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Caro carburante, in Sicilia oltre 21mila “professionisti della strada” in difficoltà: “Servono misure più pesanti”

Caro carburante, in Sicilia oltre 21mila “professionisti della strada” in difficoltà: “Servono misure più pesanti”
Imagoeconomica

Le parole al QdS del coordinatore CGIA Paolo Zebeo

Il problema caro carburanti non tocca solo famiglie o imprese. Secondo quanto riferito dalla CGIA (Associazione Artigiani e Piccole imprese) stanno subendo penalizzazioni sono anche padroncini (autotrasportatori autonomi), taxisti, Ncc e agenti di commercio. Si tratta di tutte figure che rientrano nella categoria dei “professionisti della strada”, cioè quegli operatori che per legge devono possedere un’abilitazione specifica per guidare i mezzi con cui lavorano. Una platea enorme di persone che percorre centinaia di migliaia di chilometri l’anno, di giorno e di notte.

In Sicilia oltre 21mila “professionisti della strada” in crisi per il caro carburanti

In Sicilia sono circa 21.213 i “professionisti della strada” in difficoltà, la metà sono agenti di commercio poi seguono autotrasportatori, taxisti, e Ncc. A Palermo, dove la popolazione definisce “insostenibile” questo continuo rincaro del carburante, sono in totale 5.481 i lavoratori in difficoltà: di questi 3.825 sono agenti di commercio, 1.087 autotrasportatori e 569 tra taxisti e Ncc; a Catania invece in totale sono 6.289, di cui 4.378 agenti commerciali, , 1.507 autotrasportatori e 404 tra taxisti e Ncc. L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese chiede l’intervento dell’Unione Europea, i motivi li ha spiegati a QdS.it il coordinatore CGIA Paolo Zebeo.

“Il problema non è solo italiano – esordisce -. Francia, Germania e Olanda hanno subito un aumento del prezzo dei carburanti molto superiori ai nostri e pensavamo che l’UE intervenisse, così come ha fatto subito dopo l’avvento della guerra Russia-Ucraina nel consentire agli Stati membri abbassare le accise drasticamente in modo tale da abbassare il prezzo alla pompa e rendere la situazione meno difficile”.

Per Zebeo l’Ue deve cambiare tempi di risposta: “Non capiamo perché ancora non si intervenga: forse perché non c’è contezza della situazione oppure, come spesso succede, Bruxelles ha tempi di risposta molto lunghi che non sono più accettabili di fronte a cambiamenti che avvengono con rapidità che richiede risposte idonee. Questo è abbastanza preoccupante”.

Caro carburante, in Sicilia oltre 21mila “professionisti della strada” in difficoltà: “Servono misure più pesanti”
Paolo Zabeo, coordinatore CGIA

Nessun sciopero, ma sono necessarie misure molto pesanti

I professionisti della strada, al momento, non hanno intenzione di procedere con azioni di sciopero. “Era stato proclamato lo sciopero per l’autotrasporto a livello nazionale, ma poi il Governo è intervenuto con il credito di imposta e la mobilitazione era stata sospesa”, ricorda Zebeo. “Evidentemente c’è anche consapevolezza che gli Stati membri hanno margine di manovra molto contenuti, perché è chiaro che avremo bisogno di misure molto più pesanti dal punto di vista economico per sterilizzare questi aumenti di carburanti. Ma se sei sotto il patto di stabilità non puoi superare i vincoli altrimenti scatta il processo di frazione. Ormai tutti hanno capito che la partita si gioca a Bruxelles e non a Roma”.

Zebeo conclude sulle azioni future che si attendono dal Governo nazionale. Intanto, il prossimo 4 agosto dovrebbe essere varata una misura più strutturale contro il caro-carburanti. “Dal Governo Meloni attendiamo ulteriori misure di alleggerimento della componente fiscale sul prezzo alla pompa, ma è chiaro che tutte queste misure rischiano di essere dei pannicelli caldi. Sicuramente importanti, ma non sufficienti per fronteggiare i rincari”.

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