Caro gasolio, autotrasportatori in croce, rischio blocchi dalla Sicilia al Nord - QdS

Caro gasolio, autotrasportatori in croce, rischio blocchi dalla Sicilia al Nord

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Caro gasolio, autotrasportatori in croce, rischio blocchi dalla Sicilia al Nord

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giovedì 10 Febbraio 2022 - 16:40

Le associazioni nazionali dell’autotrasporto, unite sotto la sigla Unatras, lanciano l'allarme sul caro carburanti: 1200 euro per un pieno. Si rischiano proteste incontrollate.

Le associazioni nazionali dell’autotrasporto, unite sotto la sigla Unatras, lanciano l’allarme sul caro carburanti e scrivono una lettera al Governo, al quale chiedono di andare “oltre l’indifferenza” dando risposte concrete già dall’incontro fissato per il 17 febbraio prossimo.

“Sul Corriere della Sera di oggi si legge lo sfogo del titolare di una ditta di autotrasporti che lamenta un costo di 1200 euro per un pieno di gasolio. Non è possibile andare avanti così”.

Quello che si è abbattuto sul mondo dell’autotrasporto è un ciclone spaventoso. – scrivono da Unatras – Il malcontento è diffuso nei territori tra le imprese e sta generando fenomeni di rabbia che rischiano di sfociare in proteste incontrollate”, avvertono le associazioni.

E’ il rischio è che le proteste blocchino l’Italia, dalla Sicilia all’estremo Nord, con pesantissime conseguenze per i consumatori.

C’è il rischio concreto – continuano da Unatras – che sia più conveniente spegnere i motori anziché continuare a viaggiare – spiega Unatras – che ha più volte aperto al dialogo – La situazione è allarmante. Tanto che la nostra Presidenza, al termine della riunione di questa mattina, ha deliberato lo svolgimento nelle prossime settimane di una serie di manifestazioni unitarie di autotrasportatori su diverse aree del territorio nazionale. Iniziative che, in assenza di impegni precisi da parte dell’esecutivo, non potranno che essere propedeutiche ad azioni di autotutela della categoria, non esclusa la proclamazione di un fermo dei servizi”.

Migliaia di operatori alle prese con il rincaro carburanti

 “Migliaia di operatori sono da un anno e mezzo alle prese con il rincaro dei carburanti, che negli ultimi mesi ha viaggiato ‘a mille’ e non accenna a placarsi – spiegano le associazioni – Gli aumenti vertiginosi delle materie prime, di luce e gas, infatti riguardano anche il gasolio per autotrazione, che è ancora largamente il carburante più diffuso, ma anche l’additivo AdBlue per i veicoli più moderni e il GNL (gas naturale liquefatto). Parliamo di aumenti generalizzati di oltre il 25% in un anno, con maggiori costi per oltre 535 milioni di euro che l’autotrasporto non riesce a ribaltare sui propri committenti e che finiscono per scaricarsi interamente sui già risicati margini di profitto delle aziende”.

A Fondi la protesta continua da cinque giorni

Intanto a Fondi (Latina) è iniziato il 4° giorno di presidio dei Tir, indetto da FAI Latina Sezione Provinciale. Sono più di 100. A motori spenti, protestano contro il caro-carburanti (ma non solo) che sta mettendo in ginocchio le imprese dell’autotrasporto.

Le richieste di Unatras

Per tutti questi motivi Unatras chiede provvedimenti economici di sostegno alla categoria, quali crediti di imposta per i maggiori costi sostenuti per i carburanti, attingendo dal ‘tesoretto’ che ha incassato il Fisco sull’Iva pagata per le accise.

Chiede inoltre la previsione di un meccanismo di adeguamento automatico per l’aumento del gasolio.

Tra le richieste anche la ripubblicazione aggiornata da parte del MIMS dei costi di esercizio che gravano sugli autotrasportatori. Infine risulta indispensabile l’apertura del tavolo di lavoro permanente sulle regole di settore, per un’analisi approfondita che affronti in particolare l’impatto delle nuove norme comunitarie in tema di accesso al mercato, le semplificazioni burocratiche e la revisione degli onerosi obblighi formativi per contrastare la carenza di conducenti.

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