Come nell’aria da tempo, in queste ore è stato confermato lo stop degli autotrasportatori in Sicilia che, a partire dal 16 di ottobre e (per ora) fino al 20, hanno deciso di fermarsi contro il caro carburanti. “Solo 48 ore di autonomia, poi l’Isola resterà senza rifornimenti, non si troverà più nulla e noi spegneremo i motori ad oltranza” – viene infatti spiegato dal Comitato degli autotrasportatori siciliani, che rilanciano la propria dura posizione.
“Quella nostra non è una minaccia – evidenziano gli esponenti della categoria – ma un dato di fatto: visto che nei supermarket non si fa più magazzinaggio, con lo stop dei tir, nel giro di due giorni, gli scaffali saranno vuoti e i generi di prima necessità introvabili”
Lo sfogo del coordinatore Bella: “Le rotte marine ormai insostenibili, a noi mai arrivate delle risposte”
Successivamente, spiega ancora il coordinatore Salvatore Bella che, “dopo un mese di stato di agitazione delle imprese, non è arrivata mai alcuna risposta in merito alle istanze avanzate”, puntando dunque il dito contro la Regione e il suo decreto da 15 milioni di euro che in queste ore sarà al vaglio della giunta.
“Nel frattempo, siamo costretti a pagare il biglietto delle navi ben 700 euro in più, tanto che, tra il rincaro dei prodotti petroliferi e l’impatto dell’Ets, le rotte marine sono diventate ormai insostenibili” – ha concluso Bella.
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