Una finestra temporale che parte dalle 9.12 e che corre fino a tre ore dopo. L’anatomopatologa Cristina Cattaneo, consulente della procura di Pavia nella nuova inchiesta che vede indagato Andrea Sempio per il delitto di Chiara Poggi a Garlasco, non esclude la finestra temporale in cui Alberto Stasi non aveva un alibi e che è costata all’allora fidanzato la condanna a 16 anni di carcere per l’omicidio del 13 agosto 2007.
In particolare in un’annotazione del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, si riportano le conclusioni dell’esperta incaricata di stabilire (nuovamente) l’orario della morte della ventiseienne.
Il dibattito sulla finestra temporale
L’esito fornisce una finestra temporale tra “le 7 e le 12.30” del 13 agosto 2007, ma confrontando i metodi più accurati e scientificamente più solidi insieme ai dati circostanziali portano a restringere il range tra le 9.12 (quando la giovane disattiva l’allarme di casa) alle ore 12 circa. Il primo medico legale Marco Ballardini indicava come intervallo più probabile della morte la fascia 10.30-12 con maggior centratura tra le 11-11.30, “tuttavia, sul piano rigorosamente scientifico, la ricostruzione deve rimanere ancorata al range più ampio poiché e quello supportato in modo robusto dai dati statistici più affidabili”, quindi “le evidenze scientifiche più solide portano a considerare il range più ampio” scrive la consulente Cattaneo.
Il contenuto gastrico trovato nello stomaco della vittima (del tutto coerente con quanto ritrovato sul divano, ndr) indica un “periodo della morte probabilmente compreso tra 30 minuti e le 2-3 ore circa dall’ingestione della colazione”, ma non potendo avere un “ancoraggio” sull’orario reale della colazione, il dato da cui bisogna partire è l’orario in cui Chiara ha disinserito l’allarme, cioè le 9.12. Da questo intervallo temporale, è stato dedotto scientificamente, che i carabinieri indicano due possibili finestre temporali contro Sempio.
L’indagato “ha avuto il modo ed il tempo di commettere l’omicidio di Chiara Poggi dopo le ore 9.12 (orario di disinserimento allarme per fare uscire i gatti) e le ore 9.58 della mattina del 13 agosto 2007” quando il 38enne prova a chiamare un amico. Per chi indaga c’è un secondo intervallo utile per il delitto: “tra le 9.58 e le ore 11.25 (orario in cui viene chiamato da casa dei genitori, ndr). Entrambe le fasce orarie si collocano perfettamente nella forchetta temporale riguardante la digestione del contenuto gastrico della vittima”.
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