Pasqua ha fatto discutere, quest’anno più che mai – tra guerra e rincari dei carburanti -, sull’annoso problema del caro voli. Di soluzioni se ne provano tante, per esempio è recentemente tornato il discusso Sicilia Express per le vacanze pasquali, ma alcune difficoltà rimangono. A inizio aprile Federconsumatori Sicilia e altre associazioni hanno organizzato un sit-in all’aeroporto di Catania, chiedendo a gran voce nuove misure concrete per la mobilità.
Caro voli a Pasqua e non solo, le parole di Intilisano (UNC)
Il presidente dell’Unione Nazionale Consumatori regionale, Mario Intilisano, intervenuto al QdS.it, ha spiegato come i problemi legati ai prezzi dei voli – a prescindere dalla situazione geopolitica attuale e dall’eccezionalità di determinate situazioni – siano atavici, nonostante quello che fanno le istituzioni.
“Il problema dei voli cari – spiega Intilisano – lo poniamo da anni, altrettanto il problema strutturale. I pannicelli caldi della Regione mitigano il problema, ma non lo risolvono; anzi, agevolano le compagnie aeree, che possono mantenere i prezzi alti senza correre alcun rischio. Una parte del prezzo la paga la Regione Siciliana, quindi non hanno alcun interesse in un clima di concorrenza generale ad abbassare i prezzi. Una guerra dei poveri perché si specula sulla vita di chi viaggia per Pasqua, mantenendo la situazione strutturale in crisi”.
Le iniziative per mitigare le problematiche non sono mancate “dal treno – prosegue Intilisano – ai contributi della Regione, ma il problema più grosso è che non si aiutano e che non si creano le condizioni ideali per fare entrare nel mercato compagnie aeree nuove e creare un vero clima di concorrenza. Se ci fosse la concorrenza, non ci sarebbero questi prezzi. Ci vuole un intervento strutturale in un’ottica di libero mercato, perché i pannicelli caldi non permettono di sviluppare una politica a lungo termine e attenuano solo il problema dei cittadini”.
“Bisogna ragionare in termini diversi”
Il sit-in fatto all’aeroporto di Catania “non risolve il problema – aggiunge Intilisano – perché si esce soltanto sulla stampa. È solo una forma di protesta tardiva, ci sta rendere il problema con un’evidenza mediatica. La compagnia siciliana da sola non risolve il problema, perché farebbe soltanto 2-3 voli al giorno. Non ci siamo come soluzione, bisogna ragionare in termini diversi, perché l’aeroporto di Catania è uno dei più trafficati. Non ci sono compagnie che vogliono o possono investire in voli a breve termine”.
“Sicilia Express ok, ma bisogna investirci di più”
Riguardo al Sicilia Express, Intilisano conclude: “L’idea è simpatica e mi è sempre piaciuta, ma va bene soprattutto quando sono uno o due treni di mille persone l’uno con venti vagoni può andare bene per 16 ore di treno in un clima goliardico. Le prenotazioni le hanno aperte in ritardo, i posti sono inferiori alla domanda e non credo che per Rfi sia un problema trovare dei vagoni in più. Si potrebbe investire di più su questo strumento, che è una forma di concorrenza e alternativa al volo”.
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