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Cartelle e tributi locali, nuova rottamazione: in Sicilia aderiscono molti Comuni

Cartelle e tributi locali, nuova rottamazione: in Sicilia aderiscono molti Comuni

I provvedimenti attualmente in vigore in Italia e in Sicilia rischiano di creare confusione tra i contribuenti

Con la Legge di bilancio del 2026, la legge 199 del 30 dicembre 2025, è stata prevista, all’articolo 1, commi da 82 a 101, la cosiddetta “rottamazione quinquies”, una misura definitoria riguardante i debiti (di natura erariale, non locale) risultanti dai singoli carichi affidati agli agenti della riscossione dal 1 gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, seppure solo quelli derivanti dall’omesso versamento di imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali e dalle attività dei controlli automatizzati in materia di imposte dirette e Iva, e quelli riguardanti somme dovute all’Inps, con l’esclusione delle somme conseguenti ad accertamento.

Rottamazione quinquies, cosa prevede la Legge di bilancio 2026

Con lo stesso articolo 1, ai commi da 102 a 110, è stata prevista la possibilità, per ciascuna Regione e ciascun Ente locale, di introdurre autonomamente, con le forme previste dalla legislazione vigente per l’adozione dei propri atti destinati a disciplinare tributi di loro spettanza, tipologie di definizione agevolata che prevedono l’esclusione o la riduzione degli interessi o anche delle sanzioni. Possono rientrare nella definizione tutti i tributi disciplinati e gestiti dalle regioni e dagli Enti locali, con esclusione dell’Irap, delle compartecipazioni e delle addizionali a tributi erariali.

La Legge di bilancio per il 2026, quindi, ha previsto due forme di definizione assolutamente diverse, una per i crediti erariali (esclusi quelli derivanti da accertamento) affidati all’Agenzia delle Entrate-Riscossione dal 2000 al 2023, e un’altra per i crediti degli Enti locali, con regole che possono essere stabilite, senza alcuna scadenza, dai singoli enti e, per questo, una definizione che può essere considerata “a regime”, ossia sempre applicabile previa deliberazione del Consiglio comunale.

Rottamazione tributi locali Sicilia, la definizione agevolata regionale

Va sottolineato, al riguardo, che la Regione Sicilia, proprio avvalendosi di tale norme nazionale (legge 199/25, articolo 1, commi da 102 a 110), con Legge regionale pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta ufficiale della Regione Siciliana n. 37 del 14/8/2026, ha disposto la definizione agevolata per i tributi propri e per le entrate di natura patrimoniale, con abbandono di sanzioni e interessi, purché gli adempimenti tributari non adempiuti fino al 31 dicembre 2025 siano effettuati entro il 31 ottobre 2026.

L’assessore regionale all’Economia Alessandro Dagnino ha firmato il decreto attuativo della citata disposizione, che consente di pagare senza interessi e sanzioni anche le tasse automobilistiche non corrisposte entro il 31 dicembre scorso, provvedendo, semplicemente recandosi presso gli sportelli Aci, a versare il tributo dovuto entro il prossimo 31 ottobre.

Rottamazione quinquies Enti locali, come funziona

C’è da dire, tuttavia, che con l’inserimento del comma 10 quinquies al decreto-legge 27 marzo 2026, n. 38 in occasione della sua conversione in legge, la definizione prevista dal citato articolo 1, commi da 82 a 101, della legge n. 199 del 30 dicembre 2025, è stata estesa ai crediti degli Enti locali, di qualsiasi natura, tributari e non (con esclusione di quelli derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti) affidati, all’Agenzia delle Entrate-Riscossione, dalle Regioni e dagli altri Enti locali dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Una disposizione che consente di regolarizzare la posizione debitoria nei confronti dell’Amministrazione locale pagando soltanto il tributo, con l’abbuono delle sanzioni e degli interessi.

È questa la definizione comunemente denominata rottamazione quinquies Enti locali. Tale forma di definizione non è generalizzata, come quella erariale. Era, ed è ancora, condizionata dall’approvazione del Consiglio comunale entro il 30 giugno 2026, termine poi differito al 31 luglio scorso. Non tutti gli Enti territoriali, però, hanno provveduto ad approvarla. Anzi, nell’intero territorio nazionale, sui 7.894 Comuni esistenti, solo cinquecento circa hanno trasmesso al ministero dell’Economia e delle Finanze le delibere di definizione agevolata. C’è da dire che questa forma di definizione ha avuto più successo al Sud che al Nord. E al Sud è in testa la Sicilia, seguita dalla Campania e dalla Puglia. Nella nostra regione, hanno aderito, entro il 31 luglio 2026, molti Comuni, tra i quali i capoluoghi di provincia Palermo, Messina, Siracusa, Ragusa, Trapani e Caltanissetta.

Comuni siciliani aderenti alla rottamazione, cosa si attende

Si attendono ulteriori notizie per gli altri capoluoghi siciliani e gli altri Comuni dell’Isola, visto che, oltre alla confusione che nasce per la presenza di definizioni diverse (quella da approvare entro lo scorso 31 luglio e quella “a regime”), non esiste ancora un elenco preciso degli Enti locali che hanno scelto di consentire la definizione dei loro crediti affidati all’AdER.

Della confusione creata dalla presenza di tre “rottamazioni” in corso, oltre alle rateizzazioni provenienti dalle rottamazioni precedenti, ne abbiamo parlato dalle pagine di questo quotidiano altre volte. Speriamo che gli Organi interessati, principalmente il Mef, ma anche l’Agenzia delle Entrate e gli Organi rappresentativi degli Enti locali, facciano chiarezza, dando indicazioni precise sui termini e sulle modalità da seguire per l’applicazione di ogni singola forma di definizione di cui i contribuenti si possono ancora avvalere.

Rottamazione quinquies dei tributi erariali, scadenze già scadute

Occorre ricordare, comunque, che per la “rottamazione quinquies” dei tributi erariali (che, come è noto, esclude dalla definizione le somme derivanti da accertamento), il termine per l’istanza è già scaduto lo scorso 30 aprile e il termine del pagamento dell’intera somma dovuta o della prima rata è scaduto il 31 luglio scorso.

Tributi locali affidati all’AdER, tutte le scadenze

Sempre per chiarezza, ricordiamo inoltre, qui di seguito, le scadenze (dopo l’estensione e la proroga) riguardanti la definizione dei tributi locali affidati all’AdER nel periodo che va dal 2000 al 2023: entro il 15 ottobre 2026, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione (AdER) mette a disposizione dei cittadini, all’interno dell’area riservata del proprio portale telematico, i dati necessari per far conoscere i carichi definibili; dal 16 ottobre e fino al 15 dicembre, potrà essere trasmessa l’istanza per chiedere la definizione; dal 28 febbraio 2027 l’Agente della riscossione invierà ai contribuenti che hanno presentato l’istanza la comunicazione delle somme dovute ed il prospetto delle rate; entro il 31 marzo 2027 dovranno essere versate le somme dovute, o per versamento in un’unica soluzione, oppure per il pagamento della prima rata, in caso di dilazione.

Rottamazione quinquies, pagamento fino a 54 rate

In caso di pagamento rateale (massimo 54 rate), le prime cinque rate scadono il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre dell’anno 2027. Le rate dalla sesta alla cinquantaquattresima scadono il 31 gennaio, il 31 marzo, il 31 maggio, il 31 luglio, il 30 settembre e il 30 novembre di ciascun anno a decorrere dal 2028. Restano ferme tutte le regole previste dalle norme sulla rottamazione (quinquies) per le somme di spettanza erariale, comprese le norme che riguardano le cause di decadenza.

Salvatore Forastieri
già dirigente superiore ministero delle Finanze, Garante del contribuente e giudice Corte giustizia tributaria secondo grado Sicilia