Roma, 3 apr. (askanews) – I consumatori stanno pagando prezzi più alti per le uova di cioccolato nonostante le quotazioni del cacao siano crollate di oltre il 70% dai massimi del 2024, una dinamica riportata dal Financial Times che evidenzia come le aziende stiano cercando di compensare le perdite subite durante la precedente impennata dei costi.
Secondo i dati della Federal Reserve, i prezzi al dettaglio negli Stati Uniti per dolci e cioccolato sono aumentati del 12% nell’ultimo anno. Il ritardo nel calo dei listini è dovuto a fattori tecnici di approvvigionamento.
Sammy Rolls di Expana spiega infatti al quotidiano britannico che “c’è un intervallo di tempo tra il momento in cui le aziende acquistano il cacao e quello in cui il cioccolato viene prezzato e venduto al dettaglio”.
Per questa Pasqua, la maggior parte della materia prima sarebbe stata acquistata tra maggio e luglio dello scorso anno. Inoltre, Thijs Geijer, economista di ING, sottolinea la strategia dei produttori: “Se hanno subito una pressione sui margini durante la fase di rialzo, allora vogliono recuperare parte di quella perdita durante la fase di discesa”.
Oltre ai rincari, il settore ha risposto con la “shrinkflation”, riducendo le quantità a parità di prezzo o modificando le ricette. In alcuni casi, il contenuto di cacao è sceso a tal punto che i prodotti in etichetta devono ora essere descritti come “al gusto di cioccolato”.
Gli analisti di Morgan Stanley, come riferito dal Financial Times, prevedono che i costi per i produttori di cioccolato in Europa e negli Stati Uniti dovrebbero diminuire a partire dal secondo trimestre di quest’anno, alleviando la pressione sui margini.

