionale sono state oltre 100 mila (20 mila in più rispetto allo stesso mese dell`anno precedente), riflettendo anche la scelta delle imprese di anticipare agli ultimi giorni del 2020 parte delle trasformazioni previste per i primi mesi del 2021.

A gennaio e febbraio il numero delle conversioni di contratto è risultato pertanto lievemente inferiore rispetto allo stesso periodo del 2020. La creazione netta di posti di lavoro temporaneo è rimasta significativamente al di sotto di quella registrata nel periodo antecedente la pandemia. Alla fine di febbraio la variazione cumulata sui dodici mesi è stata pari a -230mila.
Dopo il punto di minimo raggiunto a metà giugno scorso (quasi 600 mila posti di lavoro in meno) è stata pertanto recuperata circa la metà del divario.

Il ministro Orlando: “Sfasatura tra domanda e offerta”

“Tra due settimane sottoporrò alle Regioni e alle parti sociali una road map sulle politiche attive e per individuare strumenti accezionali da mettere in campo subito”.

Lo ha detto il ministro per il Lavoro, Andrea Orlando riferendosi a quella che lui stesso ha definito una “sfasatura” tra domanda e offerta di lavoro.

Per far fronte al problema legato alle imprese che non trovano il personale che cercano, il ministro ha annunciato un censimento territoriale delle opportunità di lavoro perché, “in attesa del Recovery fund, dobbiamo concentrarci sui distretti dove la ripresa è più vivace e lì convogliare i lavoratori che riusciremo a formare attraverso dei veri e propri patti territoriali”.

Uomini di scienza e operai specializzati. In Sicilia tante richieste e pochi riscontri

In tempo di pandemia, tante rimangono le professionalità ricercate sul territorio siciliano, ma ben il 27% delle richieste non può essere esaudito perché mancano materialmente i profili professionali adeguati.

Non si tratta complessivamente di un quadro positivo: secondo i dati raccolti dal sistema informativo Excelsior di Unioncamere-Anpal, le previsioni di assunzioni nel periodo marzo-maggio 2021 sono 13.640, in calo dello 0,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 22,7% nel 2019, nel periodo quindi pre-covid. Si tratta di uno dei dati peggiori nell’intero panorama nazionale dove invece c’è una netta inversione di tendenza sul fronte delle assunzioni. Le 10 professioni con la maggior difficoltà di reperimento in Sicilia, per mancanza di candidati o per preparazione inadeguata, sono: i farmacisti, biologi e altri specialisti delle scienze della vita, per i quali si rileva una difficoltà di reperimento del 74,8%; gli operai specializzati e conduttori di impianti nelle industrie tessili e abbigliamento (70,4%); i tecnici in campo informatico, ingegneristico e della produzione (48,2%); i tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale (46,1%); e ancora, specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche (44,1%); operai specializzati nelle industrie del legno e della carta (42,9%); dirigenti, professioni con elevata specializzazione e tecnici (39,6%); operai nelle attività metalmeccaniche richiesti in altri settori (39,3%); operatori della cura estetica (37,55); ed infine nella top ten rientrano i tecnici della sanità, dei servizi sociali e dell’istruzione (37,2%).

E molte sono le nuove professioni che mancano nel panorama siciliano e italiano più in generale. In questi giorni a tracciare le professioni considerate del presente e del futuro è stata Life Learning, una delle principali piattaforme edu-tech italiane con un catalogo di 2.500 corsi e 50 master certificati, con 150.000 corsisti l’anno.

Tra le figure individuate ci sono gli esperti di web marketing, che si occupano di gestire l’ormai fondamentale immagine delle imprese sui social network; c’è poi il data scientist, che si occupa di impostare software che permettano ai computer di apprendere ed elaborare previsioni future a partire da uno o più database; il blockchain developer, che si occupa di supervisionare e pianificare i progetti blockchain, di strutturare le offerte iniziali di monete e di comprendere e soddisfare le esigenze aziendali in termini di app. Ancora, l’ux-designer che sviluppa grafica e programmazione con molteplici sistemi, lo sviluppatore di App, che progetta, scrive e verifica codici per nuovi sistemi e software al fine di garantirne qualità ed efficienza. E ancora l’artificial intelligence business manager, che si occupa di utilizzare in azienda l’intelligenza artificiale, il cloud architect che archivia e memorizza i dati nel cloud, i vigilantes contro gli hackers, e così via.

Ritornando a ciò che offre nell’immediatezza il mercato del lavoro siciliano, secondo Unioncamere-Excelsior per quanto concerne nel nuove assunzioni previste nel periodo marzo-maggio nel 38% dei casi le entrate saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato, mentre nel 62% saranno a termine (a tempo determinato o altri contratti con durata predefinita). Si concentreranno per il 68% nel settore dei servizi e per l’80% nelle imprese con meno di 50 dipendenti. Per una quota pari al 24% interesseranno giovani con meno di 30 anni e il 16% delle entrate previste sarà destinato a personale laureato.

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