Le sorelle Paola e Stefania Cappa e il fratello di Chiara Poggi, Marco, saranno interrogate oltre ad Andrea Sempio. Lo si apprende dai social del Tg1 nel quale si apprende che i carabinieri di Milano hanno presentato gli inviti a presentarsi per l’interrogatorio delle cugine e al fratello della vittima uccisa il 13 agosto del 2007. Ancora una svolta, dunque, sul caso Garlasco.
Il tutto avverrà domani – martedì 5 maggio – i familiari saranno ascoltate come persone informate sui fatti nell’ambito dell’indagine, ormai arrivata alle battute finali, sul delitto di Garlasco. L’interrogatorio di Sempio, invece, è fissato per il giorno successivo.
Le prove che, secondo l’accusa, inchiodano Sempio
Grossa svolta giudiziaria sul caso Garlasco: a quasi venti anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la procura di Pavia ha dei nuovi atti che dipingono un quadro completamente diverso da quello che è emerso nella sentenza di condanna definitiva del 2015 in Cassazione a 16 anni per Alberto Stasi.
Il nuovo e dettagliato “invito per la presentazione di persona sottoposta ad indagini”, firmato congiuntamente dai magistrati Stefano Civardi, Giuliana Rizza e Valentina De Stefano, indirizza l’attenzione solamente su Andrea Sempio. Che verrà ascoltato in procura il prossimo 6 maggio.
La novità più evidente del capo d’imputazione è l’uscita di scena di Alberto Stasi. Dal documento dei pm è scomparsa la parola “concorso”: una modifica sostanziale che, per i magistrati pavesi e i carabinieri di Milano, certifica l’estraneità totale dell’ex fidanzato di Chiara Poggi alla scena del crimine. E con questa rilettura, la precedente condanna definitiva nei confronti di Stasi diventerebbe un clamoroso “errore giudiziario”. Secondo l’accusa, Sempio avrebbe agito da solo all’interno della villetta di via Pascoli.
La “nuova” dinamica
Sul piano della dinamica, viene introdotto un elemento inedito rispetto alle pronunce passate: i colpi fatali non sarebbero stati inferti al piano superiore, bensì lungo la scala della cantina. Stando alla ricostruzione, Sempio avrebbe seguito la giovane sui gradini e l’avrebbe colpita “quando era incosciente”. I pm parlano di “almeno 4-5 colpi” vibrati a tradimento, all’origine delle “gravi lesioni cranio-encefaliche” che ne causarono la morte.
Le consulenze forensi avanzate
La ricostruzione poggia su un intreccio di consulenze forensi avanzate: l’analisi medico-legale dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo è stata confrontata con lo studio della Bloodstain Pattern Analysis (BPA) a cura del tenente colonnello del Ris, Andrea Berti. Il quadro è stato ulteriormente raffinato attraverso una moderna simulazione tridimensionale degli ambienti domestici, integrata da perizie antropometriche basate sulle misurazioni degli arti dell’indagato, utili a modellarne con precisione i possibili movimenti sulla scena.
Ma manca ancora l’arma del delitto
Tuttavia, resta non individuata l’arma del delitto: i magistrati parlano di un generico “corpo contundente”, senza escludere le ipotesi circolate in passato su un martello da carpentiere, grosse forbici da sarto o pesanti alari da camino. Nonostante l’assenza dell’oggetto contundente, gli indizi a carico dell’amico del fratello di Chiara vengono ritenuti oggi particolarmente solidi.
In primo luogo, la piena compatibilità della sua linea genetica maschile familiare con il Dna estratto dalle unghie della vittima, indicativa di una colluttazione estrema. A ciò si aggiunge l’impronta misura“33”rinvenuta sul muro della cantina, che la Procura attribuisce con certezza a Sempio. Sebbene l’intonaco prelevato all’epoca sia andato perduto, i pm hanno nuovamente ascoltato i carabinieri del Ris che eseguirono i rilievi, per chiarire in via definitiva se quella traccia fosse originariamente intrisa di sangue.
Vacilla l’alibi
Vacilla, inoltre, l’alibi del principale indagato: il noto scontrino del parcheggio di Vigevano, documento che è rimasto curiosamente per due anni dai familiari del giovane, è oggi considerato dagli inquirenti un artificioso alibi costruito a posteriori.
Il movente e il rifiuto
Quanto al movente, la procura configura una matrice sessuale. Sempio avrebbe nutrito un’”ossessione” per la sorella dell’amico Marco; un desiderio sfociato in un approccio non gradito, il cui netto “rifiuto” da parte di Chiara avrebbe innescato la furia omicida.
A rendere il quadro più inquietante è il sospetto che l’indagato abbia visionato di nascosto video intimi amatoriali di Chiara e Alberto, custoditi nel computer personale della vittima: un dettaglio emerso dalla consulenza informatica dell’esperto Paolo Dal Checco e correlato al rinvenimento di vecchi tabulati che documentano tre specifiche telefonate effettuate da Sempio verso casa Poggi nei giorni immediatamente precedenti al delitto.
In attesa del deposito integrale degli atti e della formale chiusura delle indagini, per l’accusa il mosaico appare pressoché completo. Si profila così una nuova possibile verità processuale sul caso Garlasco: un omicidio a lungo frainteso, consumatosi all’improvviso tra le mura domestiche, nel cuore di un rapporto di fiducia tradito nel modo più atroce.
“Io ossessionato da una ragazza”, su un forum spuntano post datati attribuiti a Sempio
I messaggi su un forum di seduzione firmati “Andreas” potrebbero essere collegati al delitto di Garlasco. Potrebbe, infatti, esserci proprio Andrea Sempio dietro a quel nickname.
Sempio, oggi 38enne, è indagato per l’omicidio di Chiara Poggi e dovrà presentarsi in procura a Pavia nei prossimi giorni in quanto secondo gli inquirenti dopo ulteriori indagini sarebbe l’unico autore del delitto. I post scritti tra il 2009 e il 2016, alcuni con contenuti controversi, stanno circolando sui social alimentando il dibattito.
Come ha riportato Tgcom 24 e altre agenzie di stampa, vi sarebbe un post datato 30 novembre 2010 in cui l’autore parlava di una “One-itis” vissuta tra i 18 e i 20 anni.
Con la parola one-itis, si intende spesso un’ossessione patologica e irrazionale verso una sola persona. Un elemento che, alla luce delle ipotesi investigative su un possibile movente legato a un rifiuto sessuale è stato subito collegato alla vittima. Ma la difesa esclude ogni legame: “Non c’entra nulla con Chiara Poggi”.
L’ossessione raccontata online
In questo post del novembre 2010, “Andreas” descriveva quella che lui stesso definiva l’unica vera esperienza di innamoramento della sua vita. “È capitato in un momento oscuro della mia vita“, scriveva, collocando il periodo proprio tra i 18 e i 20 anni. Un passaggio che ha attirato l’attenzione perché coinciderebbe con gli anni del delitto.
Ma lo stesso autore, in altri interventi, sembrerebbe ridimensionare quel sentimento, distinguendolo dall’amore vero e proprio: “Non confondere one-itis e amore… molte persone sono fissate con donne con cui non hanno nemmeno parlato”. E ancora: “Ero innamorato di una fantasia più che della ragazza in sé”. Un racconto che descriverebbe più una proiezione mentale che una relazione concreta, tanto che lui stesso ammetteva di non essere mai andato oltre “un ciao e due battute”.
La difesa: “Non c’entra nulla con Chiara Poggi”
Secondo la difesa, quella ragazza non sarebbe Chiara Poggi, ma una giovane più piccola, conosciuta all’interno della stessa compagnia: “Ero nella compagnia. Mi ricordo benissimo della ragazza di cui si era invaghito, era più piccola di noi. Non c’entra nulla con Chiara Poggi” ha detto l’avvocato Taccia ospite a Quarto Grado. Anche il termine “one-itis”, ha aggiunto, non andrebbe letto solo come ossessione, ma come una forma intensa e immatura di innamoramento.
Altri post e frasi controverse
Ma oltre al racconto personale, altri messaggi attribuiti ad “Andreas” hanno suscitato perplessità. In uno del 2009, l’autore rifletteva sulle relazioni sostenendo che una ragazza fidanzata non sarebbe “un ostacolo insuperabile”.
In un altro intervento parlava delle proprie difficoltà con le donne: “Ho quasi 22 anni e sono arrivato al massimo a qualche bacio… il mio ostacolo principale è il contatto fisico”. Un elemento che, secondo alcuni esperti, descriverebbe un profilo caratterizzato da insicurezza e difficoltà relazionali più che da aggressività.
Ancora più discussi sono alcuni passaggi in cui l’autore esprimeva pensieri estremi o provocatori. In un caso citava lo stragista Elliot Rodger, scrivendo di riconoscersi “più nel ragazzino”, pur aggiungendo di essere stato “troppo impegnato a drogarmi e a tagliuzzarmi” per pensare a violenze. In un altro, rifletteva in modo controverso sul tema dello stupro, definendolo, da un punto di vista evolutivo, come una dimostrazione di forza maschile.
Frasi che oggi vengono rilette con attenzione, ma che la difesa invita a contestualizzare. Intanto, Sempio starebbe valutando come affrontare il prossimo confronto con i magistrati: rispondere o avvalersi della facoltà di non rispondere. Una decisione che, secondo la difesa, verrà presa solo all’ultimo momento.
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