Home » Cronaca » Case popolari allo Zen, minacce a una famiglia: “Da qui ve ne dovete andare”

Case popolari allo Zen, minacce a una famiglia: “Da qui ve ne dovete andare”

Case popolari allo Zen, minacce a una famiglia: “Da qui ve ne dovete andare”

Cosa Nostra cerca di prendere il controllo sulla gestione delle case popolari

Minacce a una famiglia che ha ottenuto da poco l’assegnazione regolare di un alloggio. Il racket sulle case popolari torna a bussare allo Zen di Palermo. Due persone si sono avvicinate al nucleo familiare mentre si trovavano per strada avvertendoli: “Da qui ve ne dovete andare, non vi vogliamo vedere”, parole semplici seguite da un gesto inequivocabile: la pistola mostrata come ulteriore avvertimento. Il capofamiglia ha denunciato il tutto alla polizia la quale adesso indaga per individuare i responsabili.

Il tema delle case popolari è al centro dell’attenzione da parte dell’amministrazione comunale, adesso con un occhio di riguardo allo Zen. Il meccanismo di Cosa Nostra sarebbe collaudato: gli appartamenti vengono assegnati regolarmente e riconsegnati al Comune o all’Istituto autonomo case popolari (Iacp), proprietario degli alloggi dello Zen 2. Il racket entra in azione nei giorni di vuoto, che precedono l’assegnazione dell’immobile, occupando abusivamente la casa con la famiglia scelta dalla mafia. Il prezzo è sempre lo stesso in quasi tutta la città, una richiesta di circa 20 mila euro a famiglie, che disperate, non hanno alternative e chi non può pagare subito è costretto ad essere “complice” dei clan: c’è chi diventa pusher o chi custodisce armi per conto di Cosa Nostra.

Case popolari allo Zen, il business dell’acqua

Per chi acquista illegalmente l’alloggio l’accesso ai servizi, come ad esempio l’acqua sono a parte. Nel recente incontro avuto tra alcuni componenti del Comune di Palermo, cittadini e associazioni del quartiere, il presidente dell’Amap Giovanni Sciortino aveva denunciato il fatto che nel quartiere Zen 2 “nessuno ha i contatori dell’acqua” causando all’azienda una grossa perdita. Il servizio viene pagato a Cosa Nostra, circa 15 euro a famiglia, e chi si rifiuta va a incontro ad “improvvisi” disservizi.

In un recente dossier della società Acquedotto presentato al Comitato per l’ordine e la sicurezza la rete degli allacci abusivi partirebbe da due zone precise: via Fausto Coppi e via Rocky Marciano. Da lì l’acqua pubblica verrebbe distribuita nelle abitazioni attraverso un reticolo di
tubature sotterranee. Un sistema descritto anche dal braccio destro del mandamento mafioso San Lorenzo-Tommaso Natale in una conversazione intercettata dai carabinieri nell’ambito dell’operazione che quasi un anno fa ha portato a 181 arresti. “I Lo Piccolo hanno portato l’acqua allo Zen, bisogna ripagare di questa opera”, diceva Francesco Stagno alla moglie.

Case popolari, minacce a famiglia assegnataria allo Zen: dal Comune obiettivo controllo omogeneo su tutta la città

Sulle minacce alla famiglia allo Zen bocche cucite dall’amministrazione comunale poiché ci sono indagini in corso per far luce sull’accaduto. Dal canto suo il Comune di Palermo lavora, però, quotidianamente nel cercare di prevenire nuove occupazioni abusive con lo scopo di attuare un controllo omogeneo su tutta la città per cercare di mettere un punto al business delle case popolari nelle periferie del capoluogo.

Proprio qualche giorno fa allo Zen 2 l’amministrazione comunale ha assegnato a una famiglia di otto persone una casa di edilizia residenziale pubblica riacquisita grazie alla collaborazione tra il Comune di Palermo e lo IACP, a seguito dell’accertamento del decesso dell’ultimo assegnatario.

A Borgo Nuovo casa occupata abusivamente data alle fiamme e ristrutturata in tempi brevi

Lo scorso 22 ottobre in via Bronte, nel quartiere Borgo Nuovo una casa occupata abusivamente era stata prima vandalizzata e poi data alle fiamme da chi ci viveva in maniera abusiva impedendo al Comune di Palermo di riassegnarla a una delle famiglie scritte in graduatoria. In tempi brevi sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione, grazie all’aiuto della Regione, ed a dicembre è stata assegnata alla famiglia legittima.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it

Segui QdS.it su Google  Non perderti inchieste, news e video

WhatsApp Le notizie anche sul canale di QdS.it